Cocaine - La Vera Storia di White Boy Rick

Un film di Yann Demange. Con Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, Brian Tyree Henry.
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Titolo originale White Boy Rick. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. - USA 2018. - Warner Bros Italia uscita giovedý 7 marzo 2019. MYMONETRO Cocaine - La Vera Storia di White Boy Rick * * * - - valutazione media: 3,28 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

DETROIT ANNI OTTANTA Valutazione 3 stelle su cinque

di vanessa zarastro


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domenica 10 marzo 2019

Siamo a Detroit a metà degli anni ’80, periodo in cuii coniugi Reagan avevano lanciato la guerra alla droga. Nella periferia-ghetto della città degradata ancora sopravvivono alcune fabbriche, ma ormai si vive una fase post-industriale che ha trasformato le forme di rapporto tra classi sociali passando da un settore secondario (l’industria appunto) a un settore di servizi. Di conseguenza anche i luoghi urbani subiscono un cambiamento e mostrano desolazione e abbandono.
La storia, ricostruzione di un fatto vero, narra quattro anni di vita di Richard Wershe jr., che a 14 anni diventa il più giovane informatore della FBI, infiltrandosi in gang afroamericane di narcotrafficanti, poi scaricato a 17 e diventato in prima persona un trafficante di cocaina. Manovrato dal Bureau in quei primi anni di War on Drugs, fu condannato all’ergastolo (pena eccessiva per quel crimine) e poi messo in libertà vigilata dopo trent’anni di prigione. La storia di Rick è analoga a quella di Barry Seal o di Jordan Belfort, tutti collaboratori del FBI che ci rimetteranno in prima persona e di cui il cinema siè già occupato (“Barry Seal – Una storia americana” di Doug Liman del 2017 e “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese del 2013).
A cavallo tra legalità e crimine Richard Wershe senior - un piccolo trafficante d’armi con il desiderio di aprire una videoteca tutta sua - vive con i figli Rick e Dawn e i vecchi genitori nella casa di fronte. Abbandonato dalla moglie anni prima e con la figlia tossicomane che scapperà di casa anche lei, Richard si arrabatta a costruire (illegalmente) silenziatori per fucili che compra e vende (legalmente) a basso prezzo. Nelle fiere e nei quartieri degradati di Detroit ha il suo mercato e riesce a essere tollerato sia dai trafficanti di droga sia dai poliziotti, ragion per cui rimane a vivere ancora lì. Rick non ha voglia di andare a scuola, ogni tanto dà una mano al padre, e vive nel quartiere insieme a tanti altri ragazzini che crescono sul confine tra illegalità sistematica e l’American dream reaganiano.
Il film può essere considerato un noir metropolitano girato con la macchina da presa che si muove incessanteente, dove quello che realmente accade è marginale rispetto alla descrizione dell’ambiente, ai rapporti interpersonali dei personaggi e alle loro emozioni, spesso discordi. Il regista Yann Demange, in questo film, evidenzia la contiguità tra spacciatori, polizia e FBI in cui è difficile comprendere chi siano i buoni chi i cattivi. «Si respira un’atmosfera claustrofobica, di persone imprigionate nei propri vizi, di esistenze spezzate già nell’adolescenza. Detroit calibro 9. Aprire la porta e beccarsi una pallottola, sapendo che l’Ispettore Callaghan è un mito da grande schermo, e non combatte per te» scrive Gian Luca Pisacane in cinematografo.it.
Richard Wershe senior, il vero cuore della storia, per essere uno che vive in una situazione di marginalità si esprime inspiegabilmente bene, anche attraverso l’uso di metafore colte - ad esempio: “ho trovato il vello d’oro”. È interpretato magistralmente da Matthew McConaughey che, abbandonato da anni il ruolo di bellone sex symbol, si è specializzato in ruoli sempre più impegnativi e acclamati dalla critica – la sua interpretazione di Ron Woodroof  in “Dallas Buyers Club” di Jean Marc Vallée gli è valsa l’Oscar nel 2014 – mentre per il ruolo del figlio Rick è stato scelto l’esordiente Richie Merrit, non particolarmente ricco di espressioni.
I protagonisti del film, in fondo, sono descritti come vittime di un sistema sociale. Ma il vero protagonista del film è il contesto urbano, dove è stato molto importante il ruolo svolto dalle industrie automobilistiche a metà del secolo scorso: Ford Motor Company, Dodge Brothers, Chrysler Corporation. Molte sono le viste della città che il regista offre agli spettatori con una accurata fotografia. Ma vediamo insieme qualche dato su Detroit, la città in Michigan sul fiume omonimo, nella regione dei grandi laghi al confine con il Canada. Fin dalla seconda guerra mondiale, il trasferimento di operai, prevalentemente neri, verso questa città per lavorare nelle industrie belliche, farà sì che molti bianchi man mano lasceranno la città verso la fine degli anni ’60. Nell'arco di dieci anni molti edifici nella zona sud-est, infatti, vengono abbandonati rimangono per anni in stato di degrado. Basti pensare che oggi la città di Detroit ha quasi 700.000 abitanti, meno della metà che aveva negli anni ’50. Inoltre nel 1973 viene eletto Coleman Young, il primo sindaco nero in assoluto, che restò per cinque mandati dal 1974 al 1994. Infatti, ciò che è particolare in “Cocaine – La vera storia di White Boy Rick”,a differenza dei film recenti ambientati in epoche precedenti, è la convivenza “alla pari” tra bianchi e neri. Rick ama e viene sedotto da ragazze nere, Richard diventa il nonno di una bimba mulatta, poliziotti e delinquenti sono entrambi misti. Solo uno dei drug dealers, parlando con Rick, afferma che le pene giudiziarie sono diverse a seconda del colore della pelle.
Così Gabriele Niola sintetizza in Bad taste.it : «Cocaine è una ricostruzione di un fatto vero che si basa più sulle maschere e i personaggi che sulla situazione e l’interazione. La storia di una famiglia mediamente derelitta che si rivolge regolarmente al crimine di piccola taglia con l’aspirazione di sfondare nello spaccio, non vale tanto per quel che accadrà ma per come reagiranno questi personaggi estremi, duri e presentati come imprevedibili». 

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