| Titolo originale | Becoming |
| Anno | 2020 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | USA |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Nadia Hallgren |
| Attori | Barack Obama, Michelle Obama, Phoebe Robinson . |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 3,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 7 maggio 2020
La vita della First Lady Michelle Obama.
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CONSIGLIATO SÌ
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All'uscita della sua autobiografia Michelle Obama si è imbarcata in un tour promozionale che ha toccato 34 città degli Stati Uniti, partecipando a incontri di fronte a platee oceaniche e moderati da personaggi di primo piano - da Oprah Winfrey a Conan O' Brien - ma anche a gruppi di semplici lettrici, studentesse e parrocchiani. La documentarista Nadia Hallgrem l'ha seguita passo passo, dando un resoconto dei discorsi tenuti in pubblico e in privato, dei firmacopie e dei backstage di questo tour epocale che ha segnato lo spartiacque fra la vita costantemente sotto i riflettori dell'ex First Lady e il suo futuro ancora tutto da definire.
Becoming - La mia storia fa parlare Michelle Obama in lunghe interviste personali, ma anche alcuni membri della sua famiglia - la madre, il fratello maggiore, le due figlie - e figure importanti della sua esperienza alla Casa Bianca: la guardia del corpo Carl Ray, la consulente politica Melissa Winter, la fashion stylist Meredith Koop.
Ciascuno degli intervistati mette insieme un pezzo del puzzle che è il percorso di questa ragazza afroamericana cresciuta a Chicago Sud in una famiglia di modeste condizioni ma piena di amore nei confronti della figlia più piccola. Dai racconti e le foto della sua infanzia e adolescenza emerge una prima della classe votata alla perfezione: caratteristica che le sarebbe tornata utile durante gli anni alla Casa Bianca, quando "il livello di perfezione richiesto era altissimo, essendo metà della prima coppia presidenziale di colore". Figlia di una madre esigente "che preferiva mio fratello" e di un padre affetto da una malattia degenerativa che ha reso impermanente la presenza, sorella di un ragazzo carismatico che eccelleva negli studi, Michelle ha sempre dovuto dimostrare di essere all'altezza, anche quando è stata inizialmente rifiutata dall'Università di Princeton perché "inadatta". A Princeton sarebbe seguita Harvard e poi la pratica come avvocato, e infine l'incontro fatale con Barack. "Non ho mai voluto essere solo un'appendice ai suoi sogni" dice Michelle, che descrive il loro matrimonio come basato sulla reciprocità, e non esita a rendere pubblico l'aver affrontato la terapia di coppia per imparare a "essere felice senza aspettarmi che fosse mio marito a rendermi tale".
La principale preoccupazione di Michelle Obama nell'entrare alla Casa Bianca è stata quella di farla sembrare normale alle sue figlie - e oggi ricorda l'ultimo pigiama party tenuto lì la sera prima di lasciarla, con i coniugi Trump che premevano per insediarsi il mattino dopo - e di trasmettere l'idea che fosse la casa di tutti gli americani. Attraverso le tappe del tour la ex First Lady riflette su un'avventura iniziata "come se fossimo stati sparati da un cannone", parla con tutti, anziani e giovanissimi, soprattutto donne, sottolineando "il potere del riunirsi" e celebrando "l'energia positiva della gente". Fra un incontro pubblico e l'altro Nadia Hallgrem inserisce spezzoni di notiziari, immagini ufficiali della coppia presidenziale, riprese inedite, una visita nella casa dove Michelle è cresciuta. Ma soprattutto si concentra sul rapporto che l'ex First Lady ha con le persone e sulla sua resilienza comunicativa attraverso quella "danza emotiva e psicologica" che è stato il tour. E non manca di mettere in rilievo le problematiche connesse al suo essere donna e afroamericana, trasformandole in parole di incoraggiamento e speranza per il pubblico, soprattutto quelle ragazze e ragazzi cui Michelle ripete: "Sono fiera di te", facendoli sentire per un momento al centro della sua attenzione. "Non possiamo aspettare che il mondo cambi per sentirci visibili", ricorda loro: ma continua a credere nel potere del cambiamento, e conserva la speranza che possa avvenire.
Nel 2018, due anni dopo aver lasciato la Casa Bianca, Michelle Obama è a un bivio: «Dovevo ritagliarmi del tempo per riflettere, per capire quello che mi è successo». Da qui l'idea di intraprendere un tour di presentazione del suo libro Becoming: la mia storia (in Italia edito da Garzanti) in 34 città degli Stati Uniti. Se il libro era incentrato su chi siamo davvero e chi vogliamo diventare, il documentari [...] Vai alla recensione »