| Titolo originale | Gebo et l'ombre |
| Titolo internazionale | Gebo and the Shadow |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Portogallo |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Manoel de Oliveira |
| Attori | Michael Lonsdale, Claudia Cardinale, Jeanne Moreau, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra Ricardo Trepa. |
| Uscita | giovedì 26 giugno 2014 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Mediaplex Italia |
| MYmonetro | 3,21 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 30 giugno 2014
Ambientato nel diciannovesimo secolo, il film racconta la storia di un povero patriarca che sacrificò se stesso per proteggere il figlio in fuga.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella casa del vecchio Gebo si ritrovano diversi amici per discutere del mondo, un banchetto di quiete che potrebbe durare all'infinito. Il ritorno inatteso di João, figlio di Gebo che ha smarrito la retta via, sconvolge gli equilibri interni alla famiglia e provocherà serie conseguenze.
Il fenomeno inspiegabile che risponde al nome di Manoel De Oliveira ha da tempo smesso di sorprenderci; è diventata quasi un'abitudine attendere un suo nuovo film e toccare con mano come l'ultracentenario regista stacchi ancora il gruppo per sensibilità, levità e spirito di osservazione. Cogliendo in pieno lo zeitgeist di un'epoca mesta come quella del 2012, De Oliveira va dritto al cuore della questione: il denaro, la sua mancanza e il suo effetto sull'uomo. La crisi, quella con la "c" maiuscola, al centro dell'obiettivo, ma è nella peculiarità del tragitto percorso che si trova la firma del maestro, immune a ogni forma di contraffazione.
Riprendendo il testo teatrale di Raul Brandão e concentrandosi in modo claustrofobico su una famiglia archetipica, l'apologo di Manoel acquisisce un'altra valenza, si astrae dagli affanni di oggi per analizzare l'eternità del rapporto tra l'uomo e l'argent. Il figlio di Gebo, il ribelle João, rappresenta sì la tendenza al male insita nell'animo umano, ma incarna anche l'elemento di rivoluzione che, pur aggiungendo entropia, imprime una svolta, scatena una crisi in una situazione di stagnazione e di eterna acquiescenza. Gebo è sostanzialmente l'anti-Abramo, che pone la salvezza del Figlio sopra ogni cosa; è il Padre a cui tocca l'onere del sacrificio, è lui a mentire ripetutamente, pur di preservare l'ottimismo evolutivo dell'uomo e nascondere la miseria della realtà.
Ma se Gebo è l'indubbio protagonista e fulcro della vicenda, è anche nelle caratterizzazioni minori che si può apprezzare il lavoro del regista (oltre che in pregevoli momenti di cinema come la pittorica sequenza di apertura, guidata dalle luci di lampade a olio): al personaggio di Luís Miguel Cintra in particolare è assegnato un compito prezioso, quello di dar voce all'artista in materia di crisi economica. La più dolorosa delle dissertazioni sulla sostanziale futilità della gloria e sull'inevitabile incompatibilità tra talento e denaro, senza che il compromesso giochi il suo ruolo. Lezione di morale, lezione di vita, lezione di cinema.
Manoel de Oliveira ci regala un fuori concorso alla 69Mostra di Venezia O Gebo e a sombra, l'ultimo film di Manoel de Oliveira, raccoglie in sé una serie di primati: è stato girato in 25 giorni, il regista ha l' età straordinaria di 103 anni, si avvale di un gruppo di attori famosi, dalla vivacissima Cardinale che ben felice si è sottoposta al calvario [...] Vai alla recensione »
Messa in scena del dramma morale (1923) dello scrittore modernista Raul Brandao e, al momento, ultimo suo lungometraggio, Gebo e l'ombra è l'ennesima conferma del rigore poetico dell'ultracentenario Manoel De Oliveira. Si sa che il maestro lusitano reputa il teatro «un presente» di cui il fantasmatico cinema può catturare l'effimera realtà; e che per lui le parole possiedono suggestione pari a quella [...] Vai alla recensione »