Assandira

Film 2020 | Drammatico, +13 128 min.

Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata128 minuti
Regia diSalvatore Mereu
AttoriGavino Ledda, Anna König, Marco Zucca, Corrado Giannetti, Samuele Mei .
Uscitamercoledì 9 settembre 2020
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,85 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Salvatore Mereu. Un film con Gavino Ledda, Anna König, Marco Zucca, Corrado Giannetti, Samuele Mei. Genere Drammatico, - Italia, 2020, durata 128 minuti. Uscita cinema mercoledì 9 settembre 2020 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,85 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 7 settembre 2020

Un pastore sardo si imbarca in una nuova impresa ma un incidente rovina ogni cosa. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Assandira ha incassato 60,2 mila euro .

Consigliato sì!
2,85/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,72
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Una storia raccontata con passione, dolore ed energia.
Recensione di Paola Casella
domenica 6 settembre 2020
Recensione di Paola Casella
domenica 6 settembre 2020

Costantino Saru, settantenne, si aggira sotto una pioggia torrenziale attraverso i resti di quella che era la sua proprietà e che il figlio Mario aveva trasformato in un agriturismo, dandogli l'antico nome sardo di Assandira. Mario è morto, e così gli animali: cavalli, pecore, maiali, galline. E un magistrato è venuto ad investigare l'origine del rogo che ha reso Assandira "un niente di nessuno". La storia che precede quel rogo viene ripercorsa a ritroso, a partire da quando Mario e la sua compagna tedesca tornano dalla Germania, dove il figlio di Costantino aveva cercato lavoro. I due convincono Costantino a trasformare la sua proprietà in un "villaggio antichità" che mostri ai turisti stranieri l'antico stile di vita dei pastori sardi, che la nuora tedesca rilegge come "molto pittoresco". Ed è l'inizio della profanazione di una terra già abbondantemente sfruttata e derisa dal turismo del "continente".

Salvatore Mereu ha messo sangue, passione, dolore ed energia in questa storia di un uomo vissuto secondo i canoni di una tradizione atavica che gli è sempre stata ostile ma della quale conserva il rispetto.

Quello che per Costantino è vita, anche nella sua accezione più crudele, per sua nuora, i turisti curiosi e persino suo figlio diventa invece un gioco: ma "non si può fare gioco una cosa che è seria". Il regista-sceneggiatore cerca "il filo nascosto che collega le cose", o meglio il bandolo di quella matassa perversa che in Sardegna si attorciglia da anni strangolando i suoi abitanti. Purtroppo però il risultato filmico è altrettanto intorcinato e ridondante, e complica oltremodo una storia che aveva la sua cifra distintiva nella scena iniziale: dura, pura, e dritta al punto.

Invece la narrazione di Assandira affastella episodi di degrado che rendono a tratti macchiettistico sia l'interesse "antropologico" e voyeurista dei turisti che le reazioni dei sardi arretrati e disposti a svendere la propria cultura. L'effetto finale è confuso, come se Mereu avesse avuto bisogno di un maggior tempo di post produzione e di più chiare scelte narrative, e al contempo eccessivamente didascalico, impedendo allo spettatore di "fare di questa storia l'uso che vuole": un concetto negativo, quando si parla delle distorsioni contemporanee dello "storytelling", ma positivo se si applica ad un film che ha bisogno di sfumature e ambiguità.

Al centro c'è la figura granitica di Gavino Ledda, lo scrittore di Padre padrone, che porta con sè anche cinematograficamente il vissuto di quella storia. Al suo Costantino "è stato imparato a guardare sempre avanti, come i muli", e non riesce a fermare lo scempio che gli si costruisce intorno. "Per tutta la vita mi hanno detto di non lasciarmi andare al desiderio", dice, e quando il desiderio arriva in qualche misura ci cade dentro, contro il suo istinto naturale al rifiuto, e "impara la parte", pagando amaramente le conseguenze del suo "non capire, e poi accettare senza capire".

A dialoghi bellissimi come quelli appena citati, che fanno leva sulla fonte letteraria del film - il romanzo Assandira di Giulio Angioni - e alla bellissima fotografia di Sandro Chessa non corrisponde però una narrazione coesa, e il "fuoco dentro" che certamente anima Mereu rischia di apparire più fatuo che purificatore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 14 settembre 2020
Bruno Venturi

Assandira è un film molto importante, e a s’andira è una modalità del canto a tenore sardo. Nella fusione di questa modalità in un’unica parola potrebbe esserci già il senso di tutto il film di Salvatore Mereu -e del romanzo omonimo (2004) di Giulio Angioni che a questo film ha dato forma.   Non è facile parlare di quest’opera senza [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 17 settembre 2020
Giovanna Branca
Il Manifesto

Sotto un cielo livido di pioggia si stagliano le rovine di quello che era stato un agriturismo, Assandira, consumato da un incendio e distrutto come le vite di decine di animali i cui cadaveri vengono portati via dai vigili del fuoco. Ma c' è anche il corpo senza vita di un uomo, Mario, il figlio del pastore Costantino Sa ru (Gavino Ledda), che si aggira senza sosta fra le macerie, trafitto dalla morte [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 7 settembre 2020
 

Regia di Salvatore Mereu. Un film con Gavino Ledda, Anna König, Marco Zucca, Corrado Giannetti, Samuele Mei. Da mercoledì 9 settembre al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
domenica 6 settembre 2020
Paola Casella

Un pastore sardo, all'età di 70anni si imbarca in una nuova impresa. Fuori concorso a Venezia 77 e dal 9 settembre al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
giovedì 27 agosto 2020
 

Un pastore sardo si imbarca in una nuova impresa ma un incidente rovina ogni cosa. Vai all'articolo »

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