| Titolo originale | Deep Water |
| Anno | 2022 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 153 minuti |
| Regia di | Adrian Lyne |
| Attori | Ben Affleck, Ana de Armas, Rachel Blanchard, Tracy Letts, Lil Rel Howery Finn Wittrock, Dash Mihok, Jacob Elordi, Kristen Connolly, Devyn A. Tyler, Jaren Mitchell, Jeff Pope (I), Juliet Brett, Armando Leduc. |
| MYmonetro | 2,47 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 marzo 2022
Un marito che acconsente alle relazioni extra coniugali della moglie è sospettato della sparizione degli amanti di lei.
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CONSIGLIATO NÌ
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Vic Van Allen e Melinda Van Allen sono sposati da tempo, hanno una casa grande e una bellissima figlia, Trixie. D'altronde bellissima, anzi da mozzare il fiato, è anche Melinda, donna splendida ma soprattutto irrequieta, tanto che nel vincolo matrimoniale proprio non ci riesce a stare, e sceglie così amanti belli e giovani con cui passare nottate di sesso e alcol. Momenti che Melinda sadicamente non nasconde a Vic: invita i suoi amanti a casa, li stuzzica a cena davanti al marito, infine non esita a lasciare le porte socchiuse poco prima di iniziare a divertirsi con loro. Un gioco la cui parte più dilettevole per Melinda è proprio mettere Vic a conoscenza di tutto, umiliandolo. Gioco che però si rivela pian piano sempre più pericoloso.
Lyne segue senza particolari guizzi il procedere dritto della storia, tralasciando la costruzione dell'atmosfera, di quella sorta di densità "rossa" imprescindibile in un thriller.
A vent'anni dal suo ultimo film, Unfaithful - L'amore infedele, Adrian Lyne torna dietro la macchina da presa con Acque Profonde. Con questo film, che vede Ben Affleck e Ana de Armas nei panni dei protagonisti, il regista britannico ritorna su un genere a lui caro, quello del thriller a tinte erotiche che lo ha reso celebre negli anni '80 per alcuni dei cult movie più noti della storia del cinema, come Attrazione Fatale, Proposta indecente e 9 settimane e ½.
Con Acque Profonde, Lyne parte da un libro del 1957 firmato Patricia Highsmith, regina del romanzo noir statunitense, dalle cui opere sono stati tratti alcuni dei film thriller e noir più noti, come Il talento di Mr.Ripley di Anthony Minghella o Carol di Todd Haynes. E anche da Acque Profonde è già stato tratto un film nel 1981, del regista francese Michel Deville con Jean Louis Trintignant e Isabelle Huppert. Quest'ultimo e quello di Lyne sono ovviamente molto diversi, sia per motivi di nazionalità sia per questioni "d'età". Ma mentre a riguardarlo oggi, il film francese conserva tutta la sua freschezza, quello di Lyne ci sembra già visto, "vecchio" fin dalla prima scena.
Che poi la storia della Highsmith è ricca di spunti traducibili nel linguaggio cinematografico: la lente di ingrandimento su una famiglia altoborghese in cui nessuna dinamica viene affrontata, ci riconduce subito al rapporto fra Vic e Melinda, che prima di essere fisico è basato sull'osservazione, sulla passività, sull'adorazione di lui per lei, quasi fosse prima un'immagine sacra e solo poi un corpo con cui relazionarsi.
Acque Profonde è in fondo una storia sull'esser spettatori, un racconto su un voyeur, che non a caso coltiva come hobby principale quello di osservare insistentemente le lumache che alleva in una serra nel giardino. Ma mentre nel suo film Deville insiste a fondo sullo sguardo, facendo così affiorare dalle immagini erotismo e sadismo, e dall'unione dei due, la tensione che pervade il film, Lyne non riesce in questo scopo, principalmente perché sembra focalizzarsi solo ed esclusivamente sui dettagli della trama, sulle azioni e sulle reazioni, tralasciando quella che in un thriller è l'imprescindibile costruzione dell'atmosfera, di una sorta di densità "rossa" che dovrebbe pervadere ogni scena, ma che manca.
E se parlare di verosimiglianza in un'opera cinematografica è spesso molto sciocco, occorre invece starci attenti quando si decide di focalizzarsi solo sull'intreccio, ed è proprio in certi piccoli dettagli di quest'ultimo che Lyne si perde, facendoci storcere il naso di fronte a dinamiche un po' improbabili. Ed è un peccato perché con una storia così, proprio da un regista come lui ci saremmo aspettati molto di più, poiché ha saputo ben sfruttare in passato le dinamiche che intercorrono fra i corpi di un uomo e una donna, e i giochi di potere e di sottomissione che si installano dall'incontro fra i due. Ma qui Lyne insiste meno su questo, e sembra non essersi evoluto sul piano del linguaggio erotico. Segue così senza particolari guizzi il procedere dritto della storia. Il risultato è un film privo della tensione necessaria, un thriller che non può non annoiare un po'.
Deep Water è un film approssimativo e girato con pochissima ispirazione. Svogliato nella recitazione, pigro nella messa in scena. Si confida nella lubricità del contesto e in un paio di capezzoli esposti poco e male. Un film che è rimasto fortemente penalizzato dalle piattaforme di streaming. Quelle tipo Pornhub, intendo. Bello, ma se fosse stato un film sarebbe stato meglio. [...] Vai alla recensione »
Torna dopo un ventennio Adriann Lyne, e rielabora un romanzo di Patricia Highsmith (sceneggia anche il Sam Levinson di Euphoria) su un matrimonio tossico, impastato di provocazioni e manipolazioni reciproche. Lo fa alla sua maniera, secondo il vangelo estetizzante e orgogliosamente formalista che fu croce e delizia della critica nei suoi anni d'oro.