| Titolo originale | Was Marielle weiß |
| Titolo internazionale | What Marielle Knows |
| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 86 minuti |
| Regia di | Frédéric Hambalek |
| Attori | Julia Jentsch, Felix Kramer, Laeni Geiseler, Mehmet Atesci, Moritz von Treuenfels Sissy Höfferer, Victoria Mayer, Marion Mitterhammer. |
| Uscita | giovedì 27 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,91 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 1 dicembre 2025
Una ragazza sviluppa capacità telepatiche. In Italia al Box Office Lo schiaffo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 21,2 mila euro e 15,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dietro l'apparenza di una vita perfetta, Julia e Tobias nascondono tensioni e segreti che la loro figlia Marielle è destinata a scoprire. Quando, dopo aver ricevuto uno schiaffo, la bambina sviluppa misteriosi poteri telepatici, nessuna menzogna può più essere taciuta: ogni pensiero, ogni gesto, ogni bugia viene smascherata.
Mentre la verità invade la loro quotidianità, la coppia si ritrova in un gioco di manipolazioni e recriminazioni sempre più assurdo e ironico, che mette a nudo la fragilità dei rapporti familiari e il bisogno, spesso contraddittorio, di sincerità e finzione.
Sembrerebbe il classico film con un'idea da cortometraggio un po' stiracchiata per un lungo (ma neanche tanto, dato che la durata è inferiore all'ora e mezza).
Mentre invece What Marielle Knows, come recita il titolo internazionale, racconta sì quello che la preadolescente Marielle sa dei suoi genitori, avendo ricevuto in dono la telepatia filiale dopo uno schiaffo ricevuto da una compagna di scuola, ma allarga molto questo curioso assunto iniziale che richiama direttamente le trovate di sospensione dell'incredulità (non chiediamo conto dei poteri di Marielle che forse non solo sente ma anche vede le situazioni in cui incappano i genitori) di tanto cinema di Quentin Dupieux.
Perché va a toccare, non tanto i segreti morbosi di una coppia, quanto i comportamenti repressi dei due coniugi che, all'inizio, negano qualsiasi scoperta della figlia su di loro arrivando pure a parlarsi in francese per non farsi sentire/vedere dalla figlia proprio come succede in molte famiglie anche senza i figli telepatici. Ma, in maniera paradossale, ciò che Marielle sa, li aiuta anche a prendere decisioni estreme in amore e al lavoro. Sperimentando un lato di loro stessi che non conoscevano.
Insomma siamo lontani dall'evolversi del romanzo di Henry James con al centro una ragazzina che a fine '800 viene sballottata tra i due genitori divorziati e con il cui titolo - What Maisie Knew - gioca l'opera seconda del regista di Model Olimpia (un'altra ma diversissima approssimazione a un rapporto madre/figlio). Certo qui alcuni archi narrativi sono piuttosto inesistenti proprio come quello del personaggio di Marielle che non ha alcuna evoluzione. Ma forse lei è 'solo' il deus ex machina che, con la sua presenza, aiuta il mondo che la circonda, quello familiare, a prendere posizione, a scoprirsi, in fondo a responsabilizzarsi.
Il tono del film è quello di una commedia satirica in cui i tre attori, con mamma Julia (Julia Jentsch), papà Tobias (Felix Kramer) e un'enigmatica oltre che imperscrutabile ragazzina (Laeni Geiseler), sono perfetti per sottolineare l'assurdità della vicenda, ambientata in una casa molto moderna come gli spazi lavorativi parecchio impersonali, che, invece, agli occhi della figlia appare molto naturale.
Perché lei ormai aleggia sulle vite dei suoi genitori - ci sono delle splendidi immagini di cerniera, un po' troppo estetizzanti per la verità - in cui la ragazzina riempie lo schermo ripresa dal basso con lo sguardo in macchina verso lo spettatore. È uno sguardo che pervade, controlla, smaschera, sa. Uno sguardo che hanno quasi tutti gli adolescenti senza nemmeno bisogno di schiaffi telepatici.
L'utopia di dirsi tutto e di mettersi a nudo, che ha abitato note commedie americane, qui sta al centro di un dramma dove approdiamo all'impossibilit? di essere del tutto sinceri, di rivelare ed accettare i manifesti limiti dello stare insieme. L'ipocrisia ? necessaria per non soffrire troppo, perch? - come diceva Zero - "di troppa libert? si muore".
Può una sberla tra bambine far scaturire nell'offesa capacità telepatiche? Sembra di sì a giudicare dal film di Frédéric Hambalek, regista tedesco autore di una commedia surreale, quasi anni Settanta per l'effetto disgregante che ha nella famiglia - nella società borghese cui si riferiscono i protagonisti - la scoperta dei poteri telepatici di Marielle.