| Titolo originale | Only the River Flows |
| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Cina |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Shujun Wei |
| Attori | Yilong Zhu, Chloe Maayan, Tianlai Hou, Tong Lin Kai, Chunlei Kang Han Chen. |
| Uscita | giovedì 11 luglio 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Wanted |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,54 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 10 luglio 2024
Un poliziotto indaga su degli omicidi della Cina degli anni '90. In Italia al Box Office Il mistero scorre sul fiume ha incassato 46 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Cina, primi anni 90. Il capitano di polizia Ma Zhe, trasferito in una località della Cina rurale, trova sistemazione per il suo ufficio in una sala cinematografica dismessa. Questa sede improvvisata diverrà il fulcro delle indagini su una serie di delitti insoluti, avvenuti tutti in riva a un fiume. Il sospettato sembra essere un uomo infermo di mente, adottato dalla prima vittima, ma le successive morti confondono le idee su alibi e moventi degli indagati, rivelando nel contempo segreti a lungo taciuti presso la comunità del villaggio. Le pressioni politiche spingono Ma Zhe a chiudere il caso nel modo più semplice, ma il detective vuole andare fino in fondo, benché l'investigazione rischi di incidere anche sulla sua lucidità psichica.
Di primo acchito Il mistero scorre sul fiume - titolo internazionale Only the River Flows, l'inadeguato titolo italiano strizza l'occhio a La morte corre sul fiume di Charles Laughton - potrebbe sembrare solo l'ennesimo giallo-noir cinese, che capitalizza sul successo di Diao Yinan con Fuochi d'artificio in pieno giorno.
Ma dopo alcuni dialoghi surreali, e l'espediente narrativo della stazione di polizia collocata in un cinema, si comincia a comprendere che le ambizioni del regista vanno ben oltre. Wei Shujun - in genere dedito a commedie, quali Striding into the Wind - adatta un racconto di Yu Hua e lo trasforma in un omaggio cinéphile a certo cinema onirico anni 70, in particolare alle atmosfere di capolavori quali A Venezia... Un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg, tanto più inquietanti quanto più il mistero si infittisce e si addentra nella psiche contorta del protagonista.
Gli ingredienti essenziali ci sono tutti: MacGuffin in serie, un fiume che nasconde cadaveri e misteri, una piccola comunità in cui tutti nascondono qualcosa, un corpo di polizia inefficiente e guidato dalla politica più che dal senso di giustizia. Ad aumentare la sensazione di vintage contribuiscono i dispositivi utilizzati: una audiocassetta le cui sovraincisioni sembrano dipanare la matassa del mistero, o ancora la celluloide del proiettore cinematografico, che Ma Zhe utilizza per ricomporre le tessere del puzzle, diventando regista del mistero stesso. Nonché spettatore, sognante, delle sue ricostruzioni oniriche del caso.
Wei gestisce il parallelo tra dimensione pubblica e privata del protagonista restituendone la schizofrenia di fondo, che lo accomuna a una società post-Tienanmen, repressa e ipocrita, nel mezzo di una transizione depressiva che precede lo sviluppo capitalistico che sconvolgerà la Cina alla fine del secolo breve. Il cinema, e in senso lato il palcoscenico, diventano il luogo in cui i personaggi rivelano la loro natura più autentica di burattini senza fili, destinati a recitare nella vita un ruolo che neanche conoscono.
Un'umanità fragile e impaurita sembra inconsapevole del proprio destino, protesa a nascondere la propria natura per preservare le maschere dello status quo. La messa in scena si compie con la (auto)celebrazione della polizia di Stato, che reinventa la sala per recuperarne la funzione originaria, con una cerimonia di premiazione che stride con la crudezza del caso investigativo. Non è la sala cinematografica a morire, è il rito che vi si celebra a trasformarsi, per divenire sempre più prosaico e posticcio.
Un lavoro suggestivo, destinato a rivelarsi più compiutamente in una seconda visione, che aiuta a comprendere i simbolismi dell'ultimo ed enigmatico segmento.
Un giovane capo della squadra omicidi, indaga su tre uccisioni avvenute in una piccola città cinese. L'inchiesta, la raccolta di prove e gli interrogatori lo aiutano ad allungare le indagini nonostante le autorità vogliano la questione risolta in modo discreto nel più breve tempo possibile. È chiaro che la suspense della storia è un pretesto per descrivere una società in grande cambiamento e al tempo [...] Vai alla recensione »