| Titolo originale | Clash of the Titans |
| Anno | 2010 |
| Genere | Avventura, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Louis Leterrier |
| Attori | Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Mads Mikkelsen Jason Flemyng, Alexa Davalos, Nicholas Hoult, Danny Huston, Pete Postlethwaite, Luke Treadaway, Ashraf Barhom, Jamie Sives, William Houston, Hans Matheson, Liam Cunningham, Tamer Hassan, Vincent Regan, Polly Walker, Izabella Miko, Kaya Scodelario, Robert Roman Ratajczak, Tine Stapelfeldt, Peter W. Kelley, Martin McCann, Luke Evans, Ian Whyte, Natalia Vodianova, Ross Mullan, Mouloud Achour, Nathalie Cox. |
| Uscita | venerdì 16 aprile 2010 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 1,77 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 ottobre 2013
Il viaggio del figlio di Zeus, Perseo e della sua battaglia contro Medusa e il Kraken per salvare la principessa Andromeda. In Italia al Box Office Scontro tra Titani ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 7,8 milioni di euro e 3,2 milioni di euro nel primo weekend.
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Nato da una delle molte scappatelle di Zeus con una mortale e cresciuto da un'umile famiglia di pescatori, Perseo è un vero eroe proletario che sogna di sovvertire l'ordine naturale delle cose andando a combattere gli dei stessi. Siccome non è l'unico mortale a pensarla così, il padre degli dei, aizzato dal fratello Ade che intanto mira a fargli le scarpe, decide di ricordare agli umani il suo potere liberando la più grande delle piaghe prese in prestito dalla mitologia nordica: il Kraken. L'unico modo per evitare che la creatura degli abissi distrugga la città di Argo è sacrificare Andromeda, figlia del re, che la stessa madre ha definito "Più bella di Afrodite". Quando si dice "cercarsela". Perseo però non ci sta e unitosi ai valorosi guerrieri di Argo vuole trovare un modo di sconfiggere il mostro.
Dopo 29 anni Scontro tra titani torna al cinema con il medesimo disprezzo per la mitologia greca, i medesimi semplicismi, la medesima truffa nel titolo (ma dove sono i Titani?) e un'immutata voglia di fare baccano senza fare senso.
Di diverso c'è l'atteggiamento del protagonista, una volta fiero di essere un semidio e inorgoglito dai doni celesti e adesso incattivito contro un padre padrone (incarnato da un Liam Neeson ai minimi storici di carisma) e la sua razza di privilegiati. Il Perseo del 2010 è dunque dalla parte del popolo: "Ho scelto di essere solo un uomo", dice rinnegando a parole la sua natura semideistica: Per accontentarlo dunque il regista non lo manda più in giro da solo ma gli affianca un piccolo plotone di rivoluzionari, più una donna palestratissima (Gemma Arterton), molto utile per gli stacchi sull'espressione sognante.
Tra scorpioni che emergono dalla sabbia al rallentatore come fossero Transformers, una Medusa che ricorda quella della serie di God Of War e una visione dell'Olimpo che sembra arrivare dal Superman di Richard Donner, il nuovo film incautamente affidato a Louis Leterrier (e al team creativo dietro Aeon Flux) porta a casa il risultato senza guizzi e senza la decenza dell'onestà.
Non solo Scontro tra titani crolla totalmente quando si tratta di creare immagini originali (tutto viene da qualcos'altro, specie dagli effetti speciali originali di Ray Harryhausen) ma in più di un'occasione ha l'arroganza di porsi su un piedistallo, ad esempio facendo gettare via ad un certo punto il gufo meccanico del primo film (uno degli elementi più ingenuamente kitsch cui spettava il compito di alleggerire comicamente), salvo poi prevedere ben due personaggi-macchietta a svolgere il medesimo ruolo.
Al massimo della presunzione questo nuovo Scontro tra titani, nato vecchio e (cosa ancora peggiore) pompato con un 3D posticcio utile solo a spillare un po' più di soldi, vorrebbe addirittura trovare una vaghissima legittimazione intellettuale con il colpo di coda finale affidato a Ralph Fiennes, cui spetta la frase cruciale (ovviamente escludendo il classico "Liberate il Kraken!" pronunciato con enfasi esagerata): "Gli dei traggono forza dalla debolezza degli uomini". Quando si dice cambiare tutto perché non cambi nulla.
A quattro anni dalla ricostruzione fantastica della battaglia dei 300 che tennero testa a un milione (modello di audacia e sacrificio preso in prestito dalla striscia di Frank Miller) arriva sugli schermi Scontro tra titani, opera cinematografica a metà tra il remake rivisto e corretto del film di Desmond Davis e una lezione (distorta) di mitologia greca.
Phil Hay e Matt Manfredi, che insieme avevano già firmato gli action Lo smoking e Æon Flux, rimettono le mani sulla sceneggiatura di Travis Beacham - che a sua volta si basava su quella "originale" di Beverley Cross - e la trasformano in uno script che mescola mito, romanticismo e avventura e, allo stesso tempo, esplora il rapporto genitore-figlio attraverso le figure leggendarie di Zeus e Perseo.
Scontro tra titani è si il remake del film del 1981, ma grazie alla traduzione moderna di Hay e Manfredi, alla regia di Louis Leterrier (Danny the Dog, Transporter: Extreme, L'incredibile Hulk), alla fotografia di Peter Menzies Jr. (Lara Croft: Tomb Raider) e a un nutrito staff di esperti degli effetti speciali si propone di cancellare ogni traccia del suo predecessore. Non è del tutto vero (anche se basterebbe mettere a confronto i due trailer per notare la differenza) in quanto il francese Leterrier è un fan del film originale - che vantava la presenza di Ray Harryhausen in veste di produttore e creatore dei "trucchi", nonché di un cast di rilievo - e ha fatto carte false per assicurarsi l'incarico ottenendo poi il posto da regista grazie al lavoro svolto con Hulk e alla battuta: "in fondo sempre di super eroi si tratta!".
A indossare la tunica del re degli Dei che fu di Laurence Olivier è Liam Neeson cui figlio Perseo (Sam Worthington), cresciuto come uomo tra gli uomini, deve riuscire a battere il dio degli Inferi Ade (Ralph Fiennes) prima che questi si appropri del potere del padre e porti l'inferno sulla terra. Partito alla volta dei mondi proibiti per intraprendere la pericola missione a capo di un esercito di temerari guerrieri, Perseo dovrà vedersela con Medusa, la Gorgone mortale. Nell'impresa verrà aiutato dalla sacerdotessa Io (Gemma Arterton), personaggio mitologico cui funzione e collocazione leggendaria è stata modificata dagli sceneggiatori per creare una parentesi romantica tra i due giovani. Follia? Questa è Hollywood!
Di Tirza Bonifazi Tognazzi
un film distrutto dal troppo baccano degli effetti speciali,un cast eccellente di attori su tutti i mitici liam neeson ed ralph fiennes che sono sprecati totalmente in un lavoro dove si poteva davvero fare qualcosa di grande ma come al solito Hollywood ha rovinato tutto con i soliti effetti speciali tralasciando tutto il resto per far soldi,il risultato-250 milioni di dollari spesi per la realizzazzioni [...] Vai alla recensione »
Gli uomini si sono stufati di rancorose divinità capricciose e le divinità in questione fanno rancorosi capricci l'una contro l'altra e non sanno se domare i mortali o cancellarli. L'orfano incavolato Perseo si crede umano per nascita, ma scopre di essere figlio di Zeus: se la spassò con sua madre per poi volarsene via in forma di rapace lasciandola in bruttissimi guai.