| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Veit Helmer |
| Attori | Nino Soselia, Mathilde Irrmann, Zuka Papuashvili, Niara Chichinadze, Darejan Geperidze Nino Pachkoria, Peride Kalandia. |
| Uscita | giovedì 20 novembre 2025 |
| Distribuzione | Draka |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 novembre 2025
Una commedia romantica che unisce leggerezza e poesia. In Italia al Box Office Gondola ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 3,1 mila euro e 2,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Tra gli splendidi paesaggi montuosi della parte ovest della Georgia, una funivia collega i villaggi e le comunità rurali del posto con la vallata. Ad assicurare il funzionamento della funivia ci sono degli operatori come Nina, ormai esperta, e l'ultima arrivata Iva. Tra anziani abitanti del villaggio da aiutare e un capo particolarmente severo da gestire, le due ragazze trovano distrazione dalla bucolica solitudine della montagna nell'incontro reciproco, ogni trenta minuti, incrociandosi sulla funivia mentre una sale e l'altra scende. Sarà l'inizio di un rapporto che spazia dal romantico al surreale.
Il cinema del tedesco Veit Helmer vive da sempre di elementi distintivi.
Da una parte la commedia leggera, priva di dialoghi, che tende a un surrealismo immaginifico situato tra Roy Andersson, Jacques Tati e Wes Anderson; dall'altra la fascinazione itinerante per le culture diverse, che lo hanno portato ad ambientare le sue storie in luoghi come Azerbaijan, Bulgaria e ora Georgia.
In modo anche ammirevole, Gondola conferma e mantiene questi elementi, non privi di un tocco lieve e demodé, e dunque tanto più rari nel panorama contemporaneo. L'assenza di dialoghi spinge Helmer a creare vignette sempre ingegnose dal punto di vista della manipolazione dello spazio di scena, e in combinazione con la bellezza naturale della Georgia (che ricordiamo, in questi anni difficili per il paese, essere immortalata con occhio più autentico e profondo da Alexandre Koberidze, in particolare negli ultimi Dry Leaf e What do we see when we look at the sky?) l'effetto è di un piacevole senso del pittoresco, per quanto artefatto e disconnesso da qualunque tipo di complessità.
Nemmeno la natura queer del rapporto principale tra Nina e Iva introduce spessore, pur generando un certo contrasto con l'impianto favolistico e rétro che la circonda. Nella sua brevità, però, il film è una finestra istantanea su un mood che non può essere persistente, pena il diventare stucchevole.
Gondola è un piccolo momento di eufonia tra l'infatuazione reciproca delle ragazze e l'ambiente che le circonda, colto nella distorsione visiva e musicale che produce così tante gag filmiche - sfruttando in particolare l'ambiente ristretto della cabina della funivia, la tensione tra alto e basso, e un po' di sana, ingenua follia.