| Titolo originale | Looking for Eric |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna, Italia, Francia, Belgio |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Ken Loach |
| Attori | Eric Cantona, Steve Evets, John Henshaw, Stephanie Bishop, Lucy-Jo Hudson Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Justin Moorhouse, Des Sharples, Greg Cook, Mick Ferry, Smug Roberts, Cole Williams, Dylan Williams, Matthew McNulty, Laura Ainsworth, Max Beesley, Kelly Bowland, Julie Brown. |
| Uscita | venerdì 4 dicembre 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,47 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 dicembre 2020
Eric sembra aver perso completamente il controllo della sua vita, la moglie lo ha lasciato e i gli amici non riescono ad aiutarlo. Ma il suo mito Eric Cantona, arriva magicamente a dargli tutte le soluzioni. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Il mio amico Eric ha incassato 1,3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un impiegato delle Poste britanniche vede la sua vita andare sempre peggio. Ha lasciato da trent'anni Lily, suo unico e vero amore. Ora vive con i due figliastri lasciatigli da una donna che non c'è e con uno dei quali ha un pessimo rapporto. Eric, che cerca di non ricordare il passato, ha un solo rifugio in cui cercare un po' di consolazione: il tifo per il Manchester e la venerazione per quello che nel passato è stato il suo più grande campione, Eric Cantona. Ora però Eric ha un nuovo e per lui non secondario problema: la figlia che aveva abbandonato ancora in fasce, ma che non ha mai avuto un cattivo rapporto con lui, gli chiede il favore di occuparsi per un'ora al giorno della bambina che ha avuto, in modo da poter completare in pochi mesi gli studi. Sarà però necessario che Eric si faccia consegnare la neonata da Lily che non ha voluto piu' incontrare dal lontano passato. Qualcuno giunge in suo soccorso in modo inatteso e concretamente irreale: il suo idolo: Eric Cantona. Il problema da affrontare non sarà però purtroppo solo questo.
Ken Loach ha realizzato il film della sua assoluta maturità. Sinora ci aveva regalato delle opere che restano nella storia del cinema tout court e in quella dell'impegno a favore dei meno favoriti nelle nostre società. Lo stile era rigoroso, partecipe, con qualche inserto comico ma con una dominante drammatica. In questa occasione riesce a realizzare una perfetta osmosi tra la commedia e il dramma. Arriva anche a fare di più gestendo l'apparizione onirica della star Cantona in un equilibrio perfetto tra ironia, astrazione e (perchè no?) commozione.
Eric Cantona è una leggenda per il calcio internazionale e per i tifosi del Manchester in particolare. Loach è un appassionato di calcio (straordinaria la replica alla domanda 'impegnata' di una collega in conferenza stampa: "Non vado alle partite per fare dei trattati antropologici ma per vedere la mia squadra vincere") e riesce a rileggere, grazie ancora una volta a una sceneggiatura più che mai calibrata di Paul Laverty, il mito calcistico facendolo interagire con le problematiche del piccolo Eric impiegato alle Poste.
Ne nasce una storia d'amore, un film sulla possibile positività dei miti nonchè (ed era l'impresa più difficile di questi tempi) su una solidarietà ancora possibile. Solo lui e pochissimi altri possono riuscire a regalarci una commedia/dramma con happy end in cui realtà e immaginazione si alleano escludendo la retorica.
La working class andrà in Paradiso, questo è certo, se solo darà retta a questa ricetta di vita che Loach affida a Eric Cantona, star del calcio, numero 7 del Manchester United pre-Beckham e mito personale di Eric Bishop, un cinquantenne depresso, prossimo al suicidio, che gira per un po’ contromano in una rotonda finchè la macchina finalmente si schianta e lui esce per fortuna solo con qualche bernoccolo. [...] Vai alla recensione »
Il festival di Cannes è un andirivieni fra mondi paralleli, un su e giù emotivo paragonabile alle montagne russe. Prendete le ore a cavallo fra domenica e lunedì. Uno esce domenica sera depresso e incazzato da Antichrist di Lars Von Trier (ve ne abbiamo riferito ieri); si ravviva osservando in rete le immagini della festa-scudetto dell'Inter (non c'entra, dite voi? C'entra, c'entra.