Il rito

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Un film di Ingmar Bergman. Con Ingrid Thulin, Gunnar Bj÷rnstrand, Erik Hell, Andres Ek, Ingmar Bergman Titolo originale Riten. Drammatico, b/n durata 72 min. - Svezia 1969. - VM 18 - MYMONETRO Il rito * * * - - valutazione media: 3,00 su 2 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Un magistrato deve giudicare se una performance interpretata da una piccola compagnia, due uomini e una donna, sia o no oscena.
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Un'opera di una densitÓ quasi asfissiante che suscita continuamente disagio e incomunicabilitÓ
Marco Chiani     * * * - -

Tre attori d'avanguardia, Hans e Thea, sposati, e Sebastian, amante della donna, sono convocati dal giudice Ernst Abrahamsson, preposto ad indagare sulla presunta oscenitÓ del loro spettacolo teatrale. Procedendo per dialoghi tra l'uno e l'altro, atti a svelare rapporti e personalitÓ di ognuno, si arriva alla finale richiesta del magistrato di riproporre in aula la scena incriminata.
La messa in onda di questo esperimento televisivo di Ingmar Bergman, in Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca, venne introdotta da un video in cui lo stesso regista esortava: źtutte le persone anche minimamente impressionabili a non guardare, e a leggere un buon libro╗. Si tratta, infatti, di uno dei suoi lavori pi¨ disturbanti, di una densitÓ quasi asfissiante, non solo per la scelta di girare completamente in interni, ma per un continuo suscitare disagio e incomunicabilitÓ, nel presente della narrazione, cui si associano, chiarissime, le proiezioni passate di vite colme di frustrazioni e solitudini. Girato in soli nove giorni dopo una settimana di prove, Ŕ un'opera violenta, scontrosa e austera, che riporta all'attenzione dello svedese la libertÓ del gesto artistico contro ogni censura di poteri politici o sociali. Paragonabile, per questo motivo tematico, soprattutto a Il volto o anche al precedente Una vampata d'amore cosý come al tardo L'uovo del serpente, palesa da subito un'urgenza espressiva paradossalmente spalleggiata dalle ristrettezze della produzione televisiva. Con una struttura scandita in nove scene, la prima e l'ultima interpretate da tutti e quattro gli attori, le altre da coppie degli stessi, procede sul filo di una lama di rasoio grazie ad una forza interlocutoria capace di tenere desta l'attenzione ad ogni momento. Aggressivo e persino fastidioso nella sua volontÓ di non concedere respiro, Il rito Ŕ un altro tentativo del cineasta di mettersi in scena per interposta persona, questa volta diviso nelle tre sfaccettature incarnate dai commedianti: źPi¨ o meno coscientemente, ho distribuito me stesso in tre personaggi. [...] ╚ soltanto nella tensione fra i tre vertici del triangolo che pu˛ nascere qualcosa. C'era un ambizioso tentativo di sezionare me stesso, per raffigurare come io in realtÓ funzionassi╗. (Ingmar Bergman, Immagini, Garzanti, p. 154).
Criptico e volutamente simbolico, il film si fregia in realtÓ di un quinto personaggio, cui non sono attribuite battute, quello di un prete intento ad ascoltare la confessione del magistrato. Forse per rincarare la natura personale di tutta l'opera, Bergman scelse di interpretarlo in prima persona.

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Un rito per pochi intimi

venerdý 7 dicembre 2007 di michel

Tre attori famosi, un uomo, sua moglie e lĺamante di lei, devono rispondere di oscenitÓ davanti a un oscuro e tormentato giudice di provincia. Il marito rappresenta lĺelemento razionale, i suoi fragili e ipersensibili colleghi rappresentano invece la creativitÓ. Il giudice Ŕ lĺelemento perturbatore che rischia di distruggere il giÓ precario equilibrio. Tutti e quattro potrebbero per˛ appartenere a un'unica anima in conflitto, quella del regista probabilmente. Si noterÓ che la figura meglio risolta continua »

* * * - -

Il giudice/censore

lunedý 13 dicembre 2010 di Reservoir Dogs

Un giudice decide di interrogare tre attori di teatro in quanto chiamati in tribunale per uno spettacolo ritenuto osceno. Le conversazioni che il giudice svolgerà con i tre (marito-moglie-amante di lei) serviranno all'uomo per analizzare l'avvicinarsi della morte e la "crudeltà" del lavoro che svolge. Il marito funge da razionalità e analisi (la paura di non piacere al pubblico e di restare soli), mentre la coppia di amanti può rappresentare la creatività, continua »

Il giudice (Erik Hell) ai comici Ingrid Thulin, Anders Ek e Gunnar Bj÷rnstrand
Voi siete liberi. Avete una terribile libertÓ. Forse ridete di me.
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Il giudice (Erik Hell) ai comici Ingrid Thulin, Anders Ek e Gunnar Bj÷rnstrand
Voi siete liberi. Avete una terribile libertÓ. Forse ridete di me.
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Il giudice (Erik Hell) ai comici Ingrid Thulin, Anders Ek e Gunnar Bj÷rnstrand
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DVD | Il rito

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 23 gennaio 2013

Cover Dvd Il rito A partire da mercoledì 23 gennaio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il rito di Ingmar Bergman con Ingrid Thulin, Gunnar Bj÷rnstrand, Erik Hell, Andres Ek. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution, il dvd Ŕ in lingue e audio italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - originale, Dolby Digital 2.0 - stereo. Su internet rito (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 4,99 €
Prezzo di listino: 7,99 €
Risparmio: 3,00 €
Aquista on line il dvd del film Il rito

di Alberto Moravia

Una compagnia teatrale composta di due attori e unĺattrice presenta uno spettacolo che viene denunziato per oscenitÓ dalla magistratura. I tre attori, Sebastian, Hans e Thea, si presentano di fronte al giudice che Ŕ stato incaricato di interrogarli e indagare sul loro caso. I tre attori hanno un passato burrascoso. Attualmente, Thea Ŕ la moglie di Hans e lĺamante di Sebastian. Sebastian Ŕ un nevrotico violento e aggressivo; Hans un uomo razionale ed equilibrato; Thea una donna sessualmente insoddisfatta e perci˛ sempre disposta e sempre affamata. »

L'arte, gli attori, la libertÓ

di Aldo Garzia

Ingmar Bergman ha sempre difeso l'autonomia dell'arte da qualsiasi forma di condizionamento politico e sociale. Lo stesso ha fatto rispetto alla difficile relazione tra la critica e le sue opere (sono rimasti proverbiali alcuni scontri che il regista ha avuto in Svezia con chi si ostinava a demolire quanto andava facendo a cinema e a teatro). Ecco perchÚ il tema del ruolo dell'arte, degli artisti e del loro rapporto con la societÓ (che Ŕ altra cosa dalla relazione con il pubblico) torna periodicamente nell'intera opera bergmaniana. »

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