| Titolo originale | The Hunt |
| Anno | 2020 |
| Genere | Azione, Horror, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Craig Zobel |
| Attori | Betty Gilpin, Emma Roberts, Justin Hartley, Ike Barinholtz, Glenn Howerton Amy Madigan, Macon Blair, Teri Wyble, Alexander Babara, Steve Coulter, Wayne Duvall, Sturgill Simpson, J.C. MacKenzie, Reed Birney, Hans Marrero, Juan Gaspard, Jim Klock, Sylvia Grace Crim, Dean J. West, Hilary Swank, Ethan Suplee, Christopher Berry, Kate Nowlin, Vince Pisani, Steve Mokate, Jason Kirkpatrick, Tadasay Young, Hannah Alline, Usman Ally, Walker Babington, Ariel Eliaz, Tirol Palmer, Ned Yousef, Iyad Hajjaj, Mikel Albagdadi, Martin Harris, Yosef Kasnetzkov, Jeff Brockton, Troy Roker. |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,95 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 marzo 2022
Il film dai produttori di Scappa - Get Out e La notte del giudizio. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Critics Choice Super, In Italia al Box Office The Hunt ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,2 mila euro e 463 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dodici sconosciuti si risvegliano improvvisamente in una radura: non sanno dove sono, non sanno come sono arrivati in quel posto, e dopo essersi liberati dalla cinghia che teneva chiusa loro la bocca e aver trovato una cassa piena d'armi devono difendersi dagli spari che provengono dal bosco. Buona parte di loro muore subito, mentre altri, tra cui l'ex soldatessa Crystal, riescono a sopravvivere e si mettono in fuga. Chi sono le persone rapite e trasformate nelle prede di una caccia insensata? E chi sono i cacciatori? C'entra forse il fatto che le vittime siano appartenenti alle classi più povere e meno istruite della società americana, mentre gli autori della mattanza siano liberal bianchi e milionari?
Un survival film figlio del nostro tempo e dal chiaro sottotesto politico, con il popolo immerso in una finzione che non capisce e le élite responsabili di un gioco che non sanno governare.
Negli Stati Uniti, dove dopo un rapido passaggio in sala è stato distribuito in VOD dalla Universal per via della pandemia da covid-19, The Hunt è stato un caso fin dalla realizzazione: l'uscita prevista era inizialmente il settembre 2019, ma le stragi di massa Dayton ed El Paso avevano convinto la distribuzione ad attendere tempi migliori, alimentando così la fama di film controverso. Ora che un altro tipo di emergenza ha colpito il mondo - e di conseguenza il film - l'attualità di The Hunt, con il suo scontro fra popolo ed élite, redneck e repubblicani da una parte e liberal milionari dall'altra, sembra non tanto storia passata e inoffensiva quanto un azzeccato modello di lettura della realtà applicato purtroppo a un contesto superato. Soprattutto oggi - primavera 2020 - che la lotta per la sopravvivenza riguarda tutti e la lotta è contro un nemico invisibile. Certo, si dirà che il pregio maggiore del cinema serie B (anche di questo prodotto dall'ormai immancabile Blumhouse) è da sempre quello di farsi specchio della realtà e ridefinire continuamente la propria possibile lettura: ma nel caso della caccia all'uomo raccontata da The Hunt non c'è nulla di mitico o universale. Il fulcro del film non è affatto la sopravvivenza delle dodici persone coinvolte - lo si intuisce dal piacere con cui la trama fa fuori nei primi minuti i potenziali protagonisti, a cominciare dal personaggio interpretato da Emma Roberts - bensì lo scontro politico e sociale di cui sono parte.
The Hunt è innegabilmente un film parte di un mondo in cui la realtà è scomparsa, sostituita dalle bolle autoreferenziali e dalle zone di comfort garantita dal web e dalle reti sociali. Lo stesso gioco della caccia nasce dai desideri delle vittime più che dalla volontà dei predatori, ed è frutto della pigrizia con cui le persone anonimamente appartenenti al popolo costruiscono un'immagine del mondo a misura del proprio odio; sul fronte opposto, il piacere della gestione del potere è anch'esso parte di questa pigrizia, come soluzione animalesca a problemi complessi e per molti versi irrisolvibili. La lettura politica di The Hunt, facile ed esplicita, è in realtà offerta dal film stesso - soprattutto nel dialogo finale fra le due protagoniste, la guerriera Betty Gilpin e la spietata imprenditrice Hilary Swank - a conferma sia del talento non proprio raffinato di Damon Lindelof, uno dei due sceneggiatori, che tra Lost a The Leftovers a The Watchmen non ci è mai andato troppo per il sottile con le metafore, sia di un problema che riguarda la struttura stessa del film, che in nome di un'idea forte e innegabilmente efficace finisce per sacrificare le parti dichiaratamente horror o spettacolari (teste che esplodono, bulbi oculari estratti a forza, busti umani infilzati, pestaggi vari fino alla resa dei conti finale). La serie B funziona quando lavora sull'astrazione, sugli elementi di base del racconto cinematografico, sui corpi e sulle azioni: The Hunt, invece, resta troppo legato al qui e ora, finendo per risultare suo malgrado tremendamente datato.
Nato per far discutere non è riuscito a sfidare neanche i botteghini facendo altrettanto rumore: è The Hunt che si inserisce in quel filone social horror che in questi anni ha dato grandi esempi come The Purge (con cui ha qualche similitudine) o Get Out. Il film doveva arrivare nelle sale statunitensi il 27 settembre ma la produzione lo ha ritirato, mentre nel nostro Paese sbarca al cinema a ottobre.
Non è mai stato confermato, anzi la Universal lo ha negato, ma sembra che il titolo originale del film fosse Red State vs Blue State con riferimento alla diversa scelta politica degli stati americani. Inoltre in una scena del film il gruppo di cacciatori al centro della storia fa riferimento alle loro prede usando il termine "deplorables". Si tratterebbe di un'allusione a quanto detto durante la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti da Hilary Clinton nel 2016 riferendosi a Donald Trump.
Al netto di queste speculazioni molto americane, il perché di questa censura preventiva che ha riguardato prima il marketing promozionale fino poi all'estrema decisione di togliere il film dal mercato deriva dal tema molto scottante: The Hunt racconta di un gruppo di persone rapite per diventare prede di una spietata caccia all'uomo per puro divertimento e con qualsiasi arma da parte di una perversa organizzazione che raccoglie personaggi ricchissimi. Questa la sintesi del film che davanti alle ultime stragi avvenute in territorio americano - in particolare quella di Daytona e di El Paso - ha creato molte polemiche sull'istigazione alla violenza.
The Hunt, che invece ha un intento satirico nasce come adattamento di un libro del 1924 di Richard Connell, dal titolo "La partita più pericolosa". Scritto da due star della sceneggiatura come Damon Lindelof (Prometheus e Into Darkness - Star Trek, ma anche serie come Lost, The Leftovers e Watchmen) e Nick Cuse, mette in scena dodici sconosciuti scelti per diventare altrettante prede da una ricchissima élite che si trova in una sperduta villa. Tutte le armi sono valide ma una delle vittime non è così indifesa come i cacciatori pensavano tanto da riuscire a ribaltare la situazione.
Il vero valore aggiunto di questo film diretto da Craig Zobel consiste nel cast che mette insieme il due volte premio Oscar Hilary Swank (per Boys don't cry e per Million Dollar Baby) qui in una versione spietatissima, con Betty Gilpin splendida e tostissima protagonista di Glow. Inoltre partecipa a The Hunt Emma Roberts abituata ai temi horror per la sua partecipazione a cinque stagioni della serie antologica American Horror Story e quindi Justin Hartley molto noto per il suo ruolo di Kevin in This is Us.
Dodici sconosciuti che si risvegliano e si ritrovano in un parco senza sapere come siano arrivati là e senza conoscerne la località, diventando d'immediato bersagli mortali di una vera e propria battuta di caccia...all'uomo però. Consiglio di vederlo più come un film piacevole che scorre fra il grottesco, il thriller e qualche battuta ironica dentro una situazione [...] Vai alla recensione »
Jason Plum non sarà Roger Corman, ma certo ha appreso le strategie imprenditoriali del maestro. Come lui non teme di mettere in gioco le sue convinzioni politiche trasformandole in distopici pamphlet. The Hunt, però, è ancora più velenoso del solito. Parafrasando La pericolosa partita di Ernest B. Schoedsack e Irving Piche, aggiunge una nota acida: questa volta è l'elite liberal di senzadio descritta [...] Vai alla recensione »