| Titolo originale | In the Land of Blood and Honey |
| Anno | 2011 |
| Genere | Sentimentale |
| Produzione | USA |
| Regia di | Angelina Jolie |
| Attori | Rade Serbedzija, Zana Marjanovic, Nikola Djuricko, Rade Serbedzija, Branko Djuric Goran Jevtic, Jasna Beri, Fedja štukan, Alma Terzic, Jelena Jovanova, Dolya Gavanski, Vanessa Glodjo, Dado Jehan, Yehan Jehan, Brad Pitt. |
| MYmonetro | 2,90 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 febbraio 2012
Una storia d'amore impossibile tra un uomo serbo e una donna di religione musulmana. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, Al Box Office Usa Nella terra del sangue e del miele ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 200 mila dollari e 18,9 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Danijel è un poliziotto serbo e Anja una giovane pittrice musulmana. Questo non impedisce loro di trovarsi bene insieme e di flirtare. Finché, nel 1992, scoppia la guerra e i due si trovano su fronti opposti. Danjiel è infatti figlio di un generale al comando delle truppe che operano rastrellamenti e violenze di ogni genere sui musulmani e si trova ad arrestare Anja insieme ad altre donne che verranno umiliate e violentate. La presenza della donna però lo mette in crisi e cerca di proteggerla come può. Fino a quando suo padre verrà a sapere che ha una relazione con un 'nemica'.
Angelina Jolie per la sua opera prima sceglie un tema spinoso come quello del conflitto della ex Jugoslavia e lo fa con il massimo rispetto per la materia trattata al punto di girare il film in serbo. Questo finisce con il costituire uno dei pregi ma anche il principale difetto del film. Perché la Jolie ha scritto e diretto una storia a forti tinte che mette in scena l'orrore di un conflitto che ha scatenato ogni più aberrante pulsione, da parte di chi deteneva la forza delle armi, nei confronti della popolazione e in particolare delle donne.
È di questo che le interessa parlare e di come degli odi atavici possano covare sotto la cenere anche per secoli per poi esplodere distruggendo qualsiasi sentimento pregresso o, comunque, mettendolo in una crisi estrema. Se l'amato o l'amata diventano il nemico lo sguardo sul mondo cambia e ci si trova con la necessità, come fa uno dei militari, di giustificare a se stessi l'orrore con la volontà di costruire un futuro sereno per i propri figli mentre si massacrano quelli degli altri. In Europa abbiamo già avuto modo di vedere film in materia scritti e realizzati da chi questa fase storica l'aveva vissuta sulla propria pelle.
Ci può sembrare quindi che la Jolie abbia la pretesa di raccontare, scegliendo un soggetto che ha in sé una forte carica melodrammatica, una realtà che conosce solo da lontano. Lo spirito che sembra animarla però è diverso. Ciò che le interessava era far conoscere al vasto pubblico americano, grazie alla forza del suo nome di star, un inferno che ha avuto luogo sulla Terra in una nazione (la ex Jugoslavia) che molti suoi concittadini non avrebbero, all'epoca, saputo neppure individuare sulla carta geografica e di cui oggi non ricordano il martirio.
Qui torniamo al pregio/difetto del film. Non girandolo in inglese ma sottotitolandolo, Angelina lo ha di fatto reso distante rispetto proprio dal target a cui mirava, che non vuole vedere film che non siano nella sua lingua madre. È un peccato perché quando, grazie alla passione contrastata che coinvolge i due protagonisti, ci viene mostrato come il mondo sia stato a guardare per anni i più orribili massacri senza intervenire, si vede la Bosnia ma si pensa alla Siria dove la Storia si sta tragicamente ripetendo. Il film diventa allora un monito che andrebbe ascoltato.
Prima regia di Angelina Jolie e subito una nomination ai Golden Globes 2012 nella categoria Miglior Film Straniero. Questo perchè la Jolie ha girato il film in serbo, sottotitolandolo in inglese, scelta coraggiosa e coerente con la sobrietà del film che si svolge durante il conflitto serbo bosniaco. Anja, pittrice musulmana bosniaca e Danijel poliziotto serbo si conoscono, vanno insieme a ballare, [...] Vai alla recensione »