| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Thriller |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Regia di | Philippa Langdale, Jim Loach |
| Attori | Asa Butterfield, Molly Windsor, Fra Fee, Siobhan Finneran, Christopher Eccleston Aston McAuley. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 7 maggio 2026
La Confraternita del divino ti dà il benvenuto. Impara a restare al tuo posto.
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CONSIGLIATO SÌ
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La Confraternita del Divino è una setta religiosa cristiana, dall'impostazione fortemente patriarcale, che vive e opera in un'estesa proprietà nelle campagne inglesi. Quando Grace, bambina di una delle coppie della comunità, viene salvata dall'annegamento da Sam (Fra Fee), sconosciuto in fuga dalle autorità, Rosie (Molly Windsor), madre della piccola, accetta per gratitudine di dargli ospitalità, naturalmente tenendolo nascosto al resto della congregazione. La donna inizia a vedere in Sam, da cui è sempre più attratta, la speranza di una vita al di fuori dall'oppressivo gruppo. Ma l'affascinante e ambiguo giovane potrebbe rivelarsi un male ben peggiore.
Le sette religiose sono uno degli argomenti più gettonati dalle produzioni true crime, probabilmente secondo solo alle efferate imprese dei serial killer, con una presenza significativa, fra documentari e docu-serie, nei cataloghi della stragrande maggioranza delle piattaforme (Wild Wild Country).
Contesti sociali isolati dal resto del mondo, dove si vengono a creare dinamiche psicologiche e relazionali estreme, capaci di scioccare e al contempo incuriosire lo spettatore. Un soggetto indubbiamente interessante su cui costruire anche opere di finzione, sia in ambito cinematografico (La fuga di Martha) che seriale (Wayward: Ribelli).
Rientra fra queste ultime anche Unchosen, serie britannica creata da Julie Geary e disponibile in streaming su Netflix. Un thriller psicologico che ci porta, come deducibile da quanto anticipato sopra, in una comunità chiusa, in cui i contatti con l'esterno sono limitati al minimo indispensabile (ai membri del culto è rigorosamente vietato possedere uno smartphone) e i comportamenti ritenuti inaccettabili sono puniti con l'isolamento e la tortura. Dove le donne svolgono un ruolo totalmente subordinato all'uomo, principalmente come casalinghe e madri.
Un ecosistema spietato ma fragile in cui si intrufola un insidioso predatore esterno, pronto a comprometterne per sempre gli equilibri. Come il misterioso ospite al centro di Teorema, Sam riesce piano piano ad ammaliare e sedurre i membri della setta, anche quelli che dovrebbero essere i leader della congregazione (Adam, marito di Rosie, che reprime da tutta la vita i suoi istinti omosessuali). Ma a differenza del personaggio del film di Pasolini, venuto a liberare la famiglia dalle costrizioni della morale borghese, qui lo scopo del luciferino fuggitivo è semplicemente quello di manipolare gli altri a suo vantaggio.
I carnefici, in realtà frustrati pieni di debolezze, vengono manovrati come burattini, mentre le uniche a mantenere il ruolo di vittime, sempre e comunque, sono le donne (se all'interno del gruppo isolazionista il loro destino è quello di essere trattate come oggetti di proprietà, nel mondo esterno incorrerebbero comunque nel pericolo di incappare in uomini possessivi e manipolatori, capaci delle peggiori nefandezze).
Unchosen è una serie dalle premesse interessanti, che può contare anche su un cast di un certo livello (il talentuoso Asa Butterfield, il timido Otis di Sex Education, e Christopher Eccleston, che mette in scena la versione oscura del reverendo Jamison di The Leftovers), ma prende presto svolte narrative prevedibili, culminando in una resa dei conti finale da thriller abbastanza canonico. Rimane comunque una visione piacevole, capace di far appassionare al destino della sua tormentata protagonista.
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