| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Rocco Papaleo |
| Attori | Claudia Pandolfi, Rocco Papaleo, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto Livia Ferri, Rosanna Sparapano. |
| Uscita | giovedì 12 marzo 2026 |
| Distribuzione | PiperFilm |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2026
Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Il bene comune è 32° in classifica al Box Office. domenica 8 marzo ha incassato € 3.761,00 e registrato 461 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Biagio Riccio è un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare (terminata quando lui ha insistito per fare la "cosa giusta") è diventato una guida turistica, specializzandosi nel suo territorio natale, a metà fra la Lucania e la Calabria. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro, un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato, una pianta centenaria che riesce a sopravvivere in condizioni estreme ed è per questo considerato un simbolo di resilienza.
A seguire Biagio e suo nipote Luciano, un ventenne che ha rinunciato all'università e nell'attesa di capire cosa vorrà fare della sua vita si allena nella corsa, sono quattro donne: Samanta, finita nei guai per raccogliere i soldi necessari a sfuggire al marito violento; Fiammetta, cantautrice che si è vendicata di una manager fedifraga; Anny, ingegnere informatica improvvisatasi hacker; e Gurdun, infermiera improvvisatasi rapinatrice.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale.
Non solo nei suoi film c'è spesso un/a musicista (Max Gazzè, Giorgia, e ora la cantautrice Livia Ferri, che qui ha il ruolo di Fammetta), ma il ritmo della narrazione è quello dell'improvvisazione jazz, accompagnato tanto dalle belle musiche di Michele Braga quanto da singoli brani scritti dallo stesso Papaleo per l'occasione e arrangiati da Braga (più un inedito di Livia Ferri). Il film è a un passo dal musical (e forse avrebbe dovuto diventarlo al 100%) e si sviluppa in modo ondivago e smarginato, qualche volta perdendo il filo della narrazione in una serie di divagazioni e flashback che sembrano variazioni sul tema musicale portante, altre riacchiappandolo al volo (e per un pelo).
Il tono da favola eccede nella rappresentazione di una casa di accoglienza che sembra un resort per vacanze e in un gruppo di figure eccentriche tutte convenientemente giustificate nelle loro trasgressioni legali, ma il cinema di Papaleo si riconferma "un modo di stare al mondo" originale e sui generis, e ha come al solito un piacevole swing tutto suo.
Il regista sa anche circondarsi di un cast di razza: Vanessa Scalera è Raffaella, e le detenute sono interpretate da Claudia Pandolfi (Samanta), Teresa Saponangelo (Gudrun) e Rosanna Sparapano (Anny), oltre alla già citata Ferri. Anche Andrea Fuorti nei panni del nipote Luciano è una presenza a fuoco. La sceneggiatura è di Papaleo e del sodale Walter Lupo che ha firmato tutti i suoi copioni, da Basilicata Coast to Coast in poi.