Il cavallo di Torino

Film 2011 | Drammatico 150 min.

Titolo originaleA Torinói ló
Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneUngheria, Francia, Germania, Svizzera
Durata150 minuti
Regia diBéla Tarr, Ágnes Hranitzky
AttoriVolker Spengler, Mihály Kormos, János Derzsi, Erika Bok .
TagDa vedere 2011
MYmonetro 3,51 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Béla Tarr, Ágnes Hranitzky. Un film Da vedere 2011 con Volker Spengler, Mihály Kormos, János Derzsi, Erika Bok. Titolo originale: A Torinói ló. Genere Drammatico - Ungheria, Francia, Germania, Svizzera, 2011, durata 150 minuti. - MYmonetro 3,51 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 13 ottobre 2014

Una storia liberamente ispirata a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche che vede come protagonisti un cocchiere, sua figlia e il loro cavallo. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha ottenuto 3 candidature agli European Film Awards, In Italia al Box Office Il cavallo di Torino ha incassato 891 .

Consigliato sì!
3,51/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 4,03
CONSIGLIATO SÌ
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Critica
Cinema
Trailer
Un film che non può trovare altro luogo di visione che non sia il grande schermo..
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011

Il film è liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un'atmosfera di grande e simbolica povertà.

Il regista afferma: 'Il film segue questa domanda: cosa accadde al cavallo?

Il cocchiere Ohlsdorfer e sua figlia vivono in campagna. Sopravvivono grazie a un duro lavoro. Il loro unico mezzo di sussistenza è il cavallo con il carro. Il padre va a lavorare, la figlia si occupa delle faccende domestiche. È una vita misera e infinitamente monotona. I loro abituali movimenti e i cambi di stagione e di momento del giorno dettano il ritmo e la routine che viene loro crudelmente inflitta. Il ritrae la mortalità, con quel dolore profondo che noi tutti che siamo condannati a morte, proviamo.'

Il regista ungherese prosegue con estrema determinazione il suo percorso di ricerca stilistica che privilegia l'analisi della quotidianità trasferita sullo schermo con ritmi che si avvicinano quando non addirittura riproducono il tempo reale. Rende così quasi tangibile la marcia cadenzata dei suoi personaggi verso la morte con la scansione dei gesti quotidiani in una terra spazzata da un vento che percuote gli spiriti.

Non è cinema per tutti il suo e, soprattutto, è cinema che non può essere trasferito dal grande schermo altrove se non per studi analitici. È lì sul telone bianco che lo sguardo dello spettatore può perdersi nella lentezza quasi ipnotica di un fluire funebre del tempo dettato dall'occhio di un maestro dello stile di un rigore assoluto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 16 febbraio 2011
radiofreccia

Cinque righe di sinossi, altrettante dedicate ad una citazione del regista e sei per un commento che prende in esame la cinematografia senza alcun riferimento puntuale (se non l'accenno al vento) al film. Sembra (?) quasi un copia/incolla da un press kit. Se a Zappoli scoccia impegnarsi di più per una recensione mi offro volontario per un bel viaggio spesato a Berlino.

NEWS
NEWS
sabato 19 febbraio 2011
Giancarlo Zappoli

In un tempo in cui la tecnologia del 3D sembra dominare l'attenzione dei mercati la Giuria della 61. Berlinale presieduta da Isabella Rossellini ha privilegiato a sua volta le tre dimensioni ma puntando a quella dell'umanità rappresentata sul grande schermo. [...]

winner
gran premio della giuria
Festival di Berlino
2011
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