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5x1: Denzel Washington, icona "black"

Storia dell'attore che rifiutò una scena di sesso con Julia Roberts.
di Stefano Cocci

Simbolo della comunità afro - americana per i suoi ruoli impegnati
Denzel Washington (Denzel Hayes Washington Jr.) (66 anni) 28 dicembre 1954, Mount Vernon (New York - USA) - Capricorno.

martedì 15 gennaio 2008 - Celebrities

Simbolo della comunità afro - americana per i suoi ruoli impegnati
È l'attore per eccellenza della comunità afro – americana a stelle e strisce ed è uno tra i più grandi interpreti del nostro tempo. Denzel Washington si è guadagnato questo status vestendo i panni di alcune delle icone politiche e sociali della causa dei diritti civili in USA e nel mondo, avendo portato sullo schermo Steve Biko, Malcolm X ed "Hurricane Carter". Con loro si è guadagnato altrettante nomination all'Oscar, statuetta che avrebbe meritato per ciascuna di queste interpretazioni e che, invece, arrivò nel 2002 per Training Day, una parte e un film solo apparentemente minori rispetto alla sua carriera. Il suo status da icona "nera" è alimentato dall'attore stesso, come quando dichiarò di aver rifiutato di girare una scena di sesso con Julia Roberts nel film Il rapporto Pelican perché ciò non sarebbe stato compreso e accettato dal pubblico femminile afro – americano.
Indipendentemente da queste scelte, Washington è uno degli attori più dotati della sua generazione: ci ha emozionato in Philadelphia, trascinato in Glory – Uomini di gloria, cambiati ne Il sapore della vittoria, coinvolti in The Hurricane.
Oggi torna nelle sale diretto da uno dei maggiori registi viventi, Ridley Scott, e insieme a un altro attore che negli ultimi anni si è proposto come un trasformista capace di passare dal western al peplum mantenendo la stessa carica emotiva, Russel Crowe. In American gangster, Washington è ancora una volta un personaggio che arriva diretto dalla comunità nera d'America e di New York, ma stavolta non è un eroe positivo: Frank Lucas, un trafficante di droga, la cui epopea, affiancata a quella del poliziotto Roberts/Crowe, racconta qualcuna dell'arrampicata sociale negli States degli anni Settanta.

Philadelphia
È una delle interpretazioni simbolo della carriera di Denzel Washington, per un film che ha rappresentato la rottura di un muro di gomma intorno all'AIDS. La pellicola di Demme è superbamente interpretata e ottimamente scritta; sono il volto marchiato dalla malattia di Tom Hanks e le espressioni, a volte contrastanti, disegnate sulla faccia di Washington a raccontarci un mondo, soprattutto come una comunità e uno strato sociale, hanno vissuto e vivono tuttora la piaga dell'AIDS. Oscurata dalla recitazione immensa di Tomn Hanks, spesso si è dimenticato come il ruolo con maggiori ambiguità sia proprio quello di Washington: un avvocato che sceglie di difendere il collega cacciato dal suo studio legale perchè ammalato ma che vive con confusione le implicazioni sessuali che accettare un incarico di questo tipo implica. Un personaggio difficile, fisico e intenso: una prova superata gagliardamente con la solita professionalità e approccio aperto che contraddistingue Denzel.

Grido di libertà
Si tratta di uno dei grandi film biografici di Richard Attenborough, come Gandhi, prima, e Charlot, dopo. È la storia dell'amicizia tra Steve Biko, capo del movimento "Black Consciousness" e il giornalista bianco Donald Woods, direttore del quotidiano liberale Daily Dispatch di Johannesburg. È un grande film sui diritti civili, di impegno e coraggio nello schierarsi contro un regime, quello dell'apartheid, che sembrava imbattibile. In Biko, Washington diede il suo contributo nel disegnare un uomo che fu sacrificato alla fine degli anni Settanta e il cui contributo è stato spesso messo in ombra rispetto ad altri eroi della liberazione della comunità nera in Sudafrica, come Mandela e Tutu.

Malcom X
Santo ed eroe per i neri d'America; spauracchio terrorista per la comunità WASP. Malcolm X, a tanti anni di distanza dalla sue azioni e dalle sue parole, continua a dividere la comunità a stelle e strisce. Spike Lee ne fa un film volutamente agiografico, tralasciando gli aspetti più controversi e puntando diritto al cuore della questione: arricchire il Pantheon degli eroi della causa dei diritti civili della comunità afro – americana. Nel far ciò non dimentica di realizzare un ottimo film, che ruota intorno alla interpretazione di Denzel Washington, giustamente inorgoglito dall'onore che gli offre il suo amico Lee: rappresentare un simbolo di speranza e non solo un martire di una causa, ma un uomo che per quello che ha detto e scritto ancora oggi può infiammare gli animi.

Hurricane
Anche Hurricane Carter è un personaggio controverso. Passando tra le diverse epoche del martirio del campione del mondo dei pesi massimi, chiuso in una cella dal razzismo per 30 anni, Washington non dimentica di dare espressioni e intensità alla violenza e alla rabbia, spesso senza giustificazione ma mai fine e a stessa. Non è un'agiografia, questa: Rubin Carter è un uomo con tanti difetti ma non è un assassino. La lotta dei suoi amici per salvarlo dal carcere a vita è l'occasione per raccontare come è cambiata l'America: dagli anni Sessanta in cui si assassinavano (Malcolm X, appunto, e Martin Luther King) o si incarceravano i miti black al momento in cui finalmente il vento è cambiato e la stessa America ha messo fine ai torti causati. Almeno in questa occasione.

Training Day
Il poliziotto idealista contro quello corrotto; l'uomo violento e sprezzante contro colui che non si rassegna a entrare nel vortice della rabbia e della vendetta. È un film costruito sul confronto di personalità, di modi di vivere e di mondi questo di Antoine Fuqua, un po' come era stato per Philadelphia e come sarà anche per American Gangster. Il mentore (Washington) si rivela essere il nemico; la recluta alla prima missione è invece un infiltrato che crede nel ruolo sociale della sua professione. Alla fine, non solo vincono i buoni, ma il personaggio di Alonzo Harris vale a Denzel il suo primo Oscar, assalto fallito in passato con ruoli ben più pesanti – basti pensare ai già citati Biko e Malcolm X – una sorta di riparazione per dei (presunti) torti subiti in passato.

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