Un anti-reality girato in modo cinematografico e con un sound design unico - un documentario che
scavalca tutte le convenzioni del genere. Espandi ▽
Il filmmaker Michal Marczak aiuta un uomo, Daniel, a cercare il figlio adolescente, che teme possa essere
scomparso nelle acque della Vistola, il più grande fiume polacco. Le ricerche richiedono la creazione di
videocamere che possano andare sott'acqua, o l'uso di droni per le riprese dall'alto. E le vicende di
Daniel si intrecciano con quelle di altri genitori, al bivio tra la scoperta di una verità tragica o il
prolungamento di un'attesa che, per quanto insostenibile, non chiude la speranza. Recensione ❯
Un film necessario con un urgente impatto sociale. Espandi ▽
Mui è nata con la paralisi cerebrale. In vent'anni non si è mai truccata, né tantomeno si è mai innamorata. Quando scopre che sua madre ha deciso di sottoporla a un'isterectomia, sente che le viene strappata via la sua femminilità, così si rivolge a un'organizzazione che aiuta le persone con disabilità a esplorare la propria sessualità. Con l'aiuto della straordinaria Fish Liew nei panni di Mui, Tam sfida i tabù, crea empatia e dà voce agli emarginati. Recensione ❯
L'opera sperimentale e scottante dell'artista visiva canadese Charlotte Zhang. Espandi ▽
Una visione claustrofobica e inquietante di Los Angeles, sull'orlo dell'esplosione sociale, raccontata attraverso una catena impressionistica di eventi successivi all'improvvisa interruzione della fornitura di carne della città. Recensione ❯
A Kabul, giovani donne si riuniscono clandestinamente per studiare e raccontarsi, sfidando il regime talebano e documentando la loro vita nascosta. Espandi ▽
Nella Kabul nuovamente governata dal regime talebano, alcune giovani donne si riuniscono clandestinamente per leggere libri, studiare, scrivere i loro diari, ispirandosi all'esperienza di Anna Frank nella Amsterdam del 1940. E si riprendono, tramite cellulari nascosti, creando così una documentazione della condizione femminile in Afghanistan, con le case che sono allo stesso tempo rifugio e prigione, mentre i talebani assaltano una scuola femminile clandestina o arrestano le ragazze che praticano
arti marziali. Girato nell'arco di tre anni da Shakiba Adil (cresciuta sotto il primo regime talebano, in seguito
prima donna ad apparire sulla televisione afghana e infine costretta due volte a fuggire dal suo paese), che intreccia alla vicenda delle protagoniste la sua esperienza personale. La coregista è la scrittrice e documentarista finlandese Elina Hirvonen. Recensione ❯
Il rapper Boots Riley, autore di Sorry to Bother You, torna alla regia con una commedia
trascinante e politica. Espandi ▽
Capelli gialli, rosa, viola e abiti coloratissimi, mini, spumeggianti, provocanti. Non hanno paura di nulla
e certo non hanno paura di essere notate le giovani taccheggiatrici che rubano abiti firmati nei grandi
magazzini della San Francisco Bay Area per poi venderli a prezzi stracciati. Una pratica che in inglese si
chiama "boosting", mentre le ragazze si fanno chiamare la "Velvet Gang" e prendono di mira soprattutto
la catena Metro, che vende le collezioni monocromatiche firmate da una stilista tostissima interpretata
da Demi Moore. Recensione ❯
Nella Manila del 1979, una poliziotta ruba ai corrotti per aiutare i poveri e finisce a indagare sul proprio crimine, tra desiderio e colpa. Espandi ▽
Ambientato nella Manila del 1979 sotto la dittatura di Marcos, Moonglow segue Dahlia, una poliziotta che, disgustata dalla corruzione, ruba denaro al proprio superiore per aiutare gli abitanti di una baraccopoli distrutta. Quando viene incaricata di indagare sul furto insieme a un uomo legato al suo passato, desiderio, colpa e ambiguità morale si intrecciano in un noir sensuale e teso. Recensione ❯
Un regista sottovalutato deve affrontare la sfida più ardua della sua carriera: girare un film di 35 minuti in un'unica ripresa. Tra i continui contrattempi causati dal cast, dovrà riuscire nell'impresa per riconquistare il rispetto della figlia, appassionata d'arte. Recensione ❯
Un ex divo georgiano torna al cinema, affronta orgoglio ferito e nuove possibilità, riscoprendo sé stesso tra ironia e malinconia. Espandi ▽
Un ex divo del cinema georgiano, lontano dalle scene da quindici anni, decide di tornare a recitare ma scopre un'industria che non lo riconosce più. Durante un provino per un ruolo secondario in un film d'esordio diretto da una giovane regista, il suo orgoglio viene ferito: rifiuta la parte, giudicandola umiliante e lontana da sé. Col tempo, però, quel ruolo inizia ad attrarlo, costringendolo a confrontarsi con il tempo che passa, con l'identità e con nuove possibilità. Un ritratto ironico e malinconico di orgoglio ferito e rinascita, sospeso tra quotidiano e surreale. Recensione ❯
Una selezione retrospettiva di cortometraggi d'animazione ungheresi per bambini, dagli anni '50 in poi, provenienti dall'Archivio Nazionale di Budapest. Espandi ▽
Creature buffe... Dall'Ungheria con amore propone una selezione retrospettiva di cortometraggi d'animazione ungheresi per bambini, dagli anni '50 in poi, provenienti dall'Archivio Nazionale di Budapest.
Tra disegno moderno e stop-motion, le opere raccontano con ironia e semplicità la modernità, la vita quotidiana e l'immaginazione infantile, attraverso personaggi essenziali ma fortemente espressivi.
Una panoramica storica e poetica che continua ancora oggi a incantare grandi e piccoli. Recensione ❯
Una sommelier di San Paolo sogna di aprire un wine bar tutto suo, lontana dal suo capo autoritario e cerca un equilibrio tra la sua passione e la dura realtà dell'imprenditoria. Espandi ▽
Isabel, sommelier nella scena gastronomica di San Paolo, sogna di sfuggire al suo capo autoritario e di aprire un wine bar tutto suo, dove sarà lei a decidere cosa servire. Mentre cerca investitori, prova a trovare un equilibrio tra seguire la sua passione e affrontare la dura realtà dell'imprenditoria. Recensione ❯
Un film che esplora le relazioni al di fuori della monogamia tradizionale e del matrimonio. Espandi ▽
Chi siamo, in fondo, se non sappiamo nemmeno deciderci su quale persona vogliamo amare? Nelle mani della regista svedese-danese Maria Bäck, la domanda diventa una chiave di ricerca individuale che dura degli anni e altera la vita della protagonista. Attorno al suo punto di vista gira tutto il film, che prende le fattezze di un gradevole studio psicologico e identitario, rimanendo alla larga dal tipo di triangolo amoroso più convenzionale che siamo abituati a vedere sui nostri schermi.
Bäck si assicura di alternare momenti più leggeri - le scene di vita domestica rese con un apprezzabile senso del vissuto dai tre attori, le improbabili confessioni durante le sedute di un knitting club al femminile - con delle incursioni nella dimensione del surreale e del metaforico che tagliano un po' più in profondità e che non possono non sembrare in debito verso i lavori più recenti del portabandiera del cinema scandinavo Joachim Trier. Recensione ❯
Giorgio Bazzega ha due anni quando, il 15 dicembre 1976, il padre viene ucciso da Walter Alasia, 20
anni, giovane esponente delle Brigate Rosse, a sua volta ammazzato nel conflitto a fuoco che ne segue.
Crescendo, questa perdita diventa una ferita profonda, che nell'adolescenza si trasforma in un percorso
autodistruttivo segnato dalla tossicodipendenza e dal desiderio di vendetta. Al culmine della sua
parabola fatta di rabbia e sofferenza viene in contatto con il Gruppo dell'Incontro, ispirato ai principi
della Giustizia Riparativa e nato con l'intento di far dialogare vittime e responsabili della lotta armata.
Inizia così per lui un percorso inatteso, fatto di ascolto, rivelazioni e incontri impossibili, in cui l'umanità
dell'altro apre lentamente una via di trasformazione. Ripercorrendo la storia di Giorgio, il film attraversa
le ferite ancora vive degli anni di piombo e mostra come il riconoscimento reciproco possa diventare il
primo passo verso una possibile guarigione, personale e collettiva. Recensione ❯
Un ragazzo incontra Carmen, una carismatica gitana ventenne dalla voce affascinante. Espandi ▽
Ambientato in Andalusia nel 1840, segue il tredicenne Salva che, tornato a Siviglia, cerca di salvare la gitana ventenne Carmen da un tragico destino annunciato. Recensione ❯
Un documentario costruito nel corso del tempo con una linea di sguardo coerente ma non sempre coinvolgente. Documentario, Italia2026. Durata 79 Minuti.
Milano. Mietta Zugaro, un giudice minorile in pensione, vive da sola in un elegante quartiere di Milano. Ha avuto relazioni con molti uomini, ha perso anche il conto dei fidanzati che ha avuto, come lei stesso afferma, ma non si è mai sposata. La sua vita cambia quando Ibu, il suo amico senegalese che aveva conosciuto anni prima in Sardegna quando vendeva orologi sulla spiaggia, le chiede di ospitare per un po' lui e la moglie Boussa, incinta e appena arrivata in Italia. Da quel momento decide così di dare una svolta decisa alla sua esistenza e compra un appartamento più grande per tutti. Intanto nasce Khadim e cresce tra loro. Tra conflitti, ma anche profonde affinità, la scelta di Mietta dimostra che si può costruire una 'famiglia allargata' al di là dei legami di sangue, delle differenze economiche, culturali, etniche e generazionali. Recensione ❯
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