| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, Azione |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Renato De Maria |
| Attori | Pietro Castellitto, Matilda De Angelis, Tommaso Ragno, Isabella Ferrari Alberto Astorri, Marcello Macchia, Luigi Fedele, Filippo Timi, Antonio Scarpa, Giorgio Antonini, Giovanni James Bertoia, Eugenio di Fraia. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,26 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 11 dicembre 2025
Un ambizioso "heist movie" ricco di azione e di humour. Targato Netflix.
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CONSIGLIATO NÌ
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Aprile 1945: l'Italia è allo sbando, la Repubblica Sociale Italiana è allo sbando, Milano è allo sbando. La Resistenza e gli Anglo-Americani stanno per rovesciare definitivamente quel che resta del regime fascista, e ognuno si arrangia come può: lo fa Isola, ladro e contrabbandiere della borsa nera milanese, assieme ai fidati Marcello e Amedeo; lo fa Yvonne, cantante del Cabiria, che si divide tra l'amore di Isola e le attenzioni pericolose di Borsalino, gerarca fascista; e lo fa lo stesso Borsalino, scisso tra il controllare con pungo di ferro la città e l'organizzazione della fuga in Svizzera per i gerarchi in caso di sconfitta. Quando l'oro di Mussolini arriva a Milano, Isola e soci scoprono la notizia, e decidono di mettere in atto il furto che cambierà le loro vite - e forse anche la storia...
Rapiniamo il duce intrattiene con dovere mescolando toni e vicende, con un cast di facce e corpi perfetto.
Nessuna realtà nell'ecosistema audiovisivo mondiale riesce a costruire i progetti come Netflix - tranne la Marvel, certo. Tutto è studiato, progettato e realizzato nei minimi dettagli, restituendo un prodotto capace di accontentare un pubblico più ampio possibile di spettatori-utenti. Quella che una volta era la platea indistinta delle reti generaliste ora è divenuta una categorizzazione algoritmica, un elenco accurato di tag e cluster che si bilanciano e completano a vicenda, per far sì che ogni sera tutti trovino quello che vogliono - per far sì che ogni sera tutti trovino quello che vogliono perfino nello stesso prodotto. Prendiamo questo Rapiniamo il duce, film di Renato De Maria passato nella sezione Gran Public della Festa del Cinema di Roma e disponibile su Netflix dal 26 ottobre. Dentro c'è ogni cosa e per ognuno, come una sorta di studio da manuale per loro che l'hanno fatto e per noi che lo vediamo.
Il genere, innanzitutto: un heist movie di ambientazione storica. E non un momento qualunque, ma quella finestra temporale di giorni lunghi come mesi e mesi lunghi come anni che è stata la Resistenza, atto fondativo di un paese che per troppo tempo ha masticato male il ricordo di quel periodo e cosa voglia dire per la nostra contemporaneità. Ed è interessante come proprio nel corso delle ultime due stagioni cinematografiche siano usciti fuori sia Rapiniamo il duce che un'altra opera che ha tentato la via spettacolare e popolare a questo tipo di racconto - e quindi rielaborazione: Freaks Out. Grande impegno produttivo, grande cast (tra cui Pietro Castellitto, presente in entrambi i titoli) e grande spettacolo anche qui. Certo, Gabriele Mainetti va in tutt'altra direzione, e i film non sono totalmente sovrapponibili, ma un riflesso c'è e va seguito.
Poi abbiamo i personaggi e gli interpreti. Ci sono Isola (Pietro Castellitto), capobanda disilluso, e Yvonne (Matilde De Angelis), artista presa dentro trame letali; Marcello (Tommaso Ragno) e Amedeo (Luigi Fedele), cecchino veterano il primo e giovane disegnatore-falsario il secondo; la ladra Hessa (Coco Rebecca Edogamhe) e Molotov l'anarchico esperto di esplosivi (Alberto Astorri); il gerarca sadico Borsalino (Filippo Timi) e la moglie star del cinema decaduta Nora (Isabella Ferrari). Sono tutte figure universali, totem di scrittura che puntellano il racconto per farcelo riconoscere e apprezzare ad un livello più profondo e meta. Ma soprattutto dietro di loro ci sono dei nomi che aiutano a capire a che punto sta lo star system italiano, qui rappresentato dall'ultima next big thing uscita dalla sala - Pietro Castellitto - e dal vero, grande, co-protagonista e caratterista del cinema e delle serie tv italiane degli ultimi anni, Tommaso Ragno. E su tutti spicca Matilda De Angelis, divenuta l'unica interprete nazionale per un pubblico internazionale (The Undoing, Leonardo e la prossima Citadel).
Perfino la produzione è qualcosa di pensato e ripensato, visto la presenza della Bibi Film e di De Maria, team dietro il precedente Lo spietato, sempre targato Netflix. Quello che ne esce fuori, insomma, è un blend perfettamente calibrato nei toni e nelle atmosfere, anzi, da un certo punto di vista rappresenta il prodotto perfetto inseguito dalla casa di Los Gatos: un racconto a portata di lettura e visione per tutti ma che affonda le radici in un pubblico e in una storia local - anche se fortemente identitaria per tanti come la resistenza contro il nazifascismo. Certo, si poteva andare più a fondo, tante cose rimangono in superficie e a lungo la storia sembra perdere mordente, ma questo è quello che vuole Netflix, e noi ce lo segniamo.
Un bel film italiano, con un cast giovane,un budget considerevole,energetici effetti speciali, una colonna sonora blasfema e una sceneggiatura ondivaga ma originale, con ritmo, tensione , tarantinismo deliberatamente ostentato. Filippo Timi bravo vilain che si gode le premiere dames Isabella ( eccezionale) e Matilda ( sempre più brava e sexy) , Pietro Castellitto eccellente, bravo il regista. [...] Vai alla recensione »
"Rapiniamo il duce" porta sul piccolo schermo di Netflix una Milano stravolta dalle macerie dei bombardamenti anglo-americani e con la Resistenza ormai alle porte. Renato De Maria, regista della pellicola, racconta la storia di un gruppo di improbabili ladri che, mossi da risentimenti personali, decidono di rapinare Mussolini per dare così una svolta alle proprie vite.