martedì 27 marzo 2007 - Celebrities
Pensi a Nicolas Cage e la prima cosa che ti viene in mente è l'Oscar per Via da Las Vegas, la seconda la splendida
Elisabeth Shue che di quel film è la coprotagonista e in terzo luogo rifletti sul cattivo rapporto di
Cage con i capelli. In continua lotta per nascondere la calvizie, nella sua ormai venticinquennale carriera ha cambiato più acconciature lui che Elton John occhiali.
Dal taglio anni Sessanta di
Peggy Sue si è sposata, a quello hippie di
Con air fino al recente
Ghost Rider,
Cage fa di tutto per nascondere la stempiatura. Nei panni di Johnny Blaze, però, recita spesso con faccia (e calvizie) nascoste dal teschio, il risultato è più che dignitoso e il film sta sbancando anche il botteghino italiano. Insomma, è l'occasione giusta per andare alla ricerca delle 5 migliori interpretazioni di Nicolas il (quasi) calvo.
Il genio della truffa
Per
Ridley Scott tira fuori il meglio, come non gli accadeva da anni. Roy è un truffatore incallito che sta per mettere a segno un colpo clamoroso. L'arrivo improvviso della figlia rischia di far saltare tutto.
Cage tratteggia un uomo logorato dallo stress e dai tic nervosi. Finalmente libero dal clichè del suo sguardo da matto,
Cage riesce a caratterizzare profondamente un personaggio.
Cuore selvaggio
Un percorso nel profondo sud, un incrocio tra un noir, un film di formazione e la retorica del viaggio per cui è importante il tragitto che hai affrontato e non il punto di arrivo. Il maestro
Lynch mescola tutto bene con la sua sapienza onirica.
Cage qui è affiancato da
Laura Dern e per lui è il culmine della prima fase della sua carriera, il punto più alto che vale la Palma d'oro per il miglior film a Cannes.
Stregata dalla luna
Forse non ha la forza espressiva di
Cuore selvaggio e nemmeno la determinata interpretazione de
Il genio della truffa o de
Il ladro di orchidee (che gli è valsa una nomination nel 2002) ma
Stregati dalla Luna è ricordato per la chimica particolare che si crea nel cast, una forza segreta che ha determinato il successo del film.
Cage un po' fa il matto, un po' il tenero innamorato,
Cher lo valorizza e il risultato è imperdibile.
Face/Off
Un film che ha fatto epoca, con un regista –
John Woo – considerato tra i più talentuosi nel raccontare l'azione, e una trovata iniziale inarrivabile: un'operazione di chirurgia plastica consente di scambiare i volti di un terrorista incallito e dell'agente dell'FBI che lo insegue da una vita perché responsabile della morte del figlio.
Cage – e anche
John Travolta – sono inarrivabili perché, dopo lo scambio dei volti, uno imita l'altro ed è una gara a chi fa meglio cosa. La tenzone la vince
Cage.
Via da Las Vegas
Forse sarà stato il suo rapporto privilegiato con le bottiglie di whisky ma il ritratto dell'alcolizzato che va a Las Vegas per lasciarsi morire è il momento più alto della carriera di Cage. Aiutato da
Elizabeth Shue - la cui bellezza lascia senza fiato e con la domanda dove sia finita, oggi, questa meravigliosa attrice –
Cage porta all'estremo le sue note da cinema del delirio, in un continuo anelito di morte e sospiro di vita, trovato nell'amore per la prostituta che cerca di salvarlo.