Leoni

Film 2015 | Commedia +13 90 min.

Anno2015
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diPietro Parolin
AttoriNeri Marcorè, Piera Degli Esposti, Stefano Pesce, Anna Dalton, Antonio Pennarella Cristina D'Alberto, Paolo Bessegato, Pierpaolo Spollon, Michele De Marchi, Alex Cendron.
Uscitagiovedì 5 febbraio 2015
DistribuzioneBolero Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,61 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pietro Parolin. Un film con Neri Marcorè, Piera Degli Esposti, Stefano Pesce, Anna Dalton, Antonio Pennarella. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2015, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 5 febbraio 2015 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,61 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una commedia in cui le vicende dei personaggi, assieme alla loro psicologia, spiccheranno sugli eventi.

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Consigliato nì!
2,61/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO 2,83
CONSIGLIATO NÌ
Un film che omaggia la grande commedia all'italiana senza limitarsi ad imitarla.
Recensione di Paola Casella
domenica 1 febbraio 2015
Recensione di Paola Casella
domenica 1 febbraio 2015

Gualtiero Cecchin è il figlio di un imprenditore trevigiano che si è fatto da solo e di una grandama influente che ha imparato il segreto del potere, in una piccola città, ovvero conoscere i segreti di tutti. Peccato che Gualtiero non abbia ereditato il gene imprenditoriale del padre e abbia sperperato la fortuna di famiglia, ritrovandosi a dover fare ciò che non avrebbe mai immaginato: trovarsi un lavoro. Ma le idee da un milione di dollari (o così lui le crede) non gli mancano, e la più promettente (così pare a lui) è quella di fabbricare "il primo crocifisso realizzato interamente in plastica riciclata" per riprodurlo in migliaia di esemplari, pronti per la vendita sui mercatini locali. Ma non avendo capitali di base deve rifornirsi di materia prima (o seconda, nel suo caso) da un faccendiere napoletano in odor di camorra.
Attorno a Gualtiero, come un avvoltoio, si aggira Alessio Leopardi, suo cognato, un frustrato rancoroso che odia il fratello della propria moglie Elisa, insegnante di liceo cresciuta come la bella di casa da proteggere dal mondo. Alessio, che di mestiere fa il poliziotto, cerca il modo di incastrare Gualtiero e privarlo della porzione di eredità - una splendida villa nei dintorni di Treviso - che gli spetta di diritto. Leoni avvia molte linee narrative, che comprendono anche una femme fatale e un triangolo sadomaso, andando a sfrugugliare fra i segreti della provincia del nordest, un tempo prosperosa e ora costretta a confrontarsi con la crisi economica. Il regista e sceneggiatore (con Mario Cristiani e Andrea Fazzini) Pietro Parolin, alla sua opera prima (prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia, di per sé un marchio di qualità), scava nella realtà che conosce, e sfruguglia a sua volta il passato cinematografico italiano, a cominciare da quel Signore e signori che è l'evidente pietra di paragone (anche perché ambientato a Treviso), in termini di satira del (mal)costume provinciale. Ma nel rapporto fra Gualtiero e la madre c'è anche qualcosa di quello fra Elvira Almiraghi e il "cretinetti" de Il vedovo, anche se per fortuna l'interpretazione di Neri Marcorè si guarda bene dal prestarsi al confronto diretto con quella di Alberto Sordi (come fece, ahimé, Fabio De Luigi nel recente remake de Il vedovo), e per questo trova la sua chiave: placida, ironica, lievemente sbullonata. I tempi dilatati della recitazione di Marcoré danno il ritmo a tutta la narrazione (cui contribuisce al montaggio Davide Vizzini), imbevuto di quella pigrizia scocciata della quale la provincia italiana (e non solo) si fa un vanto, e caratterizzato da quell'enunciazione strascicata da assunzione (costante) di Valpolicella.
Con umiltà, ma anche con una buona padronanza del racconto e dell'immagine, che si staglia nitida in alta definizione grazie alla fotografia di Luca Coassin, Parolin ricrea un piccolo mondo antico aggiornandolo all'oggi, ad esempio con l'inserimento di una venditrice cinese che parla perfettamente il trevigiano ma finge di non saperne una parola, o l'utilizzo narrativo dei cellulari e dei social media, la dimensione etica e commerciale del riciclo, l'ipocrisia imprenditoriale secondo cui "il made in Italy non si tocca", i "compro oro" che "sono dappertutto", la disoccupazione giovanile, le banche che fanno prestiti solo a chi non ne ha bisogno. Questa provincia ancora dominata da industrie a conduzione famigliare (ma a "turni feroci"), ancora popolata da avvocati, medici, prelati oggi costretti ad arrabattarsi come tutti, è credibile grazie a comportamenti riconoscibili e dialoghi efficaci, e grazie alle interpretazioni autoironiche del cast, fra cui spicca Stefano Pesce nel ruolo di Alessio, e giganteggia la leonessa Piera degli Esposti nei panni della madre di Gualtiero (ma anche Cristina d'Alberto e Antonio Pennarella dimostrano che c'è vita cinematografica dopo Un posto al sole). L'unico rimprovero è che questi "leoni feriti" mancano della ferocia monicelliana, della cattiveria che Germi sapeva raccontare così bene. Ma forse sono i tempi ad aver smussato il mordente, al cinema come nella vita.
Leoni omaggia la grande commedia all'italiana senza limitarsi ad imitarla, scegliendo di non "aspettare che qualcuno ti risolva la vita", come ha sempre fatto Gualtiero, ma al contrario rimboccarsi le maniche e cimentarsi con il tessuto produttivo logoro del nostro cinema, per attingere alle poche risorse culturali ancora vive, ancora disposte a rischiare su un esordiente. Alla fine, il messaggio è incoraggiante: ciò che si può fare si deve fare, e ognuno deve cercare la propria strada. Parolin ha appena trovato la sua.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 13 febbraio 2015
Lisa Cenci

Sono andata a vedere questo film spinta dalla curiosità e, se devo essere sincera, anche da un certo scetticismo. Pensavo fosse la solita commedia-frittata condita di stereotipi, soprattutto considerando le critiche che questo film ha ricevuto. Me ne sono uscita invece con un bel sorriso stampato in faccia perché mi sono veramente divertita e da quanto ho potuto vedere, non ero l'unica.

giovedì 12 febbraio 2015
Spakkatutto

Che il Cinema Veneto avesse bisogno di "aria pura" era risaputo, che tutto questo arrivasse da una singola pellicola era semplicemente inaspettato. Leoni è una commedia fresca, esilarante, ironica ed autoronica, estremamente piacevole e frizzante, tutt'altro che superficiale ed indegna. Indegno semmai è l'atteggiamento politicizzato di chi cerca (leggessi commento soprastante) di screditare un'opera [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 febbraio 2015
MarcelloSarpi

Finalmente una commedia che strizza l'occhio al vecchio genere italiano, pur avendo manifeste caratteristiche di attualità e modernità. Il sottile equlibrio tra realtà e metanarrazione la rende credibile e mai banale, grazie anche ad una sceneggiatura a mio parere solida ed efficace. Il ritmo è dinamico e calzante, la colonna sonora praticamente perfetta e assai adatta [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 febbraio 2015
no_data

Mi stupisco di come un film di questo tipo possa essere passato nelle sale, un vero insulto allo spettatore che, pagati 7€ di biglietto, è costretto a vedere un'opera tanto brutta. Ancora più vergognoso pensare come un film del genere abbia potuto ricevere 700 000 € di finanziamento dalla Regione Veneto. Passi che sia stata una pellicola d'esordio, ma fa riflettere davvero tanto la difficoltà che si [...] Vai alla recensione »

domenica 2 agosto 2015
masmassi

Se in qualche modosi riescono a superare i dialoghi ridicoli ed inverosimili fra i personaggi, non si possono superare i luoghi comuni ridicoli ed imbarazzanti razzisti, omofobi e sessisti che si susseguono in una serie talmente indegna ed incredibile da non credere. Marcoré vergogna, come hai potuto scendere così in basso?

lunedì 20 marzo 2017
Alice Axia

BELLO 

mercoledì 19 agosto 2015
Liuk

.. E senza lode. Nulla piú. si puó vedere senza aspettarsi troppo.

Frasi
"Io vengo da una famiglia influente, sa cosa vuol dire? Che sappiamo cose..."
Una frase di Elisa Cecchin (Anna Dalton)
dal film Leoni - a cura di Sara
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Francesco Alò
Il Messaggero

«La vita è una gabbia di leoni e io sono il miglior domatore sulla piazza». Parola di Gualtiero Cecchin (Neri Marcorè), rampollo di un' imprenditoria veneta così in crisi da affidarsi ai simboli religiosi. Gualtiero investirà tutto su uno stock di crocifissi reallzzati con materiali di riciclo. L'idea è una bomba, nel senso che le croci esplodono a contatto con l'acqua.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Rampollo di una nobildonna e di un imprenditore trevigiano, Gualtiero Cecchin ha ereditato l'arroganza materna ma neppure un grammo del talento di papà. Per smentirlo, s'inventa un affare: crocefissi in materiale riciclato da produrre e smerciare a centinaia di migliaia. Commette però la leggerezza di chiedere aiuto a un camorrista immigrato ("grossa imprenditoria del Sud") e di trascurare le cospirazioni [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Ecco un buon esempio di commedia all'italiana più classica. Marcorè è Gualtiero Cecchin, rampollo di una dinastia veneta in declino, comandata dal letto della sua villa da mamma Piera Degli Esposti. Per sopravvivere alla crisi, si mette a produrre crocefissi di plastica riciclata. Che si riveleranno esplosivi, nel vero senso della parola. Piacevole ritratto di provincia, a volte un po' ingenuo, girato [...] Vai alla recensione »

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