| Titolo originale | Quién te cantará |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna, Francia |
| Regia di | Carlos Vermut |
| Attori | Najwa Nimri, Natalia de Molina, Inma Cuevas, Eva Llorach, Carme Elias Vicenta N'Dongo, Julian Villagran, Ignacio Mateos, Carolina Yuste, Catalina Sopelana, Lorena Iglesias, José Chaves, Per-Olov Kindgren, Leticia Dolera, Misho Amoli, PlayCacao. |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,06 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 aprile 2019
Una popolare cantante decide di tornare sul palcoscenico dopo tanti anni di isolamento. Ma ha un incidente e perde la memoria. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Goya,
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CONSIGLIATO SÌ
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Lila Cassen è stata negli anni Novanta è stata al top dell'hit parade spagnola. È però poi scomparsa dalle scene per dieci anni senza dare spiegazioni. Nel momento in cui sta per avere luogo la sua rentée ha un malore che le provoca la perdita della memoria. Per aiutarla a tornare ciò che era la sua manager, che le è stata costantemente vicina, individua in una cantante di karaoke, che conosce tutto il suo repertorio, la giusta trainer.
Carlos Vermut dirige un quartetto di attrici di alto livello nel suo film più diretto al grande pubblico.
Il tema del doppio è stato trattato dal cinema in una infinita molteplicità di aspetti tanto che sembrerebbe impossibile tornare ad affrontarlo. Vermut lo fa grazie a una sceneggiatura in cui lo analizza sotto una specie ancora diversa. La sua star non è come la Margo Channing di Eva contro Eva che si vede soffiare il posto da un'apparentemente adorante Eva Harrington. Qui Lila Cassel ha davvero bisogno di qualcuno che l'aiuti a ritrovarsi e il soggetto di questo percorso finisce con l'essere Violeta che è sempre stata una sua fan e che ora in qualche misura la imita in un locale di karaoke. Ecco che allora che il gioco degli specchi si fa da subito più complesso: Lila deve imparare ad imitare la sua imitatrice se vuole tornare a calcare le scene. Ma lo vuole veramente? Sicuramente è ciò che desidera chi le è stato a fianco negli anni bui, la manager e amica Blanca la quale però non è mai riuscita a creare una breccia nel muro di silenzio con cui Lila ha circondato la propria scelta di rinunciare a cantare dopo la morte della madre.
Vermut avrebbe potuto decidere di lasciarsi attrarre dal versante opposto a quello citato sopra e cioè la fagocitazione da parte della star di colei che sui suoi successi passati ha costruito la propria piccola carriera. Il regista e sceneggiatore decide di seguire un percorso diverso in cui innesta la tematica del rapporto madre figlia. Da un lato quello, misterioso e già citato, di Lila con la genitrice e dall'altro quello di Violeta con la figlia Marta che inizialmente può apparire come un po' pretestuoso ma che, con lo scorrere dei minuti, acquisisce una sua precisa motivazione. Le prestazioni delle quattro attrici protagoniste (e in particolare quella di Eva Llorach vincitrice di numerosi riconoscimenti nel ruolo di Violeta) garantiscono al film il giusto livello di tensione e di qualità, unitamente alla fotografia di Eduard Grau (A Single Man, Suite francese) che sa come gestire lo spazio a favore della riuscita delle interpreti.
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