| Titolo originale | Thanks for Vaselina |
| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Gabriele Di Luca |
| Attori | Antonio Folletto, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Francesca Turrini, Maria Chiara Augenti Giusi Merli, Claudio Bigagli, Luca Zingaretti. |
| Uscita | venerdì 4 ottobre 2019 |
| Distribuzione | Eliseo Cinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,04 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 ottobre 2019
dall'omonimo spettacolo teatrale di Gabriele Di Luca, la storia di Fil e Charlie. In Italia al Box Office Thanks! ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 6 mila euro e 3,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Fil e Charlie, coltivatori amatoriali di marijuana, sognano di trasferirsi in Centro America dove avviare una piantagione di erba, e magari anche un piccolo coffee shop, sui terreni di un amico. Ma i primi tentativi di contrabbandare all'estero i semi della loro magnifica marijuana falliscono: solo quando alla loro porta si presenta Wanda, una ragazza problematica disposta a fare da corriere della droga, il piano dei due sembra diventare realtà. Ma a complicare le cose ci si mette la famiglia di Fil, molto disfunzionale e molto poco famiglia, improvvisamente interessata agli affari e alla vita del figlio.
Portare il teatro al cinema, specialmente nel caso in cui si cerchi di adattare una commedia di successo, è una tentazione fortissima. Ma l'operazione è rischiosa. E non è detto che a dirigerla sul set, perché il progetto riesca, debbano essere le stesse mani che l'hanno condotta sul palco. Anzi.
Thanks!, prodotto dalla Casanova di Barbareschi, nel passaggio dal teatro classico al teatro di posa - con la direzione dello stesso regista, Gabriele Di Luca - finisce per smarrire, a forza di volerla conservare, la propria dissacrante identità originale. Perde, e certo non per volontà degli autori, una parte del titolo originale (Thanks for Vaselina), censurato a favore di un pubblico che si vorrebbe troppo "educato" per digerire l'allusione.
Un taglio che non muta la sostanza dell'opera, ma ne annuncia il problema centrale: per portare il teatro al cinema bisogna essere disposti al compromesso formale. Il che non significa snaturare il testo di partenza: fa anzi benissimo Di Luca a mantenerne la base nera, a conservarne i dialoghi tesi e taglienti, ad alimentare l'urticante naturalezza con cui i suoi personaggi affrontano praticamente tutti i tabù della società contemporanea - le dipendenze, il sesso e l'handicap, l'erotismo nella terza età, la malattia mentale, il corpo delle donne, la famiglia disfunzionale.
Un tipo di umorismo molto raro nel cinema italiano, spericolatamente avverso a qualsiasi tipo di correttezza politica, che in Thanks! può contare sul talento di un gruppo di attori affiatati (la maggior parte del cast, fatta eccezione per Antonio Folletto e Luca Zingaretti, era nella pièce originale) capaci di reggere credibilmente un copione a tratti persino crudele.
Attori eccellenti - menzione speciale a Beatrice Schiros e Francesca Turrini, entrambe "scoperte" al cinema da Paolo Virzì, che meriterebbero di apparire più spesso sul grande schermo - che tuttavia soffrono, insieme allo spettatore, la mancanza di una regia altrettanto coraggiosa, capace di amplificare il testo e rilanciarne con forza la natura anarco-pop alla base del suo successo.
Laddove le regole di unità del teatro servivano da volano per un copione orgogliosamente irregolare, il film procede invece a rilento, con una partenza stanca e un terzo atto affrettato, senza idee visive che ne giustifichino il passaggio al cinema. Più impegnato a conservare l'integrità del progetto che a ideare un dispositivo nuovo per raccontarlo, Di Luca (che a teatro recitava nel ruolo di Fil) confeziona un esordio interessante ma non per tutti - un film che richiede più pazienza del previsto, nonostante le ottime premesse.
Un bel film, personalmente l'ho apprezzato e lo consiglierò. Si differenzia dai "soliti" film per una buona dose di cinismo, per un finale diverso e una recitazione teatrale, mi si passi il termine.
Inizia con dedica «ai familiari delle vittime e alle vittime dei familiari», per proseguire con «l'avete agghindata come una puttana quella cagnetta» e «froci e cinesi stanno conquistando il mondo». Thanks! chiarisce presto il tenore della sua ironia e lo scopo dell'operazione. L'idea è di portare in Italia quel che non c'è: una scarica di turpiloquio e di politicamente scorretto che eccede anziché [...] Vai alla recensione »