| Titolo originale | Weekend |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Andrew Haigh |
| Attori | Tom Cullen, Chris New, Laura Freeman, Vauxhall Jermaine, Jonathan Race Loreto Murray, Jonathan Wright, Sarah Churm, Joe Doherty, Kieran Hardcastle, Mark Devenport, Steve Blackman (II), Julius Metson Scott, Martin Arrowsmith, Caroline Woolley, Caroline Cawley. |
| Uscita | giovedì 10 marzo 2016 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,68 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 10 dicembre 2020
Una notte di sesso aiuterà due uomini a comprendere meglio la propria identità. In Italia al Box Office Weekend ha incassato 57 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Al termine di una serata con gli amici storici, Russell conosce Glen in un gay club e i due trascorrono la notte insieme. Glen chiede a Russell di raccontarsi al registratore, dove tiene una sorta di archivio di tutti i suoi incontri sessuali, che vorrebbe trasformare in un progetto artistico. Diversi, con un passato diverso e idee diverse sul futuro, Russell e Glen cominciano a conoscersi e passano insieme l'intero weekend.
Haigh racconta una storia d'amore nella sua completezza, concentrandola in un arco di tempo molto breve, senza sacrificare per questo la varietà delle dinamiche psicologiche, il crescendo della passione, il timore del vuoto. Sceglie Russell quasi per caso, e altrettanto per caso arriva Glen, e di nessuno dei due sappiamo nulla, li conosciamo mentre si rivelano l'uno all'altro, ancora disposti a ridefinire se stessi l'uno per l'altro; dapprima apparentemente più fragile il primo e più sicuro di sé l'altro, poi a rovescio. La parità di informazioni che c'è tra quanto noi sappiamo di loro e quanto loro sanno di se stessi, favorita dalla distanza ravvicinata dell'obiettivo del regista ai corpi dei due personaggi, coinvolge e appassiona. Il progetto artistico di Andrew Haigh, all'apparenza non dissimile da quello di Glen (ma anche il personaggio di Russell tiene un diario simile), nasce da un incontro sessuale e diventa storia d'amore, straordinariamente quotidiana e credibile; piccolo melodramma.
Il regista riproduce la complessità del reale con grande pulizia e semplicità di forma, allestendo un dialogo tra il silenzio di Nottingham, la sua placidità e solidità architettonica, e il lavorìo del sentimento - prima brusio poi muto tumulto - preso nella sua congenita precarietà, qui esasperata dall'imminente partenza di uno dei protagonisti. Il naturalismo estremo non è mai sinonimo di tempi morti, ma di naturalezza del gesto, ed è palpabile la riuscita coerenza di tono tra il mood intimista della regia e il sentire dei personaggi in scena.
Come in 45 anni, il film successivo, che ha sancito la notorietà di Andrew Haigh e permesso il recupero nelle nostre sale di questo lavoro del 2011, il regista ragiona sul tempo, facendo coesistere momenti lontani tra loro, eppure compresenti. In quest'ottica, le registrazioni di Glen, lontano dall'essere un vezzo metacinematografico applicato a forza, sono una parte fondante del racconto: la cornice temporale dentro cui si svolge e lascia traccia di sé il breve incontro tra Russell e Glen.
Che lo facciano pure, ma non davanti a me. Ostentazione. Non giudico le scelte delle persone, ma adesso sembra una moda. Natura. I gay sono tutti simpatici, ma loro lì e noi qui. Contro natura. Questo è il frastuono delle nostre voci che con distaccato rispetto ed ipocrita accondiscendenza hanno solcato un confine di paure e pregiudizi, di distanze ed isolamenti, [...] Vai alla recensione »
Russell incontra Glen in un locale. Passano la notte assieme, la mattina dopo sembra che tutto debba finire come è iniziato, con un po' di imbarazzo. Ma basta poco: la strana usanza di Glen di registrare i commenti degli amanti, la decisione di rivedersi, la consapevolezza di essere comunque stati bene assieme. Così si va avanti, ognuno per i fatti propri, continuando a pensare all'altro. E nel giro di poche ore ancora insieme, aggiungendo un tassello in più al mosaico complesso di una possibile relazione. Solo che al tramonto del secondo giorno, Glen confessa a Russell di dover partire di lì a poco per Portland, Oregon, che da Nottingham UK, dove si trovano loro, non è a un tiro di schioppo. Sembra un addio, ma è lunghissimo. Ecco, per sommi capi, senza spoiler (ma qui il massimo della suspense "standard" sta nel tirare a indovinare se Glen alla fine partirà davvero oppure no), la trama di Weekend di Andrew Haigh, nelle sale italiane dal 10 marzo distribuito da Teodora (ma il film è del 2011).
La macchina da presa di Weekend chiude spesso sui piani ravvicinati, non molla i corpi ma anche gli oggetti; crea un'interessante dialettica tra fuori fuoco e primi piani.
Haigh, classe 1973, a lungo nella squadra di Ridley Scott come montatore, è lo stesso regista dell'acclamato 45 anni, con Charlotte Rampling e Tom Courtenay.
Torniamo a Weekend. Quasi tutto girato nel classico "due stanze e cucina" (l'appartamento di Russell), molto dialogato (spesso all'impronta, scopro: nel senso che il regista ha chiesto ai suoi attori di improvvisare su un canovaccio non perfettamente definito) ma con una tensione cinematografica decisamente estranea al "cinema da camera". La macchina da presa chiude spesso sui piani ravvicinati, non molla i corpi ma anche gli oggetti; crea un'interessante dialettica tra fuori fuoco e primi piani, fuori e dentro i campi, alternando angolazioni "neutre" come quelle frontali ad altre più inquiete, a seconda dei toni delle chiacchiere. Stanchi, un po' strafatti, semi sbronzi, allegri, adirati, tristi e chissà, forse sì, innamorati. Poteva, il racconto di una storia d'amore come questa, essere così se i protagonisti si fossero chiamati invece che Russell e Glen, Russell e Cindy, o Glen e Michelle? Forse no, non in questi termini, per quella complicità tutta virile che tra i due precede, o almeno scorre parallela, al sesso. Questi però sono dettagli.
Dopo una serata con gli amici, Russell entra in un bar gay: la mattina dopo si sveglia accanto a Glen. Sembra solo l'avventura di una notte; tanto più che, finito il weekend, Glen deve partire per un lungo soggiorno a Portland. Invece sarà sufficiente quel breve lasso di tempo perché tra i due giovani si crei un'intimità - e non solo sessuale - inedita per entrambi.