| Titolo originale | Trilogia II: I skoni tou hronou |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Grecia, Italia, Germania, Francia, Russia |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Theodoros Angelopoulos |
| Attori | Willem Dafoe, Bruno Ganz, Michel Piccoli, Irène Jacob, Christiane Paul, Reni Pittaki, Kostas Apostolidis, Alexandros Mylonas, Norman Mozzato Alessia Franchin, Valentina Carnelutti, Tiziana Pfiffner, Chantel Brathwaite, Herbert Meurer, Alexandra Maria Lara, Oliver Unkel. |
| Uscita | mercoledì 1 giugno 2011 |
| Distribuzione | Movimento Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,57 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 24 aprile 2015
Un regista ripercorre con la memoria una lunga storia d'amore passata attraverso cinquant'anni di storia e molti paesaggi differenti. In Italia al Box Office La polvere del tempo ha incassato 101 mila euro .
|
CONSIGLIATO NÌ
|
A, regista americano di origine greca, si reca a Cinecittà per ridare il via a un film di cui aveva improvvisamente interrotto le riprese senza fornire spiegazioni. Il film racconta la storia di Eleni, sua madre, che nella vita ha amato due uomini ed è stata a sua volta riamata nonostante la vita e le vicende politiche l'abbiano in passato separata a lungo da loro. Gli eventi che hanno segnato la seconda metà del Ventesimo Secolo, a partire dalla morte di Stalin, vengono rivisitati con trasferimenti nel tempo e nello spazio. Si passa dal Kazakistan alla Siberia, dall'Italia alla Germania agli Stati Uniti. Si tratta di un flusso di ricordi che si fanno presente mentre la vita di A. è turbata dalla separazione dalla moglie e dalla scoperta del dolore che attraversa l'animo della figlia adolescente.
Capitolo secondo di una trilogia The Dust of Time si configura come un film di Angelopouolos in cui il regista letteralmente deborda. Per un giovane spettatore che si accosti per la prima volta al suo cinema l'effetto può essere davvero affascinante ma per chi ne conosca la filmografia l'esito è profondamente diverso.
Sembra quasi che il regista abbia voluto realizzare una sorta di riassunto per immagini e situazioni del suo cinema. Solo che le masse, le nebbie, gli interventi teatrali, l'uso dello spazio e degli stessi piani sequenza (qui molto meno presenti rispetto al passato) avevano nel suo cinema una potenza che ne facevano, in più di un'occasione, dei veri capolavori. Oggi la coazione a ripetere (pur avendo a disposizione un cast davvero d'eccezione) prevale su tutto. Ciò che prima trasmetteva una lettura definita e 'forte' della Storia e degli uomini più o meno consapevolmente attori o vittime di essa si è trasformato in un museo delle cere autodedicato.
Forse per il Maestro è giunta l'ora di fermarsi a meditare sul senso del fare cinema in un mondo che cambia. Quando i rivoluzionari cominciano a conservare se stessi i tempi non sono felici.
Il film copre un arco temporale che va dalla morte di Stalin al periodo che precede e segue la cosiddetta "guerra fredda". Ma parte da questi ultimi anni, quando un regista arriva a Cinecittà per continuare un film che aveva lasciato in sospeso. Da qui, attraverso una serie di flash-back, si svolge un viaggio a ritroso nel tempo. Ed è proprio questo itinerario della memoria e dell'anima, che costituisce [...] Vai alla recensione »
Le colazioni con Tarkovskij. Le discussioni con Godard. I ricordi con Marcello Mastroianni e le serate in sala con i grandi del cinema italiano, «fari della conoscenza» dice lui, che gente come Antonioni (il suo preferito) o Fellini l’ha conosciuta e amata per davvero. Qualsiasi cosa si pensi del suo cinema, Theodoros Angelopoulos è un pezzo di storia della cultura europea. A quasi 80 anni il maestro del cinema greco è un artista ancora in grado di guardare lucidamente al presente, attaccato all’idea del «cinema come rivoluzione», incapace di arrendersi di fronte a un mondo sempre più lontano da [...]
È da considerarsi superato il cinema del 75enne maestro Theo Anghelopoulos, epico cantore di destini umani travolti dal fiume in piena della Storia? Secondo capitolo di una trilogia iniziata con La sorgente del fiume, La polvere del tempo mette in scena, fra Roma e Berlino, il paesaggio di un plumbeo presente in cui si aggira Willem Dafoe, regista di origine greca alle prese con un film che, rievocando [...] Vai alla recensione »