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Ultimo aggiornamento venerdì 29 maggio 2015
L'attrice Elizabeth Banks alla regia del secondo capitolo dedicato al gruppo delle Barden Bellas. In Italia al Box Office Pitch Perfect 2 ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 644 mila euro e 290 mila euro nel primo weekend.
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Le Bellas si stanno esibendo niente meno che al Lincoln Center di New York, alla presenza del Presidente Obama e della moglie, quando uno strappo nel costume di scena di Ciccia Amy, nel punto in cui non dovrebbe strapparsi, muta radicalmente i connotati dello spettacolo in corso ed estromette per sempre le Bellas dalla competizione scolastica di canto a cappella. Una decisione esagerata e impossibile da digerire, cui si sommano altri problemi per il gruppo, non ultima la latitanza di Beca, che ha intrapreso uno stage in uno studio di registrazione. La possibilità di partecipare agli internazionali di Copenaghen e dimostrare a tutti "who run the world" è l'ultimo rischio che le Bellas decidono di correre prima di lasciare il posto alle nuove matricole.
Elizabeth Banks prende in mano le redini del sequel, presidiando la postazione radiofonica che funge da voce narrante - e godibilmente dissacrante - delle (dis)avventure canterine, e allo stesso tempo passando alla regia. È un debutto con personalità, sebbene la sostanza narrativa, in questo capitolo così come nel precedente, sia sempre estremamente esile. Eppure, c'è una bravura possibile anche nel dosare il carico di un supporto esile, proprio perché il minimo errore, in eccesso o in difetto, risalterebbe più del solito, e qui questa bravura è raggiunta e assicurata. Spinti radicalmente in secondo piano i fidanzati e la guerra fra i sessi, a sfilare sulla ribalta di Pitch Perfect 2 sono i rapporti tra le ragazze, nessuna esclusa, e la gestione della sfida creativa che riguarda in prima persona la "prima inter pares", Anna Kendrick, e si risolve, in maniera prevedibile ma comunque ben tratteggiata, con la complicità della new entry del gruppo, Hailee Steinfeld.
La chiave del successo di questo capitolo due si deve senza alcun dubbio alla scelta di calcare la mano anziché limitarsi a replicare i toni e le gag del primo. Il discorso di carattere sessuale si fa più esplicito, piacevolmente senza malizia, così come esce allo scoperto la furia razzista, misogina e bigotta di John (John Michael Higgins), ma è nella caratterizzazione pesantemente stereotipata degli avversari sul campo, i tedeschi Das Sound Machine, che il film mette la propria firma. Certo, non tutte le battute si situano alla stessa altezza, ma i generi di umorismo in gioco sono tanti e diversificati, perciò chi ha voglia di divertirsi troverà sicuramente il modo di farlo.
l ho visto 2 volte e mi ha proprio divertito bella musica e belle battute era da greese che non mi divertivo tanto con un film musicale non vedo l ora che esca il dvd
Il numero due induce sempre al sospetto di vedersi rifilare le rimasticature del capitolo uno, ma Pitch Perfect 2, nonostante lo spunto narrativo sia ancor più evanescente, ha dalla sua un agile ritmo di commedia e un copione su misura (sempre di Kay Cannon) per le deliziose interpreti, che stavolta sono le vere protagoniste. L'apertura di nuovo si basa su una situazione imbarazzante per le Barden [...] Vai alla recensione »