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Quando sei nato non puoi più nasconderti
Un film di Marco Tullio Giordana.
Con Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Matteo Gadola, Andrea Tidona, Adriana Asti.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 115 min.
- Italia, Gran Bretagna, Francia 2005.
uscita venerdì 13 maggio 2005.
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![]() Marco Tullio Giordana affronta il tema dell'immigrazione clandestina
Giancarlo Zappoli
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
David di Donatello 0 1 |
Non sono tempi da eroi
martedì 31 maggio 2005
di goldy
E' grazie alla preseunta validità di tutte le opinioni che registi come Giordana sopravvivono. Intendiamoci non che Giordana sia spregevole o incapace ma certamente non si impegna molto per comunicare un suo punto di vista qualsiasi. Non assume posizione e sceglie il finale "aperto". Film di denuncia? Grazie, ne facciamo a meno. Tutte le situazioni mostrate sono ampiamente conosciute e in linea con l'informazione televisiva. E' che sarebbe bello vedere ogni tanto, qualcuno che si schiera, che continua » |
L'immigrazione
lunedì 5 gennaio 2009
di marta
x me é stato bello e interessante...ti prende!! continua » |
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Immobile
lunedì 5 gennaio 2009
di Matilde91
questo film mi ha reso immobile dall'inizio alla fine...ci sono molti colpi di scena...a parer mio...comunque un film più che discreto... continua » |
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| sandro e aiutante del cetro daccoglienza | |
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ma io so cosa vuol dire cosa vuol dire? quando sei nato non puoi più nasonderti |
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DVD | Quando sei nato non puoi più nascondertiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 16 novembre 2005
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Sul bordo di un’aiuola spartitraffico, Sandro (Matteo Gadola) e Alina (Ester Hazan) siedono uno di fianco all’altra. Lui l’ha appena ritrovata nella miseria di uno dei molti luoghi dove si addensano le vite dei migranti. I due si sono guardati in silenzio, lei vergognandosi della sua condizione, lui vergognandosi della sua vergogna. E ora sono qui, nel buio della sera, in mezzo al traffico indifferente della periferia milanese: Alina con la giacca di Sandro sulle spalle, e Sandro ormai sicuro che, appunto, Quando sei nato non puoi più nasconderti (Italia, Francia e Gran Bretagna, 2005, 115’). » |
di Francesco Lamberti Zanardi La Repubblica
Il piccolo Sandro Lombardi potrebbe essere un nipotino dei Carati. In lui ci sono le caratteristiche morali comuni ai personaggi della Meglio gioventù: la voglia di fare, il non rassegnarsi agli stereotipi e ai pregiudizi facendo lavorare anche il cuore oltre la ragione». Marco Tullio Giordana racconta così il ragazzino dodicenne protagonista di Quando sei nato non puoi più nasconderti, unico film italiano in concorso al Festival di Cannes (11-22 maggio). Se la saga della Meglio Gioventù raccontava l’Italia del passato solo sfiorando il presente, questo film, ispirato al romanzo omonimo di Maria Pace Ottieri, è uno sguardo sulla nostra epoca e sul fenomeno che più la segna: la migrazione di migliaia di persone verso le nostre coste in cerca della terra promessa. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Marco Tullio Giordana si conferma come uno degli autori più significativi del cinema italiano. Il suo sguardo attento, e la sua partecipazione spesso anche commossa, li ha rivolti di recente quei fenomeni che, negli anni Settanta, hanno coinvolto i giovani, la mafia, con i «Cento passi», una citazione fugace ma non per questo meno approfondita, del terrorismo, con «La meglio gioventù». Adesso prende di petto l’oggi e uno dei fenomeni più tipici della società italiana attuale, l’immigrazione clandestina e anche l’integrazione di tanti extracomunitari nei nostri ambienti di lavoro. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
«Non ci sono più buoni e cattivi, eroi e vigliacchi, colti ed ignoranti, non bisogna vedere il mondo con il paraocchi politico per cui tutto sta da una parte o dall'altra». Marco Tullio Giordana si sfoga due volte, come uomo e regista che non può più nascondersi e sta per affrontare il Festival di Cannes con Quando sei nato non puoi più nasconderti , nelle sale dal 13 maggio, 200 copie. Nel bene e nel male, dice, siamo tutti nella stessa barca. Cioè il barcone dei clandestini che nella storia scritta da Rulli e Petraglia e ispirata al romanzo di Maria Pace Ottieri, salvano dalle acque un dodicenne borghese bresciano con playstation: radicato, come si dice, nel territorio, sguardi obliqui e dialetto largo come nelle parodie di «Zelig». » |
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