| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 145 minuti |
| Regia di | Adam McKay |
| Attori | Timothée Chalamet, Leonardo DiCaprio, Melanie Lynskey, Jennifer Lawrence Cate Blanchett, Meryl Streep, Jonah Hill, Matthew Perry, Ariana Grande, Himesh Patel, Kid Cudi, Rob Morgan, Tomer Sisley, Chris Evans, Ron Perlman, Tyler Perry. |
| Uscita | mercoledì 8 dicembre 2021 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,26 su 33 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 marzo 2022
La commedia racconta la storia di due scienziati che si accorgono di un meteorite in rotta di collisione con la Terra. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes, 4 candidature a BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 6 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, ha vinto un premio ai Writers Guild Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 1 candidatura a Critics Choice Super, In Italia al Box Office Don't Look Up ha incassato 7,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La dottoranda in astrofisica Kate Dibiasky e il suo docente all'Università del Michigan Dr. Randall Mindy scoprono che entro sei mesi una gigantesca cometa colpirà la Terra e provocherà l'estinzione del genere umano. Allarmati riferiscono tutto alla Presidente degli Stati Uniti Janie Orlean, ma dopo essere stati snobbati e umiliati dall'amministrazione si rivolgono alla stampa e alla televisione: è l'inizio di un assurdo circo mediatico che coinvolgerà gli stessi scienziati e finirà per generare uno scontro ideologico tra allarmisti e negazionisti, ribelli e militanti filo-governativi, in un mare indistinto di dirette tv, post, tweet, reazioni social, prese in giro, opinioni a casaccio, sondaggi di gradimento, interessi delle oligarchie, calcoli scientifici non verificati, ignoranza al potere e stupidità collettiva che finisce per rendere quasi secondario l'arrivo della gigantesca cometa...
Con la solita ironia acida e dissacrante, Adam McKay gira il film definitivo sulla società dei media americana, così presa dalle regole della propria bolla da non accorgersi nemmeno della più grave delle minacce: la fine del genere umano.
Don't Look Up non è solamente il film definitivo sulla società della post-verità, sull'oscena bolla dei media e delle reti sociali, sulla gestione del potere che ormai è solo e soprattutto gestione della comunicazione, in un delirio di dichiarazioni, proiezioni, valutazioni di mercato e decisioni prese sulla base di ragioni spesso inesistenti. È anche, in una chiave amaramente paradossale e comica, un film sulla fine del più umano degli istinti, quello di sopravvivenza. Non a caso, è un film sulla fine dell'umanità dove l'umanità non pare avere alcuna intenzione di salvarsi o farsi salvare.
Nel delirio più o meno controllato allestito da Adam McKay, tra tentativi degli scienziati di convincere la politica a deviare il corso della cometa, calcoli della politica su come sfruttare l'evento in termini di consenso, ironie e sfottò di tv e giornali nei confronti dei ricercatori, guerre ideologiche tra populisti da un lato e antagonisti pro-scienza dall'altro, senza che mai una volta vengano usate le parole "repubblicano" e "democratico" (la parola "fascista" è usata una volta), a contare sono solamente le regole dei media e l'eterno presente di un discorso pubblico in cui la realtà è filtrata dai mezzi di comunicazione: per quanto scioccante e spaventosa, una notizia senza reazioni social non esiste; uno scienziato senza sex appeal non può essere creduto; un evento che non può essere commentato non può essere considerato... E cosa esiste di più definitivo dell'estinzione? Come la commenti sui social la fine del genere umano?
Come già in La grande scommessa (e con i toni grotteschi e stupidi dei due Anchorman), McKay costruisce la sua commedia degli orrori con continui commenti a lato, didascalie e battute, con un montaggio frenetico e ironico che replica l'ipertestualità dei prodotti audiovisivi nell'era di internet. L'effetto è quello di un quadro sociologico che tra uno sberleffo e una presa per i fondelli abbraccia tutta la società (americana) contemporanea e ne ha pressoché per tutti, compresi i due protagonisti interpretati da Jennifer Lawrence e Leonardo Di Caprio.
Le dosi maggiori di satira sono ovviamente per la tv generalista senza scrupoli, per la politica (ma qui è come sparare alla Croce rossa, e la presidente di Meryl Streep è un fin esagerata nell'esibita stupidità alla Trump) e per le società informatiche che pensano di regolare la vita, la morte, il presente e il futuro con gli algoritmi. Nel film il nome di fantasia della solita azienda ipertecnologica che gestisce di tutto, dagli smartphone ai missili spaziali, è Bash, ma dietro ci puoi leggere Apple, Tesla o addirittura la stessa Netflix, così come il guru invasato che la gestisce (interpretato da Mary Rylance in un ruolo che replica quello di Ready Player One) è un incrocio fra Steve Jobs e Elon Musk.
Il rischio di un tale sfogo e sfoggio di rabbia, derisione e voluta demenza è la saturazione: McKay sa esattamente come sbertucciare il modo e il mondo in cui oggi tocca lavorare (e vale per tutti, non solo per Hollywood e compagnia), ma proprio per questo la sua satira colpisce nel mucchio e al massimo elogia lo spirito del singolo individuo che può opporsi all'idiozia di massa (ma è bello che alla fine l'unico senso recuperato sia quello del gusto, con un'ultima cena dal sapore religioso e insieme laico).
Don't Look Up funziona dunque come perfetto specchio dei tempi, delle sue derive e dei suoi controsensi (nel mondo della post-verità "ogni fatto è realmente possibile", come dice lo slogan del film): è altamente probabilmente che fra qualche anno lo considereremo l'opera-simbolo dell'era in streaming. Resta però la sensazione di assistere a un bignami facile facile pensato su misura per l'utente medio di Netflix, meno audace di altri lavori dello stesso regista e in fondo integrato nel sistema che si permette di svergognare.
Ho visto il film e l'ho trovato straordinario, veramente "geniale" perché con il pretesto della stella cometa che sta per impattare la terra non ci troviamo di fronte ad un film catastrofista (tipo inferno di cristallo o altri bei film che fanno emozionare il pubblico lasciandolo con il fiato sospeso) bensì ad una fotografia di come è ridotta oggi la nostra [...] Vai alla recensione »
La dottoranda in astrofisica Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) e il suo docente, il dottor Randall Mindy (Leonardo DiCaprio), fanno una terribile scoperta: entro sei mesi una gigantesca cometa colpirà la Terra, provocando l'estinzione del genere umano. Allarmati riferiscono la notizia alla Casa Bianca, ma vengono snobbati e umiliati dall'Amministrazione americana.