| Titolo originale | The Hangover Part III |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Todd Phillips |
| Attori | Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Ken Jeong, Heather Graham Justin Bartha, John Goodman, Mike Tyson, Mike Epps, Sasha Barrese, Melissa McCarthy, Jeffrey Tambor, Gillian Vigman, Danielle Burgio, Sondra Currie, Damion Poitier, Lela Loren, Jonny Coyne, Danny Le Boyer, Scott Anthony Leet, Peter Chao, Patty Chong, Lewis Tan, Gladis Giada, Deuandra T. Brown, Rob Mars, Oscar Torre, Matthew Condie, Alan D. Purwin, Dave Weasel, Michael Monteiro, Kevin Deon, B.J. Parker, Harrison Forsyth, Aaron F. Randell, Cameron Zandkarimi, Candy Nickens, Cory Norton, Amy Alyssa. |
| Uscita | giovedì 30 maggio 2013 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,44 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 30 settembre 2013
Alan, Stu, Phil e Doug questa volta non se la vedranno con matrimoni e addii al celibato, ma saranno al centro di nuove avventure, in un viaggio on the road. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office Una notte da leoni 3 ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 12,5 milioni di euro e 6,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Quando la follia infantilistica di Alan arriva a provocare incidenti irrimediabili, i suoi amici si dicono pronti ad accompagnarlo in una struttura che possa essergli di aiuto, su richiesta della madre e della sorella. Peccato che il viaggio in auto venga interrotto da un nuovo sequestro di Doug (bianco), ad opera del gangster Marshall e del suo scagnozzo Doug nero. Per riavere il loro amico, Phil, Stu e Alan dovranno consegnargli il solito, indemoniato, Mr. Chow, fuggito dalla prigione di Bankok e responsabile del furto dei miliardi rubati di Marshall.
Terzo ed ultimo capitolo di una serie che non avrebbe mai pensato di andare oltre il primo, Una notte da leoni 3 ritorna intelligentemente sulle tracce del capostipite, non solo perché gli imprevisti del viaggio riportano i nostri eroi in quel di Las Vegas, dove tutto era cominciato, ma perché le risate che strappano tornano a farsi sonore e inevitabili, come e quasi più di allora. E questo accade nonostante le evidenti debolezze della sceneggiatura, il suo far riferimento continuo al passato fuori scena e addirittura ricorso a riassunti verbosi ed estranianti come quello affidato a John Goodman.
Come questo possa accadere è presto detto: il film si appoggia completamente sul potere comico di Zach Galifianakis, al centro della vicenda da cima a fondo, al suo duettare prima con una giraffa, poi con una sua simile di sesso femminile, e a più riprese con Ken Jeong (per esempio nelle esilaranti lettere che i due amici di penna si scrivono da un continente all'altro), e Galifianakis regge l'onere e assolve al compito senza inciampi. Il film è talmente incentrato sul personaggio di Alan (l'unico di cui si racconta una trasformazione) che, se non esistessero i precedenti, si faticherebbe persino a dare una personalità a Phil e a Stu, per non parlare proprio di Doug, comicamente destinato a servire da eterno McGuffin.
Il regista Todd Phillips movimenta la scena ricorrendo, come mai prima, a sequenze di azione piuttosto spettacolari: da quella di apertura, ambientata in Thailandia (e che resta la migliore), a quelle su strada e infine nel vuoto, dall'alto del Caesar's palace. Ma non sono loro la linfa vitale del film. È senza dubbio alcuno la gara di demenza tra Alan e Chow -il volto angelico e quello diabolico della stessa medaglia- a dettare il ritmo del divertimento e a meritare al film il successo assicurato in partenza.
Questo capitolo conclusivo di una saga fresca e nuova, ha inizio dove finisce il secondo film, cioè dall'evasione di Mr. Chow (Ken Jeong) dalla prigione di massima sicurezza di Bangkok. Intanto, Alan (Zach Galifianakis) ne combina una delle sue ed il padre muore per lo shock. Finalmente i suoi amici si decidono ad aiutarlo rinchiudendolo in una clinica psichiatrica, ma durante il viaggio, vengono rapiti [...] Vai alla recensione »
Non c'è dubbio che la saga di Una notte da leoni sia stata uno dei maggiori fenomeni cinematografici di questi ultimi 15 anni. Prodotta senza grosse aspettative, la commedia originale ha conquistato 467 milioni di dollari nel mondo, un risultato confermato dal secondo episodio, che se ne è portati a casa 586, di cui ben 332 dai mercati extrastatunitensi. Scontato quindi un terzo episodio, che però sarà (a detta di tutti, regista e interpreti) anche l'ultimo, nonostante la scena sui titoli di coda faccia pensare che di disavventure divertenti ai protagonisti ne potrebbero ancora capitare tante.
Il numero uno raccontava una folle notte di addio al celibato a Las Vegas, il secondo riproponeva la stessa situazione in cornice thailandese; ora la trilogia, abbandonando il meccanismo narrativo «del risveglio la mattina dopo senza sapere che diavolo è successo», si chiude in modo circolare di nuovo a Las Vegas dove Stu (Ed Helms) aveva giurato di non tornare più.