A Working Man

Film 2025 | Azione, Thriller, V.M. 14 116 min.

Regia di David Ayer. Un film con Jason Statham, Jason Flemyng, Merab Ninidze, Maximilian Osinski, Cokey Falkow. Cast completo Genere Azione, Thriller, - Gran Bretagna, USA, 2025, durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 10 aprile 2025 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,18 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 10 aprile 2025

Levon Cade si è lasciato alle spalle una carriera nelle operazioni militari segrete per vivere una vita tranquilla. Quando la figlia del suo capo viene rapita scopre un mondo di corruzione molto più grande di quanto avrebbe mai potuto immaginare. In Italia al Box Office A Working Man ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 802 mila euro e 366 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
2,18/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,35
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Statham al suo massimo in termini di efferatezze, ma la sceneggiatura è approssimativa, anche per gli standard di un action sopra le righe.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 9 aprile 2025
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 9 aprile 2025

Levon Cade, vedove e padre di una ragazzina, lavora come operaio edile e nasconde la sua identità di ex Royal Marine e agente speciale antiterrorismo. Almeno finché non viene rapita Jenny, la figlia del suo capo, da malviventi affiliati alla mafia russa. Levon decide di rimettersi in azione e comincia a collezionare cadaveri sul suo cammino, pur di tenere fede alla promessa fatta: riportare Jenny sana e salva tra le braccia dei suoi cari.

Il titolo alla Ken Loach non inganni: siamo in un film con Jason Statham, e sono sufficienti pochi minuti perché i panni dell'empatico capomastro edile siano abbandonati in favore di quelli dell'ex Royal Marine ammazzacattivi.

David Ayer prova a ripetere la formula da fumettone supereroico e ultraviolento di The Beekeeper, questa volta con la collaborazione di Sly Stallone in persona, che produce e co-sceneggia (il tentativo originario di Sly era quello di trasporre il testo di Chuck Dixon in una serie tv). Difficile dire se sia il contributo dell'uomo che ha creato Rocky ad alterare la formula, ma qualcosa esonda nell'equilibrio delle componenti in A Working Man, specie rispetto al predecessore.

Ma andiamo con ordine. La premessa di un film con Jason Statham rimane la medesima: costruire misfatti così gravi e criminali talmente indifendibili da rendere giustificabile ogni genere di violenza susseguente del protagonista, anche la più efferata. Perché Statham non si tira indietro e in questo senso A Working Man eccelle. Che si tratti di arma da fuoco o da taglio, Levon uccide senza pietà anche avversari disarmati, guidato da un senso di giustizia autoindotto e dalla consapevolezza che la legge non esista. A parte un amico che lavora alla polizia e passa un'informazione a Levon, per il resto le forze dell'ordine sono presenti solo in qualità di squallidi sbirri corrotti, che arrivano a riportare Jenny tra le grinfie dei suoi aguzzini.

Il mondo è un Far West in cui gli abusi restano impuniti e i veterani di guerra sono diventati squallidi spacciatori o invalidi costretti ai margini della società. Un panorama desolante e nichilista, in cui solo Levon può intervenire per rimettere a posto le storture, in una notte di luna piena (così esageratamente ingigantita da far pensare all'arrivo imminente di un licantropo) in cui la conta dei cadaveri tenderà a infinito.

Il modello su cui è costruito il personaggio di Levon è chiaramente - ci perdoni John Ford, se può - l'Ethan di Sentieri selvaggi, uomo capace solo di uccidere e di dare la caccia ai malfattori; l'uomo a cui fare ricorso quando non restano altre opzioni, come se fosse un'arma di distruzione di massa. Statham rinuncia quasi totalmente alla sua ostentata britishness, appiattendosi in un ruolo da Jack Reacher o da Punitore, che strizza l'occhio in ogni modo all'orgoglio redneck di chi sventola stelle e strisce anziché l'Union Jack (piacerà agli elettori di Trump, questo è certo).

Anche per questo voluto miscasting, paradossalmente, la migliore scena d'azione è la scazzottata iniziale al cantiere edile, in cui un Levon orgogliosamente proletario usa un secchio pieno di chiodi e ogni attrezzo a disposizione, come il miglior Jackie Chan, per menare gli sgherri venuti a riscuotere il debito di un collega. Questo è l'A Working Man che avremmo voluto vedere, anziché Statham contro dei cattivi da film con Bud Spencer, in un ruolo che qualunque action hero americano avrebbe potuto interpretare. L'insoddisfacente e frettoloso epilogo - la cui accelerazione improvvisa stride con le prolissità del resto del film - lascia per strada molti fili sospesi. Personaggi abbandonati senza che il loro destino sia adeguatamente compiuto e dialoghi che arrancano senza una battuta risolutiva, mentre i non sequitur si sprecano, al pari delle incongruenze temporali tra le sequenze.

D'accordo che di fronte a un action dichiaratamente inverosimile sia d'obbligo sospendere l'incredulità, ma oltrepassare così il limite del buon senso - Perché i criminali non uccidono Jenny? Come fa Levon ad arrivare in loco in tempo in situazioni in cui è inconcepibile riuscirci? - attenua di fatto il coinvolgimento. Difficile pensare che la collaborazione Ayer-Statham prosegua, ma sarà soprattutto il pubblico a emettere la sentenza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 14 aprile 2025
GUSTIBUS

Praticamente questo 'A Working Man'..regge solamente per la presenza di J.Statham..Levon Cade ex servizi speciali che voleva tornare ad essere normale come capo di un cantiere edile.Si rimette in azione perché la figlia del suo titolare/amico viene rapita ma non per il solito riscatto..ma per essere venduta..a gente piena lercia ma piena di soldi(cose ancora attuali!!)Il nemico principale [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Non mi fido della gente, mi fido della biologia, in quella siamo tutti uguali."
Levon Cade (Jason Statham)
dal film A Working Man - a cura di Massimo Marra
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 25 aprile 2025
Matteo Vergani
Nocturno

Un ex Royal Marine dal passato assai traumatico ma dal presente altrettanto incasinato costretto a dismettere i catarifrangenti panni di onesto lavoratore edile per imbarcarsi nel salvataggio della sventurata primogenita del di lui bonario datore di lavoro, la quale parrebbe caduta vittima in un losco traffico di esseri umani gestito, ma guarda un po', proprio dai soliti russastri sporchi, brutti e, [...] Vai alla recensione »

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mercoledì 12 marzo 2025
 

Regia di David Ayer. Un film con Jason Statham, Jason Flemyng, Merab Ninidze, Maximilian Osinski, Cokey Falkow. Da giovedì 10 aprile al cinema. Guarda il trailer »

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mercoledì 26 febbraio 2025
 

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