| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 84 minuti |
| Regia di | Gianfilippo Pedote, Giliano Carli |
| Attori | Ondina Quadri, Benedetta Barzini, Peppe Servillo, Sergio Bini Bustric, Franz Stefani Sághi Tímea, Kolozsi Tamás, Hegyesi Ábel, Alice Raffaelli. |
| Uscita | giovedì 9 novembre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Parthénos |
| MYmonetro | 3,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 6 novembre 2023
Un film ambientato in un universo immaginario ma dedicato a un soldato ungherese realmente esistito che si chiamava Peter Pan. In Italia al Box Office Soldato Peter ha incassato 18,8 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1918, Altopiano di Asiago, pochi giorni prima della fine della Grande Guerra. Il giovane soldato austro-ungarico Peter Pan oltrepassa le linee nemiche. Solo, spaventato, in fuga, durante il suo percorso non incontra nessuno tranne una pattuglia di soldati italiani di cui fa parte il Capitano Don Chisciotte che però lo nota a malapena. Il paesaggio del territorio straniero gli fa tornare in mente alcuni nitidi ricordi d'infanzia dove ci sono la madre e il suo amico Maty morto in guerra. Sono i rari momenti di serenità. Poi Peter riprende il cammino. Il desiderio è quello di ritrovare un'isola in mezzo al mare che non esiste nel mondo reale.
C'è solo una casuale omonimia tra il personaggio letterario creato da J.M. Barrie nel 1902 e il soldato austro-ungarico morto in guerra il 19 settembre 1918 e sepolto nel Sacrario del Monte Grappa. Ma il viaggio del protagonista sembra ambientato in un universo immaginario, non reale, un mondo quasi fantasy.
Un mondo dove è in primo piano il flusso della natura con dettagli di lumache, cavallette, ragni, pesci e formiche prima dell'arrivo del temporale dove dall'immagine si passa al disegno animato. È in questa contrapposizione l'originalità di Soldato Peter, diretto da Gianfilippo Pedote e Giliano Carli che potrebbe essere visto come una lunga soggettiva, un viaggio prima della fine dove davanti agli occhi del protagonista, interpretato da Ondina Quadri, compaiono immagini del passato, visioni di un mondo incontaminato con echi che richiamano il cinema di Malick, in particolare The Tree of Life, proprio nello scarto tra il dramma che sta vivendo il soldato e la sua percezione individuale.
Ci sono allucinazioni (il capitano Don Chisciotte interpretato da Peppe Servillo) che pensa di vedere solo ombre, presagi di morte nella presenza della donna e l'uomo col carretto, la prima incarnata dalla figura dell'ex-modella Benedetta Barzini, e uno spazio sempre più spoglio, dove la guerra sembra lontana, anzi assente, ma poi ritorna violentemente proprio a livello sonoro, con il rumore degli spari e l'eco dei bombardamenti con Peter che si tappa le orecchie.
Ci sono gli echi del cinema di Ermanno Olmi ma anche le tracce del documentarismo familiare di Alina Marazzi (di cui Pedote è produttore) nei ricordi d'infanzia che sono tra i momenti più coinvolgenti del film per il modo in cui dà forma al diario privato del protagonista.
Forse il suo rigore, la sua austerità, lo rende talvolta dipendente da un simbolismo esplicito che non intacca la coerenza della sua struttura ma gli fa perdere intensità. Si vede nella scena in cui Peter si rivolge a un immaginario soldato italiano davanti a lui, su una sedia dove c'è la divisa e l'elmetto. La parola diventa così l'elemento dissonante, il segno per definire quella follia che Soldato Peter era riuscito a farne avvertire la presenza solo accennandola senza il bisogno di chiamarla per nome. Ma il viaggio che, forse, è già memoria, è una delle intuizioni di un cinema dove torna ancora Olmi, tra Il mestiere delle armi e il bellissimo torneranno i prati, dove la guerra diventa solo lo spunto di partenza per lasciare invece prevalere soprattutto le 'voci di dentro'.
“La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.” Giacomo Leopardi - Operette morali Trincea di Col Caprile sul Monte Grappa. Nel silenzio del primo mattino un giovane soldato del fronte austriaco si muove silenzioso e furtivo. Riesce ad aprire un varco nel filo spinato. Impaurito, abbandona la trincea e si inoltra nel territorio italiano.
Se è possibile che ci sia un destino nel nome, questa suggestione può anche spostarsi da un livello così fatalista e identificarsi con la pratica attiva e posizionata del raccontare una storia: un nome può contenere, o evocare, una forma di narrazione e questo è sicuramente il caso di Peter Pan, soldato austro-ungarico rimasto ucciso appena ventunenne durante la Prima guerra mondiale nei pressi del [...] Vai alla recensione »