Un thriller psicologico che si interroga sulle sfide emotive e morali di una coppia. Espandi ▽
Miguel è un architetto famoso che ha lasciato la Spagna per stabilirsi a Londra con la moglie Sofia, che ha trovato un impiego come editor per scrittori stranieri in una importante casa editrice (ruolo inferiore a quello che aveva a Madrid). Hanno due figlie e un rapporto che dura senza apparenti scosse da diciassette anni. A metterlo discussione intervengono due elementi: una commessa economicamente ultra vantaggiosa che proviene da un miliardario che chiede la costruzione di un bunker alle Hawaii e l’apertura non concordata, da parte di un vicino, di una finestra nel muro divisorio tra le due proprietà.
Florian Zeller ha scritto il film pensando direttamente a Javier Bardem e a Penélope Cruz, coppia iconica sullo schermo e nella vita. Dopo avere fatto esperienza ed ottenuto successo con i propri testi teatrali trasferiti sullo schermo, questa volta Zeller ha deciso di scrivere direttamente per il cinema. Il risultato si vede (ed è notevole) a partire da un elemento che emerge con una significazione forte partendo da una decisione che ha riguardato la produzione. L’appartamento londinese in cui abita la famiglia dell’archistar Miguel (che costituisce la location principale del film) è stato interamente ricostruito in studio. Le connessioni tra le stanze e i piani sono reali e hanno consentito ai due protagonisti la costruzione della tensione che li porterà allo scontro. Ci sono bunker che ci costruiamo anche in spazi che non ne hanno l’aspetto e in cui le distanze possono manifestarsi assumendo aspetti che non corrispondono alla realtà più intima. Se Thomas Merton, in “La montagna dalle sette balze” , affermava che nessun uomo è un’isola, Zeller non ne è poi così sicuro e vede nel nucleo centrale della tanto osannata ‘unità familiare’ (spesso sostenuta da chi di famiglie ne ha più di una) la creazione, sempre più diffusa, di arcipelaghi.