| Titolo originale | Gæsterne |
| Anno | 2022 |
| Genere | Horror, Thriller, |
| Produzione | Danimarca, Paesi Bassi |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Christian Tafdrup |
| Attori | Fedja Van Huet, Hichem Yacoubi, Lea Baastrup Rønne, Sieger Sloot, Morten Burian Sidsel Siem Koch, Karina Smulders, Liva Forsberg, Marius Damslev, Jesper Dupont, Adrian Blanchard, Sarina Maria Rausa, Ilaria Di Raimo, Alessio Barni, Ilaria Casai, Martina Barreca, Andrea Benucci. |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Midnight Factory |
| MYmonetro | 3,07 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 novembre 2022
Una famiglia danese fa visita a una famiglia olandese incontrata in vacanza. Quello che doveva essere un weekend idilliaco inizia lentamente a disfarsi mentre i danesi cercano di rimanere educati di fronte alla spiacevolezza. Il film ha ottenuto 2 candidature a Critics Choice Super,
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CONSIGLIATO SÌ
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Due famiglie, una olandese (Patrik, Karin e il figlio muto Abel) e una danese (Bjorn, Louise e la figlia Agnes), fanno amicizia durante una vacanza in Toscana. Qualche mese dopo Bjorn e Louise ricevono una lettera dagli amici olandesi, che li invitano per un fine settimana a casa loro in Olanda. Dopo qualche momento di indecisione la famiglia danese si convince ad accettare l'invito e parte in macchina alla volta del delizioso cottage degli amici, immerso in mezzo alla nebbiosa campagna olandese. Tuttavia, la convivenza metterà a dura prova Bjorn e Louise che lentamente scopriranno delle spiacevoli verità sui coniugi olandesi, che non sono chi dicono di essere.
Aristotele diceva che colui che vive al di fuori della società è bestia oppure è dio. Ma cosa succede quando una bestia si confronta con un uomo "animale sociale"? E a cosa serve il codice etico comportamentale borghese laddove la società finisce? E quanto invece il nostro stile di vita occidentale contemporaneo ci rammollisce e ci penalizza rispetto a una bestia?
Questi sono solo alcuni degli interrogativi che Christian Tafdrup ci spinge a porci nel visionare questo film. Ma facciamo un passo indietro: è incontrovertibile l'insistita tendenza del regista a impostare la narrazione sulla base di un complesso gioco di coppie, talvolta sinonimiche, talvolta antinomiche. Ecco, dunque, che mentre la coppia danese è riservata e misurata, quella olandese è sfrenata e lussuriosa, o ancora mentre Agnes è estroversa, Abel è remissivo e timido e così via.
Vorrei però concentrarmi sulla coppia più interessante: il rapporto tra Bjorn e Patrik, dal momento che sono gli unici due personaggi di cui ci viene mostrata la psicologia e poiché lo snodo della vicenda dipende dal loro rapporto. Bjorn è un uomo evidentemente stressato, schiacciato dai suoi doveri paterni e da ciò che il suo ruolo pretende; ciononostante continua sempre a fare la fantomatica cosa giusta, per sua moglie, per sua figlia e per un relativo senso del dovere.
Bjorn è in conclusione un accrocco con fattezze umane di pulsioni represse e, apparentemente, sul punto di esplodere definitivamente. Patrik al contrario è una forza della natura, è libido pura a cui non viene posta alcuna limitazione, che sia essa morale o dettata da una qualsiasi norma sociale. Bjorn è dunque attratto dal potere sinistro di Patrik, che sembra, ad un certo momento, poter rivestire per Bjorn il ruolo di guru, di catalizzatore che trasformerà finalmente il bruco in farfalla. Ed è qui che ritorna in causa Aristotele: come aveva profetizzato il filosofo di Stagira, quella tra uomo politico e bestia è una lotta impari, farà in tempo il nostro bruco a trasformarsi in farfalla prima che sia troppo tardi?
Altro tema che merita un approfondimento è quello del male: con il procedere della pellicola l'atmosfera si fa sempre più pesante, ma non è una suspense hitcockiana ad affannare lo spettatore, tanto più una sorta di saturazione malevola dell'atmosfera: è il tramonto della società, dell'irreggimentazione dell'umanità, che lascia spazio al caos nella più pura delle sue forme.
Mi spiego meglio, gli stessi Patrik e Karin, ad un certo momento, lasciano cadere la maschera rivelandosi due adepti del male metafisico colti da una vera e propria folie a deux (Pirandello direbbe che in quanto pazzi una maschera non l'avevano mai realmente indossata), la cui attuazione è possibile solo grazie alla loro personalissima missione di annientamento del bene.
Dunque, con queste tinte malevole che montano sempre più, l'atmosfera assume anche un je ne sais quoi di religioso, di biblico: negli ultimi minuti di film l'evolvere degli eventi e la crudeltà altrimenti ingiustificata, possono trovare risposta nel vecchio schema biblico di colpa-peccato. Peccato in questione che viene chiarito da un folgorante scambio finale tra Patrik e Bjorn, che costituisce la chiave di lettura del film. E come previsto dal vecchio testamento, ad ogni peccatore la sua pena.
La lapidazione ad opera di Satana, 2021, Christian Tafdrup, odio su tela.
Un thriller-horror disturbante, cattivo, psicologicamente brutale, quasi completamente privo di sangue, di quelli che ti restano dentro a fine visione e lasciano un senso di ansia e inquietudine profonda. Speak No Evil ha una trama in apparenza semplice, che in realtà presenta tutta una serie di letture molto interessanti, dai rapporti d'amicizia a quelli genitoriali, dal valore della [...] Vai alla recensione »
Cortesie olandesi per gli ospiti danesi. Il regista Christian Tafdrup definisce Speak No Evil un «horror movie satirico» e in effetti si muove con una crudele ironia sul piano inclinato delle convenzioni sociali, sempre congeniale al cinema d'area scandinava. Quando Bjørn e Louise accettano l'invito di Patrick e Karin a trascorrere un weekend a casa loro, in Olanda, la coppia danese non immagina che [...] Vai alla recensione »