L'Unità per i crimini gravi della polizia di Geumcheon riceve la missione di rimpatriare un uomo fuggito in Vietnam che ha manifestato volontà di costituirsi. Due agenti si recano lì per capirne di più. Espandi ▽
Tra Vietnam e Corea del Sud, il ritorno dell’agente di polizia interpretato dal corpulento Ma Dong-seok è all’insegna della violenza brutale, ma con una giusta dose di ironia. Cinque anni dopo
The Outlaws, la regia è cambiata passando a Sang-Yong Lee, ma la formula base rimane la stessa: action mozzafiato; colluttazioni violente e sanguinose (pistole quasi assenti, ci si ammazza soprattutto con le lame) in un quadro dove i metodi dei buoni non sono poi così distanti da quelli dei cattivi; e la giusta dose di ironia per alleggerire la messa in scena cruenta e strappare qualche risata. Peccato che la caratterizzazione dei personaggi secondari non sia efficace e che la trama risulti a tratti confusionaria, tra gang criminali che si sovrappongono e sviluppi non molto chiari delle indagini, rendendo difficile il pieno coinvolgimento durante le scazzottate e i combattimenti. Consigliato per gli amanti del genere, e in particolare… dei coltelli.