| Titolo originale | Hysteria |
| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia sentimentale, |
| Produzione | Gran Bretagna, Francia, Germania |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Tanya Wexler |
| Attori | Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Rupert Everett, Ashley Jensen Sheridan Smith, Felicity Jones, Kate Linder. |
| Uscita | venerdì 24 febbraio 2012 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,96 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 24 febbraio 2015
L'invenzione del vibratore e altre rivoluzionarie tecniche per il sesso femminile. In Italia al Box Office Hysteria ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 1 milioni di euro e 271 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Londra 1880. Il giovane Mortimer Granville è un dottore che lotta per far passare le nuove scoperte scientifiche negli ambulatori e negli ospedali gestiti da vecchi medici fedeli a convinzioni errate ed obsolete. In cerca di un nuovo impiego dopo l'ennesimo licenziamento, lo trova presso il dottor Dalrymple, specializzato nella cura "manuale" dell'isteria che affligge buona parte delle signore di Londra e si manifesta variamente con tristezza, irritabilità, pianto frequente o incontenibile rabbia. Innamorato della seconda figlia di Dalrymple, Emily, e osteggiato dalla primogenita Charlotte, che lo vorrebbe dedito a malattie più serie, Mortimer si ritroverà letteralmente fra le mani l'idea del secolo, durante una visita al suo amico e benefattore Edmund, un appassionato di congegni elettrici.
La commedia di Tanya Wexler romanza non poco l'invenzione del vibratore ad opera del signor Joseph Mortimer Granville (il quale lo aveva pensato, in realtà, come strumento per la cura dei muscoli indolenziti in fisiatria e non ci teneva affatto a legare il proprio nome a questo secondo uso) puntando tutto sulla straordinaria coincidenza per cui avvenne nella più puritana delle società, quella della classe agiata nell'Inghilterra della regina Vittoria.
Il film si guadagna il sorriso dello spettatore fin dalle premesse, giocando sul piglio serissimo col quale Jonathan Pryce (alias Dottor Dalrymple) illustra la sua terapia, sul successo del giovane e belloccio dottorino in sua sostituzione, e sull'umorismo dissacrante dell'ottimo Rupert Everett nei panni del tecnoentusiasta Edmund. Per tutto il resto del tempo, però, Hysteria si limita poi a trascinare queste premesse attraverso una strada perfettamente prevedibile verso una conclusione paradossalmente senza "climax", ma certamente romantica e rassicurante.
Visivamente, gli sfondi pastello tutti fiori e panchine e ponticelli che inquadrano la dolce, pudica ma in fondo insipida Emily, collidono volontariamente con i luoghi grigi e pericolosi nei quali si muove la pasionaria Charlotte, suffragetta a favore della parità dei sessi, tanto in materia sessuale quanto elettorale. Ma questa linea narrativa, tutta improntata alla critica sociale e all'equivalenza delle conquiste del progresso in campi tanto distanti ma anche coincidenti, è quanto di più visto, banale e privo di ironia possa capitare di incontrare in una commedia inglese. L'idea c'è, il divertimento anche, ma la rivoluzione è lontana.
Splendido film nel suo genere, ottima l'ambientazione e la ricostruzione storica, toccante il ritratto del mondo della medicina e di quello della condizione della donna, ancora attualissimo, non può non tornare alla mente la vita del dr. Ignaz Semmelweis che nel 1841 ipotizzò la presenza di agenti patogeni invisibili che causavano la morte di giovani puerpere dopo che i medici [...] Vai alla recensione »
Quando il facsimile è confezionato nel modo di Hysteria di Tanya Wexler (passato con successo la scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma) è un vero spasso. Il cinema inglese spesso gioca con se stesso, con le sue costanti culturali, si cita e si rinnova all'infinito nella riscrittura di romanzi e ambientazioni ottocentesche, ma questo film pur di produzione inglese e lussemburghese (c'è anche [...] Vai alla recensione »