| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Maria Sole Tognazzi, Nicola Sorcinelli |
| Attori | Sergio Castellitto, Maria Pia Calzone, Thony, Denise Capezza, Nika Perrone Giovanni Toscano, Gabriele Falsetta, Fabrizio Falco, Elodie Serra, Romana Maggiora Vergano, Ivana Lotito, Fabrizio Ferracane, Michela De Rossi, Maya Sansa, Alessandra Carrillo, Enrico Borello, Donatella Finocchiaro, Marianna Fontana, Sara Drago. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 9 aprile 2026
Il delicato tema della fecondazione assistita all'interno di una clinica di Barcellona.
|
CONSIGLIATO N.D.
|
Ruggero Gentile ha un destino nel nome: è una persona profondamente empatica, ma dentro gli rugge uno spirto guerriero che ogni tanto lo fa inalberare, e che lo spinge a mettersi sempre al centro delle situazioni (e talvolta nei guai). Lo sa bene sua moglie Teresa, con cui Ruggero gestisce la clinica per la fertilità Creatividad a Barcellona, occupandosi soprattutto di coppie italiane che vengono da "un Paese arretrato e polemico" come l'Italia: coppie con problemi di concepimento, omogenitoriali, o con limitazioni fisiche al poter diventare genitori. E Ruggero cerca di "fare felici tutti", mentre Teresa si preoccupa del futuro della clinica in un momento di crisi economica. Alla Creatividad lavorano anche un embriologo siciliano, Angelo, che ha compiuto il percorso di transizione da donna a uomo, e Dora, una "patient assistant" anche lei siciliana, che accompagna le coppie italiane durante la degenza.
In Utero è la serie in otto puntate creata da Margaret Mazzantini che racconta le peripezie della clinica e dei suoi occupanti, sia dal lato del team medico sanitario che da quello dei pazienti.
Vediamo coppie di vario tipo, età e scelte di vita, e assistiamo a percorsi di fecondazione assistita, di stimolazione, a spermiogrammi, crioconservazioni e donazioni degli ovociti, malformazioni congenite, questioni di diritto alle origini e via elencando. La descrizione medica è dettagliata e non nasconde strumentazioni e disagi, ma la serie cerca soprattutto di raccontare i dubbi e le speranze dei protagonisti, sia in linea orizzontale, esplorando l'arco narrativo di Ruggero, Angelo e Dora (meno quello di Teresa, purtroppo) che verticale, in forma dei vari casi di puntata: head writer è Enrico Audenino, una certezza in termini di misura e di delicatezza, coadiuvato in sceneggiatura da Mazzantini, anche autrice del soggetto, Teresa Gelli e Vanessa Picciarelli.
La regia si divide equamente le puntate: le prime quattro sono girate da Maria Sole Tognazzi e le seconde quattro da Nicola Sorcinelli, e mentre i colori algidi della prima metà ricordano la serie Petra, adeguandosi all'aspetto asettico della clinica, la seconda metà mostra tinte, anche emotive, più calde, e vanta l'episodio migliore, il quinto, che si svolge lontano dalla Creatividad. La lingua parlata è l'italiano ma sono molti i brani in spagnolo e qualcuno anche in francese, denotando la vocazione internazionale (o quantomeno europea) della serie.
In scena sfilano alcuni fuoriclasse come Sergio Castellitto e Maria Pia Calzone nei panni di Ruggero e Teresa o Donatella Finocchiaro e Fabrizio Ferracante in quelli dei genitori di Angelo, ma sono solidi anche la new entry Alessio Fiorenza (dichiaratamente trans anche nella vita) nei panni di Angelo e Thony in quelli di Dora, così come gli interpreti di alcuni ruoli meno centrali, fra cui colpiscono Fabrizio Falco e soprattutto Simone Corbisiero nella parte dei fratelli di Angelo. Fra le coppie in cura alla Creatividad troviamo invece volti familiari come Ivana Lotito e Marianna Fontana, Romana Maggiora Vergano e Giovanni Toscano, Valentina Romani e Andrea Lattanzi, e poi Maya Sansa, Enrico Borello, Francesco Colella, Sara Drago. E ogni coppia "è un caso a sé" non solo per ciò che affronta, ma per come lo fa.
La serie parla infatti di desiderio di maternità, ma anche di cosa voglia dire essere famiglia oggi in senso più ampio, includendo il punto di vista sia maschile che femminile, e sottolineando che "i figli sono un desiderio, non un diritto né un dovere". Per contro la storia di Angelo sottolinea ulteriormente la tensione fra natura e intervento umano, accettazione e ribellione, e sarà proprio il giovane embriologo a dire che "a volte la biologia conta". Meno esplicito (e coraggioso) è il trattamento dell'aspetto economico della riproduzione assistita, comprese le speculazioni delle case farmaceutiche, o del contesto normativo in cui ciò che è possibile in Spagna è impossibile in Italia.
Se le concessioni alle regole della serialità da piccolo schermo a volte si fanno sentire, In Utero viaggia comunque su un livello narrativo e produttivo internazionale, risparmiandoci scene madri e spiegoni all'italiana, per non parlare dei falsi moralismi in cui sarebbe certamente caduta la stessa serie sulle reti ammiraglie, e le musiche originali di Michele Braga, intervallate da brani già noti (spesso in forma diegetica), sostengono bene il pathos implicito nel tema affrontato.