| Titolo originale | Polvo Serán |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna, Svizzera, Italia |
| Durata | 106 minuti |
| Al cinema | 4 sale cinematografiche |
| Regia di | Carlos Marques-Marcet |
| Attori | Angela Molina, Alfredo Castro, Mònica Almirall Batet, Patrícia Bargalló Alván Prado, Manuela Biedermann, Lissy Pernthaler, Oriol Genís, Ángela Boix. |
| Uscita | giovedì 22 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,81 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento domenica 18 gennaio 2026
Il dramma di una coppia di fronte a una scelta molto difficile. Il film è stato premiato a Roma Film Festival, ha ottenuto 1 candidatura a Goya,
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Claudia è un'acclamata attrice di teatro mentre il suo compagno Flavio è un affermato regista. Nel corso della rappresentazione di Medea, lei scopre di avere un male incurabile. Si rifiuta però di attendere passivamente la propria fine e decide di recarsi in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito. Flavio non riesce a immaginare la sua vita senza Claudia e così la segue in questa scelta. Quando Violeta, figlia di entrambi, scopre le loro intenzioni, resta prima scioccata e poi cerca di farli desistere. Poi arrivano anche gli altri due figli, Lea e Manuel, che Claudia e Flavio hanno avuto da precedenti relazioni. Durante il matrimonio tardivo della coppia la tensione esplode. La decisione però è già stata presa. Così il loro ultimo viaggio diventa anche l'occasione per fare un bilancio della propria esistenza da chiudere insieme.
Ci sono più strade in Polvo serán - Polvere di stelle.
La prima è la descrizione realistica della malattia di Claudia, il decadimento fisico che viene già sottolineato all'inizio del film e nel momento in cui ha una crisi dove non ci vede più da un occhio e ha un lato del corpo paralizzato. La seconda è quella del musical. Non c'è uno stacco parallelo come nella tradizione del genere dove il movimento e la musica diventano pura astrazione. Invece ogni volta che i frammenti del genere entrano in gioco appaiono come prolungamenti visionari. La terza infine è quella più umana e mostra il legame indissolubile della coppia e della figlia Violeta che vorrebbe condividere con loro parte del loro amore.
Carlos Marqués-Marcet, arrivato al quarto lungometraggio dopo essersi imposto all'attenzione con il suo film d'esordio 10.000 Km che ha vinto il Premio Goya come miglior regista esordiente, affronta tutti i rischi di un film apertamente squilibrato ma proprio per questo capace di lasciar emergere autenticamente gli impulsi, il dolore e la determinazione di Claudia e Flavio, interpretati rispettivamente da Angela Molina e Alfredo Castro che non solo si calano in modo impeccabile nel ruolo ma diventano insieme 'anima e corpo' con i loro personaggi.
I silenzi, i gesti mimati, gli scatti improvvisi conducono così a quella che sembra la strada più rischiosa, quella del musical appunto, quasi patinata come nella scena del bus o dell'obitorio. In realtà è un'esigenza stilistica.
Polvo serán - Polvere di stelle non è un film che vuole prendere posizione sul suicidio assistito. Neanche gli interessa. Piuttosto accompagna i due protagonisti nella loro scelta creando un continuo binomio tra vita e rappresentazione.
Nella prima inquadratura c'è infatti la tenda di un teatro. Si è già quindi davanti a una possibile messinscena di una 'morte in diretta', a metà tra quella dell'omonimo film di Bertrand Tavernier del 1980 con Romy Schneider e i movimenti coreografici in cui potrebbe esserci l'influenza dell'opera di Carlos Saura. Sotto questo aspetto, una scena decisiva per quanto riguarda l'esibizione della scena sempre a metà tra verità e recitazione: Claudia e Flavio vogliono regalare ai figli degli oggetti della loro casa (lampade, locandine di spettacoli, libri). Vogliono disfarsi dei loro ruoli che hanno attraversato gran parte della loro vita per diventare improvvisamente più leggeri.
La loro libertà diventa predominante rispetto al peso della responsabilità della loro scelta. Per questo, proprio nella parte finale, Marqués-Marcet trova il punto di equilibrio dove quelle tre strade riescono finalmente a incrociarsi.
Non basta la delicatezza del tocco per trattare dell'eutanasia, ci vuole forza narrativa e profondità, altrimenti si resta in superficie e non è bene se il tema è così complesso. Due coniugi, lui regi sta, lei attrice ammalata di cancro, molto legati sentimentalmente, decidono di chiudere assieme la loro partita con la vita in Svizzera. Questo è il quanto, masi aggiungono degli inutili siparietti da [...] Vai alla recensione »
Diciamo subito: per discutere. Informando i figli, increduli e incapaci non solo di accettare, ma di capire (che servirebbe ad accettare), marito e moglie, lei malata, scelgono l'eutanasia. Sono attrice e regista di teatro, così la complessità dei sentimenti in gioco (amore di coppia, indipendenza da quell'amore, amore dei figli, coscienza del tempo) passano nei diversi piani del palcoscenico, musical [...] Vai alla recensione »
Una coppia di settantenni, un'unica anima, prenota un viaggio di sola andata per la Svizzera. Lei è malata terminale. Lui non può vivere senza di lei. Claudia (Ángela Molina, che per questo ruolo ha vinto il Premio Monica Vitti come miglior attrice alla Festa del Cinema di Roma nel 2024) e Flavio (Alfredo Castro) non possono pensare a vivere il futuro prossimo separati dalla morte.
Claudia (Ángela Molina), malata terminale, decide di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera e il marito Flavio (Alfredo Castro) sceglie di morire con lei. La reazione dei figli alla notizia scompagina i piani, tra vecchie ferite e conflitti rinviati che mettono in discussione non solo la scelta della coppia, ma l'intera storia della famiglia. Fin dall'inizio (la tenda di casa che richiama un sipario [...] Vai alla recensione »
Un sipario viene aperto violentemente mentre una voce femminile grida. Dentro una casa che affaccia su un giardino in camicia da notte una donna si dimena scappando da chi vuole acchiapparla. La fuga è come una danza: le braccia vanno in alto, poi si allargano, si aggrappano alle tende, una giravolta, arrivano rinforzi, tre infermieri, un compagno e una figlia, in cinque cercano di intercettare la [...] Vai alla recensione »
C'è una polvere che si deposita prima ancora della fine: una materia sottile, quasi invisibile, che prende posto sulle cose di casa, sui gesti, sulla voce di chi prova a restare presente mentre il tempo si restringe. Polvo serán - Polvere di stelle comincia lì, in quella qualità dell'aria che cambia quando una decisione estrema smette di essere un pensiero e diventa un progetto.
"Dalla vita non si impara. La vita si vive, e basta". Claudia (Ángela Molina) è affetta da un male incurabile. Flavio (Alfredo Castro), suo compagno da una vita, non solo non si oppone alla scelta di lei di recarsi in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito, ma decide di seguirla in questa scelta, perché impossibilitato a concepire la propria esistenza senza di lei.
Per i due protagonisti di Polvo serán, la contemplazione di un'esistenza che non abbia nella simbiosi assoluta il suo centro propulsivo, non rientra minimamente nei loro schemi di pensiero. Tutto, ai loro occhi, passa per il legame che li unisce, anche ciò che non si può controllare e che appartiene, se vogliamo, all'orizzonte inintelligibile del destino.