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Ultimo aggiornamento venerdì 13 dicembre 2019
La complicata vita di una ragazza. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, ha ottenuto 3 candidature a Cesar, ha ottenuto 3 candidature a Lumiere Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, ha ottenuto 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai NSFC Awards, In Italia al Box Office Atlantique ha incassato 532 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Alla periferia di Dakar, gli operai di un cantiere, senza stipendio da quattro mesi, decidono di prendere la via del mare, alla volta della Spagna e di un futuro migliore. Tra di loro c’è Souleiman, l’innamorato della giovane Ada, promessa ad un altro. Qualche giorno dopo la partenza notturna dei ragazzi, la festa di nozze di Ada e Omar viene rovinata da un incendio, nella casa nuova dei due sposi, appiccato da un disturbatore sconosciuto. Intanto, una misteriosa febbre ha contagiato le ragazze del quartiere e il nuovo commissario che si occupa del caso dell’incendio. E qualcuno dice di aver visto tornare Souleiman…
Mati Diop, parigina di origine senegalese, racconta la sua Africa con i toni della storia d’amore giovanile, venata di tragedia e di fantastico.
La buona notizia è che il suo è un approccio personale: nel portare in scena un ritorno dei morti viventi non sembra interessarle né il citazionismo cinefilo né la frequentazione del genere. Quello a cui la Diop lega i suoi sonnanbuli posseduti è un tipo di animismo tradizionale, che sconfina nella superstizione, e che in Africa è ancora fortemente radicato nelle credenze popolari, nonostante l’islamismo e il cristianesimo vi siano stati calati sopra come coperte, ma coperte dai grandi buchi. In particolare, c’è una fluidità di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che al mondo occidentale è ormai sconosciuta, relegata a materiale da fiaba gotica, e il film di Mati Diop s’inserisce perciò perfettamente all’incrocio dei due mondi.
La notizia meno buona è che Atlantique è anche un film che trasuda una semplicità di concetto che, pur non essendo un limite in sé, qui si apparenta all’ingenuità, di racconto e di regia, e esce, in qualche modo, anche nel ritratto dei giovani senegalesi come morti in vita, spacciati se restano, spacciati se scappano. Il palazzo futuristico che troneggia nel mezzo dei cantieri locali, abbandonati a metà costruzione, così come lo specchio che inquadra il poliziotto in camera di Souleiman, anticipando il suo divenirne doppio e tramite, sono vertici e allo stesso sintomi di un cinema ancora legato letteralmente a ciò che intende dire, ancora alle soglie di un processo di raffinazione necessario.
Al suo primo lungometraggio, Mati Diop si mostra perciò come una cineasta promettente, capace di suggestioni e interpretazioni originali su temi che intrecciano identità e contemporaneità, qui all’inizio del suo percorso, come Ada al termine della sua notte d’amore.
Ho letto vari commenti perplessi, soprattutto su siti italiani, ma mi pare che anche quelli francofonii-vivo da diversi anni in Belgio- non sempre siano più indulgenti. Comprendo le perplessità sulla menzione a Cannes, tantopiù che quell'anno era in concorso anche "C'era una volta"... di Tarantino- si c'era anche "Dolore e gGoria " di [...] Vai alla recensione »
In un cantiere alla periferia di Dakar alcuni giovani muratori, stanchi di non ricevere lo stipendo, decidono di prendere il mare per raggiungere l'Europa, dove non arriveranno mai. Uno di loro, Suleiman, era innamorato di Ada, condannata dalla famiglia a un matrimonio combinato. Le nozze di Ada sono funestate da incidenti inspiegabili: uno strano incendio, donne che sembrano possedute, spiriti dei [...] Vai alla recensione »