| Titolo originale | Freerunner |
| Anno | 2011 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Regia di | Lawrence Silverstein |
| Attori | Sean Faris, Danny Dyer, Tamer Hassan, Seymour Cassel, Amanda Fuller Mariah Bonner, Casey Durkin, Joe Nin Williams, Erica Stikeleather, Jim Boeven, Phillip DeVona, Jia Perlich, Jennifer Ann Davies, Warren Ostergard, Rebecca Da Costa, Ryan Doyle, Richard Fike, Curtis Taylor, Jason Botsford, Ace Underhill, Joe Zamora, John Bernecker, Jacob Kabel, Dylan W. Baker, Justin Ganguly, Tony Vo, Jimmie Lee Williams, David Grovic, Josh Cruze, Hidekun Hah, Grigor Pankov, James Quattrochi, Faradj Vaziri, Kathie Dice, Ray Goodwin, Shane Daniels, Luci Romberg, Caine Sinclair, Todd Maurer, Lawrence Silverstein, Jasper Wood, Vahid Jafroodi, Julio Leal, Jia Mae, R.T. Steckel. |
| Uscita | venerdì 13 luglio 2012 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,04 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 22 agosto 2012
Per mantenere il nonno in casa di cura, Ryan lavora come custode e nel tempo libero partecipa a corse di freerunning. In Italia al Box Office Freerunner - Corri o muori ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 182 mila euro e 58,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Ryan è un freerunner che gareggia in competizioni organizzate da Reese. Nel tempo libero fa assistenza in ospedale al nonno. Ha una fidanzata, Chelsea, che preme per un futuro più sicuro. Ciò che però Ryan dovrebbe sapere e non sa è che Reese è coinvolto con il misterioso Mr. Frank che è a capo di un gruppo di ricchi i quali sono alla ricerca di nuove forme di divertimento. Una di queste lo coinvolgerà: a lui e agli altri concorrenti verrà applicato un collare che esploderà entro un'ora. La corsa questa volta prevede la morte.
Non è detto che tutti conoscano il parkour, nato in Francia negli Anni Ottanta. È una disciplina in cui si superano ostacoli in un percorso in cui chi partecipa adatta il proprio corpo all'ambiente. Il Freerunning ne è una variante che privilegia la spettacolarità, la quale è indubbiamente l'elemento che viene costantemente tenuto al centro del film. Si tratta dell'unico escamotage funzionale a un film che per tutto il rimanente si adagia sulla media (bassa) della ripetitività.
A Sean Faris viene affidato il ruolo del bravo ragazzo nella vita quotidiana, pronto a tirar fuori tutta l'aggressività nelle fasi di corsa. Sembra di assistere, per l'ennesima volta, a quei film in cui il giovane pugile, street dancer, rapper (e si potrebbe proseguire) deve combattere per far emergere la propria limpida abilità. Con l'aggiunta di due problemi non secondari. La sceneggiatura si protrae per oltre mezz'ora nel descrivere i personaggi prima di giungere al tema centrale. Un tema che ricorda a sua volta tanti altri film e che non dimentica Speed nel suo assunto di base: chi è più veloce si salva. Peccato che i 'bad guys' siano decisamente molto molto cattivi. L'esagerazione avrebbe dovuto essere lasciata quale appannaggio dell'attività sportiva che ha nel proprio status tutti quegli elementi che (anche quando esasperati dal montaggio) riescono ad attirare l'attenzione. Senza esagerare altrove.
Doveva puntare più sui combattimenti e meno sulle chiacchiere inutili dei ricconi inquadrati, che scommettono e si ai infuriano facendo calare il ritmo dell'azione. Poco rilevanti gli avvenimenti, sono accettabili solo le corse e gli uno contro uno, troppo pochi comunque. Banalissimo lo scagnozzo con la benda, stupido e prevedibile il cattivone che organizza tutto, nonostante faccia di tutto [...] Vai alla recensione »
Innamorato e precario, l' atletico Ryan entra nel giro dei freerunner: giovanotti multietnici protagonisti di una gara per le vie della città, ginnica e piena di acrobazie. Senonché il cattivo del film alza la posta delle scommesse (vi partecipano sadici miliardari), imponendo ai concorrenti un collare esplosivo, che scoppia se gli obiettivi non vengono raggiunti.