Maurizio Cattelan: Be Right Back

Film 2016 | Eventi +13 90 min.

Anno2016
GenereEventi
ProduzioneUSA
Durata90 minuti
Regia diMaura Axelrod
Uscitamartedì 30 maggio 2017
DistribuzioneNexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
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Regia di Maura Axelrod. Un film Genere Eventi - USA, 2016, durata 90 minuti. Uscita cinema martedì 30 maggio 2017 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

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Uno degli artisti viventi più affermati, discussi e provocatori al mondo, un genio del nostro tempo che ha rivoluzionato l'arte contemporanea.

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Maurizio Cattelan, il produttore di immagini ormai permanenti nel background collettivo.
Rossella Farinotti
Rossella Farinotti

Sono diverse le peculiarità di Maurizio Cattelan. E sono tutte riscontrabili nella sua opera. È persino ridondante stare a raccontarlo. Però c'è un'attitudine, tra le tante, che mi ha sempre colpita, da quando l'ho conosciuto nel 2009, lavorando con lui ci per il progetto del "dito", di L.O.V.E. in piazza degli Affari a Milano.  "Dove sei? Cosa stai facendo?". "Sto lavorando", rispondeva sempre. Che fosse stato giorno, o notte: Maurizio stava lavorando. Ed è la prima frase a cui ho pensato uscita dalla sala dopo la visione di Be Right Back, il fiction documentario sull'artista. Cattelan è un grande lavoratore. 

Maurizio Cattelan è un produttore di immagini - alcune ormai risiedono permanenti nel nostro background - ed è in costante lavorìo, senza posa.

Un lavoro fatto di relazioni e di bisogno di arrivare a fine giornata, e poi, di giungere sul picco di quel sistema dell'arte da cui è partito dai bordi; un'operazione di scalata ai fianchi di personaggi quasi temibili come Massimo De Carlo - forse il più reale nel film -, Marianne Goodman, o Nancy Spector, quella signora tosta dai grandi occhiali che ha compromesso la carriera con il rischio di far piombare nel vuoto il soffitto del Guggenheim che resiste da 80 anni. Rischio alla fine effimero, perché la mostra "All" è stata montata da ingegneri e operai prima di allestirla all'interno del museo. E ancora un fervore di idee tremende, furbe, intelligenti e di grande impatto.

Perché Maurizio Cattelan in questo sistema del contemporaneo rappresenta l'impatto e, forse, la scorciatoia, ma soprattutto la drammaticità della nostra quotidianità e della nostra storia. Nel film lo racconta Massimiliano Gioni, suo alter ego, alla fine svelato.

Nessuna opera di Maurizio è mai stata casuale. Neppure quelle last minute, create dal panico della situazione. Ogni produzione - dalla "Nona ora", tanto raccontata nel film, a "Novecento", fino a "L.O.V.E" - è nata per un contesto preciso e storicizzato, e ognuna è stata pensata per attirare il pubblico, svegliarlo, farlo riflettere e, a volte, perché no, scioccarlo. Come accade per "Him", di cui tanto si è discusso per la cifra strabiliante per il mercato italiano, di 17 milioni di dollari, più che per l'incredibile apparizione all'interno dell'unico edificio originale nel ghetto di Varsavia, dove lo si poteva spiare da un buco, guardandolo di spalle. Con "Him" l'artista obbliga lo spettatore a inginocchiarsi per scrutare quel volto che appartiene a un corpo di un bambino ma che, una volta a terra e alla sua stessa altezza, svela le perfette sembianze di Hitler! Nexo Digital e Feltrinelli Real Cinema presentano nelle sale italiane una produzione degna di attenzione per il soggetto narrato, che sorpassa il film per il film: Be Right Back fa scoprire a un pubblico ampio un personaggio acclamato che, solo negli ultimi anni, è uscito dal sistema circoscritto dell'arte contemporanea. Un artista che, attraverso il lavoro e l'ingegno, ci rende un po' fieri di essere italiani nel panorama internazionale, perché il Guggenheim assediato da una grande installazione come quella di All non si era mai visto.

In Be Right Back il capitolo più emozionante è infatti la descrizione della mostra del 2011 nel dettaglio. Passo dopo passo, cerchio dopo cerchio, vediamo tutte le opere prodotte da Cattelan dagli anni Novanta al 2010 che invadono lo spazio centrale del museo: "Felix il gatto", i Flash Art impilati, gli scacchi, Maurizio doppio nella bara, "I.N.R.I.", "Untitled 2013", la donna nella cassa, "Untitled 2009", "Novecento", "The first, they said, should be sweet like love; the second bitter, like life; and the third soft, like death", "Bidibidobidibbo" - nel film raccontata da Giada Cattelan, una delle due sorelle di Maurizio, che, in poche frasi, racchiude tutta la poetica ironica e drammatica dell'artista - e ancora "Untitled (Natale 95)", "Turists", "Not afraid of love", "Daddy Daddy", "Charly", "Ave Maria", "Frank & Jamie", "Hollywood"... 

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