Dov'è il mio corpo?

Film 2019 | Animazione 81 min.

Regia di Jérémy Clapin. Un film Da vedere 2019 con Victoire Du Bois, Patrick d'Assumçao, Hakim Faris, Alfonso Arfi, Hichem Mesbah. Cast completo Titolo originale: J'ai perdu mon corps. Titolo internazionale: I Lost My Body. Genere Animazione - Francia, 2019, durata 81 minuti. Uscita cinema lunedì 16 dicembre 2019 - MYmonetro 3,43 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 5 dicembre 2019

Una mano corre alla ricerca del suo corpo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura agli European Film Awards, 3 candidature e vinto un premio ai Cesar, 3 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award,

Consigliato sì!
3,43/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,83
PUBBLICO 2,97
CONSIGLIATO SÌ
Opera densa che tocca temi di incredibile profondità.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 19 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 19 maggio 2019

A Parigi, la mano recisa di un giovane uomo evade da un laboratorio di dissezione anatomica decisa a ritrovare il corpo a cui appartiene. Il viaggio sarà funambolico e impervio ma sostenuto dalla presenza persistente di Naoufel, con cui la mano è cresciuta e a cui ripensa costantemente risalendo il tempo fino alla sua infanzia felice. Un'infanzia bruscamente interrotta da un incidente che lo ha reso orfano e lo ha affidato a un anaffettivo parente prossimo. La mano avanza lungo la strada e dentro il tempo fino a incontrare Naoufel e Gabrielle, una cliente a cui il ragazzo consegna la pizza e il cuore. Perché suo malgrado Naoufel è un corriere, impiegato in una misera pizzeria da cui vorrebbe fuggire per esistere. Ad accarezzarne il sonno e a favorirne il destino sarà la sua mano, ostinata nella ricerca e nel 'legame'.

C'è qualcosa di perturbante e 'scapigliato' nel racconto di Jérémy Clapin, illustratore francese indipendente che conferma il suo talento passando al lungometraggio. In una Parigi lugubre e piovosa, infestata da piccioni e topi, disegna la storia di una mano che ha perduto il suo corpo, una storia organica che rivisita in chiave estetizzante il materiale anatomico.

Parallelamente, l'intrigo rintraccia la storia del corpo agognato con emozione sensoriale, emergendo dal bianco e nero dei flashback i ricordi di un passato assimilato in profondità, nei tessuti, lungo i nervi che rispondono a un richiamo e la trascinano dove tutto è cominciato. Dove 'lei' e Naoufel si sono bruscamente separati. Alternando gioia e malinconia, temporalità e registri, animazione 3D e disegni in 2D, I lost my body è un movimento convulsivo, lo stiramento nervoso di una mano per mettersi a posto, per rimettersi al suo posto. Jérémy Clapin traccia una promenade fisica che incrocia il destino di due orfani sui tetti di Parigi, una mano e un corpo separati da un trauma.

Trasposizione in immagini del romanzo di Guillaume Laurant ("Happy Hand"), I lost my body è una storia a due voci, quella della mano in prima persona e quella del 'corpo' che vediamo crescere, soffrire, innamorarsi. Il film si concentra sull'essenza della percezione umana, affondando il racconto in quella 'patologia misteriosa' che alimenta da sempre il dibattito scientifico e quello dell'immaginario collettivo.

Ma Clapin va più in là, volgendo la teoria dell''arto fantasma' in 'memoria dell'arto', perchè è la mano destra del protagonista a conservare una 'body image'. È lo sguardo della mano a guidare lo spettatore e a costituire una modalità di accesso al mondo che non si riduce per lei a una semplice acquisizione di informazioni.

La mano perduta di Naoufel è consapevole, concepisce gli stimoli e applica nei loro confronti la propria viva e struggente intenzionalità. È stata una mano che ha accarezzato e nel contempo ha sentito la carezza. L'immaginazione grafica del regista e la finzione mentale della mano compensano la mancanza del corpo, avanzando verso l'interezza primaria e dentro un mondo conquistato nella fatica e nell'incertezza. I lost my body è un'opera densa che tocca temi di incredibile profondità, immergendoli abilmente nel mondo, nel linguaggio della filosofia e della letteratura.

Scapigliato come un racconto di Igino Ugo Tarchetti ("Storia di una gamba"), il film raccorda con l'animazione notturna e orrorifica, organicistica e lirica, il racconto della memoria sensoriale e la ricerca di ciò che ci ha lasciato. Come lo spettatore, la mano segue le tracce audio ed emozionali dentro un décor urbano e ordinario, ripercorrendo la scia fatale che l'ha tranciata.
Il suo dolore, mobile e tattile, le sue tribolazioni, deve vedersela da sola contro cani, rovesci e cadute, rivelano indizi per una comprensione più profonda degli uomini, forzando il senso comune e costringendoci a cercare a fondo, nei bassifondi e dietro a porte ostinatamente chiuse. A cercare dove non avremmo mai immaginato per trovare anche il fantasma di una risposta. Una risposta appesa all'orlo di un abisso mentale. Perché Naoufel è a un passo dal rinunciare a vivere quando il destino lo prende 'per mano' per condurlo dove tutto (ri)comincia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 18 febbraio 2021
Dandy

Un cartoon di animazione tradizionale,che sceglie un'idea tanto bizzarra quanto azzeccata e a suo modo toccante per parlare di temi come solitudine,dolore del passato,difficoltà nei rapporti quotidiani e la forza di volontà per andare avanti.La narrazione in parallelo alterna le dolenti vicende del protagonista a quelle dalla mano in balia della metropoli sviluppando la storia in [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 8 aprile 2020
Stefano Tevini
Nocturno

Trasmesso in Italia da Netflix, Dov'è il mio corpo? è un'opera costruita intorno a un'immagine tanto semplice quanto potente: una mano, senza il resto del corpo attaccato, che si lancia in una corsa precipitosa, dopo aver (ri)preso coscienza in seguito a un incidente in un ospedale. La mano cerca la persona a cui era attaccata in origine, un ragazzo di origini arabe la cui vicenda seguiamo in un lungo [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 30 settembre 2019
 

Regia di Jérémy Clapin. Un film con Victoire Du Bois, Patrick d'Assumçao, Hakim Faris. Dal 29 novembre su Netflix. Guarda il trailer »

winner
miglior film d'anim.
Cesar
2020
winner
miglior film d'anim.
Lumiere Awards
2020
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