La pellicola prodotta da Michele Placido vince la prima edizione del Film Festival del Garda.
di Pierpaolo Simone
Tormenti emotivi in un contesto suburbano
Si è conclusa ieri la kermesse gardesana che ha visto protagoniste le tematiche della corporeità nel contesto urbano, con un festival patrocinato dalla regione Lombardia e il Comune di Salò, dove si è svolta la rassegna. Sei le pellicole in concorso, fra cui l'applauditissimo Giorgio Diritti con Il vento fa il suo giro, che continua a raccogliere consensi fra pubblico e critica. Tra gli altri film in concorso I cinghiali di Portici, pellicola cinica ed essenziale dell'esordiente Diego Olivares, film travagliatissimo – finito di girare nel 2002 e distribuito nel 2006 in sole due copie – che racconta l'epopea di un gruppo di ragazzi chiusi in una comunità di recupero, che tentano di riscattare le loro esistenze attraverso i rimbalzi irregolari di una palla da rugby. Insieme a L'estate di mio fratello di Pietro Reggiani e Angeli distratti di Gianluca Arcopinto – che ha intrattenuto il pubblico di Salò parlando del film appena uscito e del dramma della guerra in Medioriente - c'è stata la vittoria meritata de L'uomo giusto, opera prima di Toni Trupia, giovane autore appena uscito dal centro sperimentale di cinematografia e prodotta da Michele Placido.
Il presidente di giuria Morando Morandini, che ha onorato il Festival con la sua illustre presenza, ha così motivato la decisione di assegnare il primo premio, il Ricciolo d'oro, al film del regista siciliano: "Per l'intensità dello sguardo con cui il giovane autore ha raccontato un tormentato rapporto affettivo in un contesto suburbano". A ritirare il premio la protagonista femminile, la giovane Katarzina Liwska, che aveva inaugurato il festival insieme allo stesso Trupia e all'attore Gigi Angelillo. Interessante la vittoria, nella sezione dedicata ai cortometraggi - Giovanni e il Mito Impossibile delle Arti Visive di Ruggero di Maggio e Gabriele Gismondi, un corto anomalo e divertente sulle difficoltà di un anziano signore di capire e comprendere il lato artistico dell'arte contemporanea.
Menzione speciale per David Casals-Roma, regista spagnolo che ha presentato in rassegna Save the world, un corto già presente in una trentina di festival internazionali, che ha convinto la giuria e il suo Presidente a tributargli il giusto omaggio.