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Ultimo aggiornamento mercoledì 16 dicembre 2020
Una donna, appena uscita di prigione e con due figli a carico, sogna di diventare una stella della musica country. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, Al Box Office Usa A proposito di Rose ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 1,6 milioni di dollari e 56,2 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Glasgow. Rose-Lynn Harlan è una giovane donna che esce dal carcere dopo avervi scontato un anno di detenzione. Ha l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico e un sogno da sempre coltivato: poter andare a Nashville, sua patria d'elezione, dato che si sente ed è una cantante country (non western però come tiene sempre a precisare). Rose però non solo non ha il denaro per raggiungere la città del Tennessee ma anche due bambini (un maschio e una femmina) che hanno bisogno di una madre.
Glasgow (Ken Loach ce lo ha insegnato) è una città che ha il mood giusto per ambientarvi storie di esseri umani desiderosi di riscatto e, al contempo, frenati da oggettive difficoltà causate dal loro status socioeconomico.
Tom Harper (L'angelo della morte) ha trovato nella sceneggiatura di Nicole Taylor i giusti elementi per delineare un personaggio tanto complesso quanto dotato di nuances che ne scavano la contraddittoria ma vitale psicologia. Per fare ciò però ci voleva un'attrice in grado di comprenderne le motivazioni. Non poteva scegliere un'interprete migliore di Jessie Buckley, cantante e attrice irlandese qualificatasi al secondo posto nel talent show della BBC "I'd Do Anything" nel 2008.
Jessie e Rose sono due identità fuse sin dalle prime inquadrature in cui assistiamo l'uscita dal carcere: in entrambe convivono la voglia di vivere e di esprimersi con il canto e il senso di colpa nei confronti di ciò che dovrebbero sacrificare per realizzare le proprie aspirazioni.
In questo film (in cui con mancano canzoni originali e cover sin da quando suona al campanello del suo boyfriend cantando "Walkin'After Midnight" di Patsy Cline) il tema di fondo è la responsabilità. Viene sviluppato attraverso il confronto tra tre madri: quella di Rose che si è occupata dei nipoti di 8 e 5 anni mentre la figlia era in prigione; Rose stessa che fatica a riacquistare l'amore dei figli anche perché incapace di mantenere le promesse che fa loro e quella di Susannah, la cinquantenne benestante presso cui lavora come colf, che non sa nulla del suo passato e vive in un mondo dorato. Il quesito non secondario che domina tutto il film è: quando si sono messi al mondo dei figli in che misura la responsabilità verso se stessi e le proprie aspirazioni può essere coltivata senza ledere il loro diritto a crescere serenamente? Il finale darà una risposta che non a tutti potrà piacere ma che invita comunque ad una riflessione.
Produzione inglese presentata a diversi festival già nel 2018 - il più importante tra quelli a cui ha preso parte è quello di Toronto -, A proposito di Rose è un film drammatico con inserti musicali che racconta la storia di un'aspirante cantante country scozzese. Scritto da Nicole Taylor e diretto da Tom Harper, già regista de L'angelo della morte, è stato molto apprezzato dai critici di tutto il mondo.
La storia: Rose-Lynn Harlan è una mamma single scozzese, con due figli, appena uscita di prigione dopo dodici mesi di carcere per tentato spaccio di droga. Da sempre il suo sogno è fare la cantante country ma la madre, Marion, la incoraggia a lasciare da parte il suo sogno musicale per concentrarsi invece sulla crescita dei suoi due figli, magari cercando un lavoro più sicuro e stabile. Rose la asseconda e trova lavoro come donna delle pulizie a casa di Susannah, una facoltosa donna che abita non lontano da casa Harlan. Proprio lei scopre il talento di Rose e la incoraggia a perseguire i suoi sogni fino a offrirle l'occasione di esibirsi di fronte a un pubblico e organizzare una raccolta fondi per finanziare il suo viaggio a Nashville, capitale americana del country. Da qui parte la rincorsa di Rose al suo metaforico 'treno per Nashville' tra la fedina penale sporca, l'ostruzionismo della madre e la necessità di badare ai propri figli...
Nicole Taylor è una scrittrice incredibile, quel che amo più di lei è che non ha paura di entrare dentro la realtà, non ha paura di mostrare le donne in tutti i loro colori e la complessità degli esseri umani. Lei è la migliore.
Jessie Buckley
Il cast del film è formato da attori non famosissimi ma piuttosto attivi nel campo delle serie tv: per esempio, Jessie Buckley, che veste i panni della protagonista Rose-Lynn Harlan, è apparsa di recente in Chernobyl. Accanto a lei troviamo anche Jamie Sives e Craig Parkinson. Julie Walters, che ha il ruolo di Marion, e Sophie Okonedo, che interpreta Susannah, sono le uniche attrici con un curriculum cinematografico piuttosto nutrito (la Walters è la mamma Weasley della saga di Harry Potter, per esempio).
Pellicola di grande spessore, emotivamente coinvolgente e tecnicamente ben eseguito, Wild Rose è un racconto agrodolce, che esattamente come la vita di tutti i giorni e delle persone comuni che dall'anonimato cercano di salire alla ribalta del successo, è caratterizzato dagli alti e bassi, dal dolore, dalla gioia, dalla leggerezza e dalle tensioni famigliari.
"Ain't no place home" canta sul finale la voce potente e fragilissima di Rose, che nella sua ascesa, caduta e di nuovo ascesa e di nuovo caduta ha avuto molto da imparare (e da insegnare). E se in fondo la felicità sembrava lontana, dall'altro lato dell'oceano, la vera morale della favola altro non è che il senechiano concetto "Animum debes mutare, non caelum", il cambiamento risiede dentro il personaggio [...] Vai alla recensione »