| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 155 minuti |
| Regia di | Alain Corneau |
| Attori | Daniel Auteuil, Monica Bellucci, Michel Blanc, Jacques Dutronc, Eric Cantona, Gilbert Melki Daniel Duval, Nicolas Duvauchelle, Philippe Nahon. |
| MYmonetro | 2,74 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Dopo essere evaso dal carcere in cui era rinchiuso, il gangaster Gu ha alle calcagna tutta la polizia francese, ma deve compiere un ulteriore crimine per raggranellare il denaro sufficiente per fuggire insieme alla sua compagna Manouche.
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CONSIGLIATO SÌ
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Gu(stave) Minda è un gangster incallito e un uomo d'onore. Dopo dieci anni di severa detenzione evade di prigione. A Parigi intanto, durante un regolamento di conti, viene ucciso Jacques, amante della conturbante Manouche. Bionda (tinta) e appassionata, la donna ha avuto in passato una relazione sentimentale con Gu. Le indagini sono affidate al commissario Blot, che sospetta il meschino contrabbandiere e protettore Jo Ricci e segue contemporaneamente la pista dell'evasione. Gu, braccato dalla polizia, è costretto a nascondersi e a ripiegare su Marsiglia, dove accetta l'offerta di Venture Ricci, fratello maggiore di Jo: uccidere un poliziotto e rapinare un furgone carico di lingotti. Il colpo riuscirà ma il destino (avverso) è dietro l'angolo.
Sarebbe riduttivo considerare Le Deuxième souffle soltanto il remake del film di Jean Pierre Melville. Più corretto sarebbe definirlo un nuovo adattamento del romanzo omonimo di José Giovanni. Alain Corneau, accettando la sfida di trattare il tema gangsteristico come una tragedia classica, proietta sulla vicenda un'aura di fatalismo e sul suo protagonista una maledizione funesta. La sorte di Gu è drammaticamente anticipata nella sequenza del convivio amoroso, dove il corpo di Auteuil è "deposto" sul letto come una salma.
Gustave Minda è una figura tragica, eschilea, che vanamente combatte contro l'ineluttabilità del proprio destino. Fuggito di prigione, vorrebbe accumulare il denaro necessario per raggiungere l'Italia e rifarsi una vita, ma il desiderio di scappare in un altrove "paradisiaco" è frustrato dal fato, che nel genere assume la forma di un contesto sociale (la polizia, la compagna e gli uomini insieme ai quali un tempo rapinava e uccideva) riluttante a concedere alternative. Nel noir i personaggi non riescono ad esaudire i loro sogni urbani per un soffio. Il mare di Marsiglia, porto/porta di uscita e condizione preliminare all'inizio di una nuova vita, si fa scuro e impraticabile un attimo prima di essere attraversato. Così proprio quando il protagonista sembra pronto a "evadere" (di nuovo) insieme alla donna che ama, la nemesi arriva sotto forma di sentimento: l'orgoglio. Considerato a torto un traditore, Gu desidera temerariamente difendere il proprio onore.
Nel riprodurre l'universo gangsteristico, le atmosfere opprimenti e la claustrofobia urbana tipica del genere, Corneau adegua la rappresentazione alle crudeltà del mondo contemporaneo, guardando alla figura del gangster con occhio psicanalitico e decisamente mitologico.
Noioso e recitato malissimo, Bellucci davanti a tutti; e questa non è certo una sorpresa.
La festa inaugura con Le deuxième souffle di Alain Corneau. All'ingresso dell'Auditorium un ricciolo verde fatto d'erba e un tappeto rosso per accogliere Monica Bellucci protagonista. A completare la gamma cromatica il film: un noir. Anzi, un noir et blonde, visto che Bellucci sfodera un'inconsueta pettinatura bionda, «per questo film mi sono ispirata alla Bardot, alla Deneuve alla Signoret, che avrebbe [...] Vai alla recensione »