| Titolo originale | BrightBurn |
| Anno | 2019 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | David Yarovesky |
| Attori | Elizabeth Banks, David Denman, Jackson A. Dunn, Matt Jones, Meredith Hagner Jennifer Holland, Gregory Alan Williams, Steve Agee, Becky Wahlstrom, Emmie Hunter, Christian Finlayson, Elizabeth Becka, Terence Rosemore, Stephen Blackehart, Mike Dunston, Abraham Clinkscales, Annie Humphrey, Michael Rooker. |
| Uscita | giovedì 23 maggio 2019 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,73 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 6 giugno 2019
Un horror prodotto da James Gunn che racconta la storia di un ragazzino dotato di poteri molto pericolosi. In Italia al Box Office L'Angelo del Male - Brightburn ha incassato 438 mila euro .
L'Angelo del Male - Brightburn è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Brightburn, Kansas. Tori e Kyle Breyer sono una coppia che cerca invano di avere un figlio, pur dedicandosi al tentativo con impegno e convinzione. Una notte, qualcosa precipita nei pressi della loro fattoria. Detto fatto, i Breyer hanno un figlio, al quale danno il nome di Brandon. Anni dopo, Brandon ha dodici anni ed è un bambino introverso e particolare. A scuola è bravo, ma non proprio popolare tra i compagni. Inoltre, Brandon sembra attirato da qualcosa che si trova nel sotterraneo di una rimessa della fattoria di famiglia. Ma sembra anche avere una forza insospettata, di cui lui stesso si sorprende per primo. Tori comincia a preoccuparsi e cerca supporto psicologico per Brandon. In realtà, le cose sono molto più complesse: Brandon prende coscienza dei suoi super poteri e di non essere per niente normale. Comincia perciò ad agire come un super eroe, ma da ciò conseguono problemi seri per tutti.
Il film è una sorta di romanzo di formazione in cui ciò che si forma è qualcosa di terribile, di totalmente estraneo al concetto di umano. La progressione degli eventi è curata con attenzione e credibilità.
Da un lato la presa di coscienza di Brandon delle proprie super capacità e dall'altro lo sconcerto e le preoccupazioni dei genitori che devono confrontarsi con qualcosa di insospettato e terribile. Anche il legame tra Brandon e la propria natura aliena, rappresentata da ciò che è nascosto nella rimessa, è un aspetto interessante che richiama suggestioni lovecraftiane di indubbio fascino. L'idea di prendere le classiche origini del più classico dei super eroi e utilizzarle per una revisione radicale della prospettiva è brillante. Anche il fatto che Brandon, quando si rende conto della propria natura, prenda a indossare, all'occorrenza, una sorta di rudimentale costume da super eroe rende bene l'idea del gioco sviluppato dal film sull'identità e sulla vera natura di ciò che un super eroe davvero è o può essere, soprattutto in relazione a chi super eroe invece non è. A questo proposito, il film evita la facile scorciatoia della vendetta, della rivalsa o del male quale prodotto delle distorsioni della società: Brandon è stato accudito con amore dalla famiglia e l'atteggiamento non sempre amichevole dei compagni di scuola, che peraltro resta su toni molto lievi, è più una reazione al suo comportamento che un motivo per il suo cambiamento di attitudine. In sostanza, il film si rivela una riflessione per certi versi acuta - soprattutto di questi tempi, anche cinematografici - sul superomismo e sulle storture che il concetto stesso può generare. Certo, è una riflessione che resta un po' in superficie e avrebbe meritato di essere maggiormente approfondita, ma anche così, pur se sbrigativa, resta abbastanza valida.
Il crescendo drammatico, con il passaggio dalla incredulità alla consapevolezza, è convincente e il film genera una consistente tensione. Forse manca il guizzo dell'imprevedibilità, tutto scorre lungo il solco dell'ineluttabilità, ma scorre bene e con buon ritmo. David Yarovesky dirige con competenza e capacità sfruttando al meglio le occasioni della storia per creare un'atmosfera sinistra che suscita sincera inquietudine. La famiglia Gunn - con Brian e Mark alla sceneggiatura e James (Guardiani della galassia) alla produzione - sembra comunque essere il collante maggiormente creativo dell'operazione. In un cast di buona resa espressiva, emerge in modo evidente l'apporto decisivo dell'interpretazione di Jackson A. Dunn, che dà di Brandon un ritratto realistico e terrificante, da quieto Anticristo di origini sconosciute.
Che cosa succederebbe se il neonato alieno che precipita sulla Terra e viene adottato da una coppia che lo raccoglie al momento dell'atterraggio di fortuna fosse sì dotato di poteri particolari, ma non fosse votato al bene, bensì al male? Lo spunto di partenza di L'angelo del male - Brightburn è curioso e interessante, traducendosi in un ribaltamento del classico inizio di Superman. E se si vuole andare ancora più a fondo in un richiamo quasi lovecraftiano, laddove il maestro di Providence immaginava gli dei quali entità sovrannaturali e potenti, ma dedite al male o, piuttosto, con scopi così imperscrutabili e al di sopra delle nostre possibilità di comprensione che l'umanità non era da loro considerata in alcun modo quale meritevole di compassione.
La coppia di sceneggiatori composta da Brian Gunn e dal cugino Mark Gunn elabora in modo articolato una sorta di rilettura alla rovescia delle origini di Superman.
Un neonato proveniente da chissà dove precipita sulla Terra. Tori Breyer e il marito Kyle - coppia che non riesce ad avere figli - raccolgono il piccolo e di fatto lo adottano crescendolo con amore, come se fosse loro figlio. Ma Brandon, il nuovo "figlio", nel crescere si rende conto di non essere come gli altri. Se ne rendono conto anche i suoi compagni a scuola, bullizzandolo per questo, in quanto diverso. Ma la consapevolezza e la scoperta di sé, del vero sé, porta Brandon anche a rendersi conto di avere poteri inauditi. Solo che questa scoperta, invece di essere l'inizio di una brillante carriera rivolta al bene dell'umanità, è l'inizio di un terribile incubo per tutti.
Alla regia è stato chiamato David Yarovesky, giovane regista il cui esordio nel lungometraggio qualche anno fa, con l'horror The Hive, aveva lasciato intravedere buone qualità nella messa in scena, pur in un contesto non del tutto convincente e a tratti un po' derivativo (protagonista con amnesia, come ormai accaduto parecchie altre volte anche nel campo dell'horror). Da notare che in The Hive, uno degli attori protagonisti è Sean Gunn, che dello sceneggiatore Brian Gunn è fratello. Il fratello più famoso è però James Gunn, sceneggiatore e regista della serie Guardiani della galassia, che di Brightburn è il produttore. Tanto per restare in famiglia.
Ma la figura di James Gunn merita un breve approfondimento perché, benché ora abbia avuto successo con tutt'altro genere di film, i suoi inizi sono stati proprio in ambito horror, in quella fucina di film strani e bizzarri che è (e soprattutto è stata) la Troma. Il suo esordio come sceneggiatore si è avuto infatti con lo stranissimo horror demenziale Tromeo & Juliet, rilettura à la Troma del classico shakespeariano. E Gunn è anche l'autore, assieme a Lloyd Kaufman (uno dei boss della Troma), dell'imperdibile libro "All I Need to Know About Filmmaking I Learned from the Toxic Avenger", che è stato alla base di un altro classico della Troma, il metacinematografico Terror Firmer. In più, anni dopo la conclusione del suo periodo Troma, Gunn ha scritto la sceneggiatura per L'alba dei morti viventi, apprezzabile remake del classico romeriano Zombi. Insomma, il pedigree horror non gli manca e l'inventiva nemmeno perciò averlo come produttore di questo film è già una garanzia.
Nel ruolo dei genitori che hanno avuto molto più di quanto avevano sperato di ottenere, ma non nel verso giusto, ci sono Elizabeth Banks e David Denman. La Banks molti la ricorderanno per il suo ruolo nella serie di Hunger Games, ma gli amanti dell'horror la ricorderanno invece per la buona prova in The Uninvited, discreto remake americano diretto dai Guard Brothers di un notevolissimo classico coreano, Two Sisters. David Denman, attore dalla solida carriera anche se spesso in ruoli di secondo piano, ha già lavorato con Elizabeth Banks nel recente Power Rangers. Ma la parte del leone spetta naturalmente a Jackson A. Dunn nel ruolo di Brendon, il figlio speciale: già dai trailer si può vedere quanto sia in grado di generare inquietudine.
"Brightburn"(2019, David Yarovesky)esprime lo spirito del tempo, abbastanza vago, indistinto, ma comunque carico di minacce inventate o reali. C'è sempre il superdotato cattivo, chi ne sa di più che è un perturbatore che rompe le scatole e fa anche di peggio, c'è sempre la minaccia che non si sa bene dove e come si sostanzi, c'è sempre(cpmuqne)chi [...] Vai alla recensione »
«Mamma, chi sono io?». Sembra fragile, ma ti sbrana. Per l'incredibile "ma che spettacolo" e per il terrificante "ma che divertente" al cinema funzionano in genere due opzioni: il paranormale e l'extraterrestre. Se i poteri super ce li ha un bambino carino e spietato, timido e sanguinario, devoto al Male, innocenza presunta e meraviglia horror fanno matrimonio combinato.