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Ultimo aggiornamento giovedì 10 dicembre 2020
Robbie, ragazzo dalla vita difficile, decide di dare una svolta alla sua vita affinchè suo figlio non viva disagiato come lui. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office La parte degli angeli ha incassato 1,3 milioni di euro .
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Glasgow. Il giovane Robbie, già recidivo, evita il carcere perché il giudice decide di puntare sulla sua capacità di recupero visto che la sua altrettanto giovane compagna sta aspettando un figlio. Viene così affidato a Rhino che è il responsabile di un gruppo di persone sfuggite al carcere e condannate a compiere lavori socialmente utili. Dopo aver assistito a un pestaggio, di cui Robbie diviene vittima nel momento in cui decide di andare in ospedale per vedere il bambino, Rhino decide di aiutarlo. Scoperta la sua particolare sensibilità gustativa per quanto riguarda i vari tipi di whisky decide di introdurlo nell'ambiente. È così che a Robbie e ad alcuni suoi compagni di rieducazione viene l'idea di un 'colpo' del tutto anomalo che però potrebbe offrire loro un futuro sereno.
Ken Loach torna a riflettere sulla commedia umana, arte nella quale è indiscutibilmente maestro. Sceglie lo scenario della Glasgow che ama e ci offre il ritratto di uomini segnati dalla vita privilegiando tra tutti quello del giovane Robbie. È a quelli che questo nostro mondo libero etichetta come irrecuperabili che, ancora una volta rivolge la sua attenzione. Perché Loach è convinto che la possibilità di un riscatto sociale vada più che mai offerta in questi nostri tempi in cui il Dio Mercato reclama ingenti e quotidiani sacrifici umani.
Con il fido sceneggiatore Paul Laverty utilizza come leva narrativa il momento che, per ogni essere umano degno di questo nome, è costituito dalla nascita di un figlio. Decidere di averlo nonostante tutto significa, oggi, sperare apparentemente contro ogni speranza. È quello che fanno Robbie e la sua compagna Leonie contro il padre e i familiari di lei. In una società che conta più sulla ricaduta del delinquente (per poterlo allontanare a lungo dalla comunità) che sul suo redimersi la giovane coppia trova però ancora delle significative solidarietà. Perché il socialismo di Loach è di stampo umanitario e crede che sia ancora possibile quella pietas che i latini sapevano definire sgombrandola da ogni retorica commiserevole. Ecco allora che il 'dannoso' alcol, nelle specie di pregiatissimo whisky, finisce con il divenire strumento di riscatto in una storia che unisce con grande equilibrio dramma e sorriso e che (a differenza del prezioso liquido) va gustata appieno, senza moderazione.
Un film “natalizio”, in quanto uscito a Natale, anche se è stato in concorso a Cannes, ma niente a che vedere con i nostri cinepanettoni. Un film sui buoni sentimenti e sul riscatto di persone emarginate e in parte violente, ma girato con la maestria del grande regista. Un film che fa sorridere, in alcuni momenti ridere ed in altri commuovere, ma sempre con una dose di realtà e tristezza e con un occhio [...] Vai alla recensione »
È un vecchio luogo comune con un grande fondo di verità: le commedie.ai festival, fanno ridere il doppio. Grande è stata quindi la letizia nel vedere The Angels’Share, nuovo film di Ken Loach. Il vecchio Ken conosce bene l’arte della risata (qualche anno fa, sempre in concorso a Cannes, ci fece scompisciare con Il mio amico Eric, il film con Cantona).