| Titolo originale | Come as you are |
| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Richard Wong |
| Attori | Grant Rosenmeyer, Hayden Szeto, Ravi Patel, Gabourey Sidibe, Janeane Garofalo C.S. Lee, Jennifer Jelsema, Martha Kuwahara, Delaney Feener, Asta Philpot, Jorge Alfaro, Daisye Tutor, J. Salome Martinez, Kari Perdue, Michael Waller. |
| Uscita | giovedì 28 luglio 2022 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | 102 Distribution |
| MYmonetro | 3,22 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 luglio 2022
Un film che affronta con umorismo un tema sociale di stretta attualità: le difficoltà che le persone con disabilità devono affrontare per vivere la propria sessualità. In Italia al Box Office Vieni come sei ha incassato 5,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Scotty, Matt e Mo sono tre giovani americani affetti da disabilità differenti. In modo causale scoprono che a Montreal esiste una fondazione che consente ai diversamente abili di avere la loro prima esperienza sessuale con prostitute appositamente preparate. I tre, pur con caratteri differenti, hanno in comune il fatto di avere dei genitori decisamente molto protettivi che impedirebbero loro il viaggio se ne conoscessero la meta. Decidono quindi di organizzarsi in segreto chiedendo di essere trasportati su un pulmino da un servizio che prevede la presenza di infermiere pilota. Il viaggio permetterà loro di conoscersi meglio e di far cadere più di una barriera.
Da una storia vera e da un film che vi si era ispirato nasce ora un remake che ha lo spirito giusto per divertire e far riflettere.
Alle origini di tutto c'è Asta Philpot, un produttore cinematografico affetto da artogriposi che si era fatto paladino dei diritti dei diversamente abili, ivi compreso quello alla pratica della sessualità. Nel 2007 nel documentario BBC For One Night Only aveva narrato della sua esperienza in Spagna in un'istituzione ad hoc. Era seguito nel 2011 il film Hasta la vista.
A distanza di circa 10 anni giunge questo film che ha il pregio di riportare al centro dello schermo l'argomento (anche se per ora solo dal versante maschile). Lo fa con attori e non con veri disabili e questo potrebbe aprire l'annoso contenzioso. C'è chi, se vede un film interpretato da disabili veri parla di sfruttamento della loro condizione a fini commerciali e c'è chi vede nella presenza di attori uno snaturamento della realtà. In questo caso le performance interpretative sono tutte all'altezza e restituiscono a chi non conosce queste vite una molteplicità di sfaccettature.
C'è innanzitutto il rapporto con la disabilità da parte di chi la vive con tutte le tensioni ma anche gli abbandoni che questa condizione comporta. C'è poi, descritta con precisione, la difficoltà che spesso i familiari hanno nell'accettare che il figlio sia cresciuto e che le sue richieste ed esigenze siano mutate. L'istinto di protezione si cela sotto il pur sincero amore, spesso creando i problemi più che risolverli. In questo on the road verso l'effettiva liberazione sessuale scopriamo che cinematograficamente più che la meta conta il viaggio.
Non ci si debbono aspettare scene erotiche da voyeuristi su un tema come questo. La regia fa bene a riservare all'arrivo a destinazione lo spazio che gli compete e nulla di più. Quello che è importante è trattare un tema, troppo spesso evitato, con tono leggero, sfiorando un po' la retorica ma senza farsene asservire e, soprattutto, delineando con il cesello tre psicologie. Magari facendosi anche un po' aiutare dal rap.
Un ragazzo bloccato sulla sedia a rotelle (e in fin di vita), un paraplegico e un non vedente: Matt, Scotty e Mo sono tre ragazzi con disabilità che amano la vita, i locali e le donne, ma sono ancora vergini. Decidono così di scappare dalle loro famiglie iper-protettive per raggiungere un luogo di piacere specializzato che si rivolge proprio a persone diversamente abili.