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Fino a prova contraria
Un film di Clint Eastwood.
Con James Woods, Clint Eastwood, Diane Venora, Denis Leary, Isaiah Washington.
continua»
Titolo originale True Crime.
Thriller,
durata 115 min.
- USA 1999.
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Chiuso da sei anni nella cella della morte del carcere di San Quentin (California), il giovane nero Frank (I. Washington) deve essere giustiziato con una triplice iniezione letale un minuto dopo la mezzanotte per l'omicidio di una commessa bianca. Vecchio cronista di “nera” in chiusura di carriera all'“Oakland Tribune”, sobrio come un ex alcolizzato, fumatore, marito infedele, padre assente, puttaniere, Steve Everett (C. Eastwood) ha dodici ore di tempo per trovare la prova della sua innocenza. Da una calibratissima sceneggiatura di Larry Gross, Paul Brickman e Stephen Schiff, C. Eastwood (1930) - al suo 21° film di regista-produttore (Malpaso) - ha cavato un thriller a orologeria che soltanto critici e spettatori che guardano il dito invece che la luna hanno giudicato meccanico, effettistico, sentimentalmente demagogico. Oltre a divertirsi con il suo antieroico giornalista, politicamente scorretto a 360 gradi, e con i dialoghi scoppiettanti di irriverenza, gli altri apprezzano l'irridente lucidità con cui, senza mai salire sul pulpito, smonta la logica del sistema giudiziario USA, la macchina disumana della pena di morte, il latente razzismo della maggioranza silenziosa, il sistema formalistico della democrazia fittizia, il giornalismo che bada al “lato umano”, il clericalismo ipocrita e untuoso, il perbenismo familiare e persino Babbo Natale. Fedele al suo classicismo di scrittura e al suo ottimo direttore della fotografia Jack N. Green, Eastwood ha fatto un altro film minore perfetto. Gli dà voce il solito, bravo Michele Kalamera. |
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Fino a prova contraria.
domenica 27 gennaio 2008
di Paolo Ciarpaglini
Il Clint Eastwood scoperto da Sergio Leone ne ha fatta di strada e molta. Abbandonate le vesti western che lo hanno reso celebre ormai 35 lustri or sono, vere pietre miliari del genere. Lasciatosi alle spalle anche il commerciale, ma credibilissimo anti-eroe Callaghan ed alcune pellicole di basso spessore (eccezion fatta per 'Una calibro 20 per lo specialista'), sembra aver tirato fuori da un cappello magico o dai suoi anni, qualcosa di insospettabile. Dietro al 'Monco' fine anni '60, non c'era continua » |
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DVD | Fino a prova contrariaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 18 gennaio 2000
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
A un certo punto di Fino a prova contraria, il regista-protagonista Clint Eastwood è nel bagno, sta a torso nudo davanti allo specchio, e si vede che nel Duemila avrà settant'anni: le spalle sono un poco arrotondate, la pelle sciupata ricade in pieghe sull'addome, la testa piccola e sguernita pare quella d'un uccello spiumato sopra il collo rugoso. È un tocco in più dell'ironia e autoironia con cui è costruito il personaggio, giornalista invecchiato e fallimentare, bevitore, donnaiolo, superfumatore, adultero, cattivo padre, eppure grandioso, seducente. » |
Salvate il condannato a morte
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Letto. Visto. Ascoltato. L’ex giustiziere Eastwood diventa un giornalista trasgressivo. Contro la pena capitale. Appena Sua Santità sarà uscito dai faticosi impegni della beatificazione di Padre Pio, raccomando di fargli vedere Fino a prova contraria. Solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile proporre in Vaticano un film di Clint Eastwood, che ai tempi dell’ispettore Callaghan faceva il giustiziere dalla pistola facile: tanto che Pauline Kael sulle colonne de "The New Yorker" gli diede del fascista, come ricorda Patrick McGilligan nella biografia "Clint-The Life and the legend". » |
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