| Titolo originale | God's Own Country |
| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Francis Lee |
| Attori | Josh O'Connor, Alec Secareanu, Gemma Jones, Ian Hart, Liam Thomas, Melanie Kilburn Moey Hassan, Naveed Choudhry, Sarah White, Patsy Ferran, John McCrea, Alexander Suvandjiev, Stefan Dermendjiev, Harry Lister Smith. |
| Uscita | giovedì 24 maggio 2018 |
| Tag | Da vedere 2017 |
| Distribuzione | Fil Rouge Media |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,03 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 maggio 2018
L'arrivo di un giovane migrante nella fattoria di Johnny porterà il ragazzo a guardare la vita con nuovi occhi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, In Italia al Box Office La Terra di Dio ha incassato 77,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Johnny Saxby lavora dalla mattina alla sera nella fattoria di suo padre, colpito da un ictus. Solo e sfiancato nelle nebbie dello Yorkshire, reagisce alla frustrazione del quotidiano stordendosi di birra e di rapporti sessuali occasionali nel villaggio locale. Impossibilitato dalla malattia, il padre decide di affiancargli Georghe, un lavoratore stagionale rumeno della sua età. Pieno di valori positivi, il ragazzo rimette in piedi la fattoria e insegna a Johnny l'amore e la tenerezza. Una relazione intensa nasce tra i due uomini che cambia per sempre la vita di Johnny.
Opera prima di Francis Lee, premiato al Sundance per la regia, La terra di Dio racconta la ruvida educazione sentimentale di un giovane agricoltore che non ha mai imparato a sorridere.
Si farebbe perciò un torto al film riducendolo ai Segreti di Brokeback Mountain perché l'omosessualità dei due protagonisti, senza essere aneddotica o secondaria, non è al centro del racconto che accompagna la crescita psicologica e sentimentale del suo protagonista.
Nessuna tensione omofobica esplicita o implicita contribuisce a creare una tensione drammatica.
L'ambiente in cui Johnny vive non è ostile alla sua vita sessuale (clandestina certo): suo padre, invalido e irascibile, gli muove molti rimproveri ma nessuno riguarda la sua vita privata, sua nonna piange apprendendo la verità ma non lo dissuade dal suo sentimento e la comunità mostra il proprio disappunto soprattutto per le sue cattive maniere e per la sua costante ubriachezza. Il merito di Lee è quello di cercare un'altra via, quella del (melo)dramma rurale e dell'osservazione delle tradizioni. La narrazione sarebbe stata insomma identica con un romance eterosessuale.
La terra di Dio, girato in una vera fattoria, è una splendida cronaca bucolica che fa eco al recente Petit Paysan di Hubert Charuel, realizzato con altrettanto rigore e precisione documentaria. Il paesaggio arido e freddo del West Yorkshire contribuisce alla bella riuscita del film, che alterna i primi piani ai campi lunghi, dove i corpi degli uomini, piegati sulla terra, sono chiamati a soffrire. Come Johnny che non ha scelta. Sua nonna e suo padre contano su di lui per risollevare i muri, riparare le staccionate, accudire il gregge, impedire che gli agnelli muoiano. Non ha tempo da perdere Johnny e nemmeno quello di amare. Almeno fino al giorno in cui alla fattoria arriva Georghe, volgendo una cronaca sessuale in melodramma romantico.
Eludendo l'idillio omosessuale e fuggendo i suoi cliché, La terra di Dio preferisce la riconciliazione e il romanticismo trattenuto, affondato in un terreno roccioso, simbolo di tutte le difficoltà, e un décor dove soltanto il belato delle pecore interrompe la monotonia e il torpore del paesaggio. Francis Lee, originario della stessa regione geografica e sentimentale del suo personaggio, rivela a ogni quadro il (suo) vissuto rurale. Le erranze affettive di Johnny sono le sue, autobiografiche, intime.
br/>Sono le emozioni di un ragazzo di campagna privato dell'amore e della tolleranza perché in quell'angolo di mondo la terra del titolo ha la precedenza su tutto, il tempo è consacrato alla sopravvivenza degli animali mai a se stessi. A questa constatazione terribile, punto di orgoglio di una solitudine arcaica, il regista oppone l'amore, l'insorgere di un amore quasi irreale in quella no man's land di mucche e steppe, venti e maree. Un gesto cinematografico rimasto senza eredi dal Maurice di James Ivory, un ritratto lirico che giura che la felicità esiste. Il volto di Josh O'Connor (Johnny) s'illumina letteralmente a misura del suo arrendersi all'amore. Johnny si fa bello come un'avvenire divenuto possibile.
“La Terra di Dio” del regista Francis Lee racconta la storia di un giovane il quale vive, dedicandosi alla cura del bestiame e dei campi, nella propria fattoria insieme alla nonna ed al padre infermo. Il suddetto ragazzo è molto scontroso di carattere e non ha un bel rapporto affettivo con il genitore e la nonna: da entrambi viene continuamente rimproverato ed egli a sua volta, [...] Vai alla recensione »
Nella campagna dello Yorkshire il giovane agricoltore Johnny vive un'esistenza sorda e sacrificata, che lo ha abituato a mettere tra parentesi le emozioni. L'unico svago è abbrutirsi, la sera, al pub. All'arrivo di Gheorghe, lavorante romeno, la sua percezione del mondo comincia a cambiare. Debuttante nel lungometraggio, il britannico Francis Lec ha scelto la campagna della sua infanzia per narrare [...] Vai alla recensione »