La macchinazione

Film 2016 | Noir, +13 100 min.

Regia di David Grieco. Un film Da vedere 2016 con Massimo Ranieri, Libero de Rienzo, Roberto Citran, Milena Vukotic, Matteo Taranto. Cast completo Titolo internazionale: The Ploy. Genere Noir, - Italia, 2016, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 marzo 2016 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,18 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 novembre 2017

Gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini e il suo rapporto con il giovane ragazzo di vita Pino Pelosi. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office La macchinazione ha incassato 83,7 mila euro .

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Un Massimo Ranieri al top dell'immedesimazione in un lavoro che coniuga uno stile ben riconoscibile a una contestualizzazione filologicamente accurata.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 22 marzo 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 22 marzo 2016

Estate 1975. Pier Paolo Pasolini sta montando quello che sarà il suo ultimo film Salò o le 120 giornate di Sodoma. Sta anche lavorando alla stesura del romanzo "Petrolio" con cui porta alla luce gli oscuri intrecci tra potere politico e potere economico in Italia. Da alcuni mesi ha avviato una relazione con Pino Pelosi, un giovane borgataro romano che ha rapporti con la criminalità cittadina. Una notte degli amici di Pelosi rubano il negativo del film e chiedono inizialmente una cifra molto consistente per restituirlo. Si tratta però di un tentativo per attirare lo scrittore in una trappola mortale.
David Grieco riapre la discussioni e, soprattutto, le riflessioni sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Era necessaria una buona dose di coraggio e di determinazione per affrontare nuovamente un tema che le inchieste a carattere documentaristico e il cinema di finzione hanno già ampiamente trattato. Ma Grieco ha dalla sua due forti motivazioni la prima (e decisamente più importante) quella di essere stato vicino allo scrittore sia come attore che come assistente e soprattutto amico. La seconda quella di aver rifiutato la proposta di collaborare alla sceneggiatura del Pasolini di Abel Ferrara quando ha capito che il regista puntava più al versante sessuale degli ultimi giorni di vita dello scrittore che non alla ricerca della verità sulla sua morte. Questo è invece ciò che interessa al regista che, grazie alla collaborazione con il professor Guido Bulla che nel film ha anche il ruolo di segretario di una sezione del MSI, ha scritto una sceneggiatura rigorosa così come rigoroso è il film che ne è conseguito.
Il cinema italiano sembrava aver progressivamente perso, nel corso dei decenni, l'interesse a proporre ricostruzioni di fatti importanti come questo prestando attenzione al contempo alla contestualizzazione filologicamente accurata e a uno stile ben riconoscibile. Pareva quasi che in materia (fatte le dovute eccezioni) dovesse essere la televisione, con il linguaggio che le è proprio, ad occuparsene. Grieco ha una tesi e la espone in modo consequenziale: Pasolini dava fastidio a quelli che all'epoca ancora non venivano definiti come 'poteri forti' ma che di fatto lo erano. Pelosi, che non era il soggetto di un rapporto occasionale ma che invece frequentava da tempo lo scrittore, è stato solo uno dei responsabili della sua uccisione e non 'il' responsabile. Questa rimessa in discussione del 'caso' non avrebbe però avuto la forza che invece gli va riconosciuta se davanti alla macchina da presa non ci fosse stato un Massimo Ranieri al top dell'immedesimazione, sia fisica che caratteriale, con il personaggio. Ranieri è capace di far scomparire l'attore nello scrittore e nell'uomo Pasolini tanto da far ricordare, sul piano della prestazione, il Gian Maria Volonté de Il caso Moro.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 marzo 2016
enrico omodeo sale

Com'è intollerabile essere tollerati. Pasolini intervistato da un giornalista francese cita Cocteau e l'aforisma racchiude il pensiero dell'ultimo periodo dell'autore, incurante del consenso, della tolleranza, perfino della morte. È un'estate, quella del 75, di ossessione per lo scrittore di Casarsa: per Cefis e il suo controllo tentacolare sul potere in Italia; per il Pelosi e le borgate, che stanno [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Solo chi ti ama ti tradisce!"
Una frase di Pier Paolo Pasolini (Massimo Ranieri)
dal film La macchinazione
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Pasolini, si ricomincia. Dopo i molti volumi e non pochi film dedicati a uno dei misteri più misteriosi d'Italia, David Grieco, giornalista, regista, a lungo amico e anche aiuto di Pasolini, riapre il caso con una controinchiesta basata non solo su ipotesi ma sull'attento collegamento di tracce sapientemente occultate in 40 anni di versioni ufficiali.

NEWS
VIDEO
lunedì 7 marzo 2016
 

Nell'estate del 1975, Pier Paolo Pasolini sta montando il suo film più aspro e controverso, Salò o le 120 Giornate di Sodoma. Quando, la notte del 26 agosto, viene sottratto dagli stabilimenti della Technicolor il negativo di Salò, scatta una trappola [...]

TRAILER
mercoledì 10 febbraio 2016
 

Nell'estate del 1975, Pier Paolo Pasolini è impegnato al montaggio di uno dei suoi film più discussi, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e nella stesura del romanzo "Petrolio", un atto di accusa contro il potere politico ed economico dell'epoca.

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